Etichette free

Ed ecco che sorge spontanea e leggiadra la proposta di una certificazione fipronil free. E Coldiretti che dice? E’ d’accordo ovviamente. Vogliamo forse farci mancare l’opportunità di affiancare questa dicitura in etichetta accanto a: Ogm free Lactose free Sugar free Glutamate free Gluten free (l’ironia è verso i NON celiaci ovviamente) Palm oil free BPA free Nitrate/nitrite free …. E come non essere tentati dal proporre nuove e avvincenti forme di etichettatura? Hormone free (per chi mangia carne anche a colazione) Antibiotic free (per gli amanti dei batteri) Glyphosate free (e in generale Pesticide free, per chi vuole mangiare naturale) Copper free (per non fare torto ai “biologici”) Acrylamide free (per coloro che voglio friggere ogni giorno con tranquillità) Ipa free (per le grigliate in compagnia senza noiosi pericoli) fino a spingerci verso vette che appaiono irraggiungibili (ma ce la faremo): Antygen free (per gli allergici) Bacterium free (per gli igienisti) Calories free (per quelli a dieta) Dna free (per i respirariani) A corredo di tutto questo, un bel marchio di origine ITALIANA! Perchè così è tutto sano. Sapete che vi dico? Ci sto! Facciamolo! Così, con tutti quei claim avremo solo la confezione. Non ci sarà spazio per l’alimento e allora si, finalmente avremo combattuto il vero killer dei nostri tempi per quel che riguarda il cibo che mangiamo: la sovralimentazione, l’obesità e tutte le malattie che da essa derivano. Vi ricordo che l’eccesso alimentare è responsabile del 55% delle ipertensioni, dell’ 80% dei casi di diabete, del 30% dei tumori, del 35% delle malattie cardiovascolari. Avete notizie di numeri del genere (o anche solo di numeri) legati agli ogm? Avete dati di qualche intossicazione acuta da insetticidi? Qualcuno è mai morto per aver usato un dado da brodo in cucina? Ci sono casi di avvelenamento da latte? L’olio di palma ha mai avvelenato qualcuno? Bene.

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La dieta del ghiaccio

Quando si tenta disperatamente di dimagrire, a volte si ricorre a pratiche molto fantasiose e non totalmente esenti da rischi.

 
Una di queste (che si avvicina più a un disturbo del comportamento alimentare secondo me) è quella di mangiare GHIACCIO!
L’idea strampalata di un gastroenterologo americano, poi sviluppata e “migliorata” da una giornalista che ne ha scritto un libro (e seguita da varie star americane come Jennifer Lopez e Demi Moore) si fonda sul concetto che per portare il ghiaccio alla temperatura corporea il nostro organismo debba spendere energia e questo favorirebbe il dimagrimento.
L’affermazione è corretta fino a “favorirebbe il dimagrimento”.
 
Se è vero quanto afferma il gastroenterologo che mangiare un litro di ghiaccio farebbe bruciare 160Kcal (non so come abbia fatto questo calcolo) ci vorrebbero circa 44litri di ghiaccio per perdere un kg di massa grassa!
Avete idea di cosa significhi buttare giù UN SOLO LITRO di ghiaccio?
 
Chiaramente la dieta del ghiaccio prevede che si abbini una alimentazione ipocalorica, ma questo viene detto sussurrando….
 
La dieta si è evoluta con consigli “minori”. La giornalista che ha scritto il seguito consiglia di mangiare cibi freddi, di fare docce gelate, di bere acqua ghiacciata, di finire i pasti con ghiaccioli e fare entrare in casa aria fredda d’inverno tanto per “stimolare” il metabolismo.
 
Questo è il classico esempio di come un principio fisico/biologico corretto si scontri con l’impossibilità pratica di metterlo in atto e con una errata valutazione dell’ENTITA’ dell’effetto che si vuole ottenere.
 
Fra l’altro questi comportamenti non sono esenti da rischi: pensate allo stress termico che i vostri denti subiscono introducendo ghiaccio in quelle quantità! Se vi va l’idea di rischiare la frantumazione dello smalto fate pure.
 
Volete avere qualche chanche in più di dimagrire col freddo? Andate a vivere in Alaska, stateci una ventina d’anni, tagliando alberi ed esponendovi al freddo in modo costante per almeno 8 ore al giorno poi tornate e vediamo (perchè anche così il risultato non è mica garantito).
 
Se volete avere un’idea del perchè il freddo potrebbe avere una influenza sul dispendio energetico guardate qui, l’argomento è davvero affascinante:
 
http://www.gabrielebernardini.it/grasso-bianco-grasso-bruno/
 
Ma lasciate perdere la Ice Diet.
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Alimenti astringenti

Hanno fama di bloccare la “fuoriuscita”: sono soprattutto il riso, le patate lesse, la banana e il limone, ma anche la mela.

La fama è mal risposta perché non esistono cibi che astringono.

In una situazione di alterazione della motilità intestinale c’è bisogno della classica dieta a basso residuo, perciò cibi con poche fibre che in caso di diarrea siano in grado di ripristinare una funzione normale dell’intestino senza irritarlo.

Fra i cereali spicca il riso (senza un eccesso di grassi aggiunti che appesantiscono la digestione) .

La banana e la mela hanno relativamente poche fibre così come le patate (poco condite).

Infine il limone quella sensazione di “stretta” la dà in bocca…. Non laggiù. 😉

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Differenza tra indice e carico glicemico: la pizza.

La pizza non ha un alto indice glicemico, ma ha un alto carico glicemico.

Dopo una pizza infatti si avrà un elevato picco di glucosio nel sangue ma lo si raggiungerà lentamente.

Allo stesso modo la glicemia si abbasserà gradualmente perché l’insulina verrà prodotta piano piano dal pancreas.

Le proteine e il grasso della mozzarella e quello dell’olio, l’eventuale fibra delle verdure (quella della salsa di pomodoro è poca roba) e della farina quando si sceglie la versione integrale “smorzano” la velocità di ascesa della glicemia, ma c’è un prezzo da pagare : il maggior quantitativo calorico della preparazione.

Se si vuole un indice glicemico basso bisogna aggiungere calorie. L’unico modo per contenerle è aggiungere fibra, contenuta in cibi a bassa densità calorica e cioè frutta e verdura.

Perciò : la porzione di carboidrati in un pasto è giusto accompagnarla con un pochino di grassi e proteine e molta fibra.

Questo è il modello nutrizionale più corretto: porzione di cibi ricchi di carboidrati commisurata al fabbisogno, accompagnata da una PICCOLA porzione di cibi proteici, POCHI grassi da condimento e tanta verdura con frutta finale.

ESEMPIO: riso gamberetti e zucchine. Riso:dipende dal fabbisogno, dai 50g in su. Gamberetti 150, 200g, zucchine 200g, olio 1 cucchiaio. Frutta per finire. Questo è un pasto equilibrato e saziante. Se il riso è integrale meglio.

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Tagli…opportuni

Il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) inglese scrive ai “medici di famiglia” facendo loro gentilmente notare che alcuni farmaci/integratori/prodotti erboristici non possiedono le evidenze necessarie (o addirittura possono essere dannosi in alcuni casi) per poter essere prescritti. Lo fa perchè deve risparmiare e comincia a tagliare dove è più logico, verso quei prodotti che non servono a niente.
 
E’ un documento importante perchè nell’elenco troviamo “cosine” come l’omeopatia, i trattamenti a base di erbe, gli integratori di omega-3 e c’è pure una proposta per i prodotti senza glutine.
 
In particolare gli omega-3 sono considerati molecole di bassa efficacia per la salute cardiovascolare e non devono essere prescritti (linee guida NICE) in prevenzione primaria e secondaria perchè non è dimostrata la loro efficacia nel ridurre la mortalità.
Addirittura non è chiaro neppure che gli omega-3 presenti negli ALIMENTI (quindi non solo nei supplementi) agiscano in tal senso.
Ovviamente questa conclusione non è da intendersi come “non mangiate più pesce perchè non serve a niente” perchè, lo ripetiamo ogni volta, il pesce non si prende per gli omega-3, ma perchè è pesce, perchè è parte di una dieta sana, perchè è la somma che fa il totale.
 
 
Vi allego anche un po’ di lavori sugli omega-3:
 
 
 
 
E le immagini del documento inglese relative a prodotti erboristici e omeopatia.

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Demenza e prevenzione

Risultati immagini per demenza
Lancet pubblica un report di una commissione di esperti secondo il quale un terzo circa dei casi di demenza sarebbe prevenibile riuscendo a controllare e combattere nove fattori di rischio modificabili, legati allo stile di vita e/o a fattori sociali.
 
I fattori di rischio individuati sono:
 
1) la scarsa educazione scolastica
2) l’ipertensione
3) l’obesità
4) la perdita della funzione uditiva
5) la depressione
6) il diabete
7) l’inattività fisica
8) il fumo
9) l’isolamento sociale
 
Il paper è basato su studi osservazionali, ma fornisce comunque un indicazione connessa ai fattori di rischio sui quali si potrebbe agire per ridurre una patologia così grave e impattante sulla vita delle persone coinvolte e dei familiari.
 
Per quanto ci riguarda, l’incremento dell’esercizio fisico ed il controllo del peso e delle malattie legate ad un suo eccesso (ipertensione e diabete) mostrano di migliorare le performance cognitive dei soggetti osservati attraverso una riduzione dell’infiammazione e della resistenza insulinica.
 
Eliminare il fumo ha ovviamente un peso importante nel conto totale.
 
E’ stata anche messa in evidenza la capacità protettiva della dieta mediterranea rispetto ad una dieta di controllo.
 
Messaggio da portare a casa: mangiare bene, rimanere magri, fare esercizio fisico con costanza sono fattori protettivi che sono sempre più legati anche alla sfera cognitiva assieme alla eliminazione del fumo e ad altri fattori modificabili. Certo, la demenza senile è per lo più legata a fattori NON-modificabili, ma avere la possibilità di ridurre la comparsa dei sintomi o di prevenire la malattia in un terzo dei casi non è comunque un fattore da sottovalutare, sopratutto se in quel terzo dei casi ci siamo potenzialmente dentro noi…;)
 
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Insulina

Dopo un pasto la glicemia e l’insulinemia è NORMALE che si alzino. Poi tornano al loro posto.

Quello che non va bene è che si alzino troppo spesso in una situazione di ECCESSO calorico.

Per cui, per non avere conseguenze legate alla iperglicemia:

1. Mangiamo in maniera adeguata al fabbisogno energetico (cioè non ingrassiamo, così evitiamo di innescare circoli viziosi legati al metabolismo degli zuccheri, leggi insulino resistenza)

2. Facciamo movimento costante e tale da mettere in moto grandi masse muscolari (così innanzitutto è più difficile ingrassare ed evitare le conseguenze legate al mancato rispetto del punto 1 e poi perche il glucosio entra nelle cellule senza bisogno dell’insulina e non “affatichiamo” il pancreas)

Tutto qui? Si tutto qui.

Mangiamo poco (sopratutto vegetali) e facciamo movimento costante e così preveniamo il 99% delle malattie legate al sovrappeso e obesità.

Facile? No, non l’ho detto.

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Gli integratori

Sugli integratori. Lo dice la parola, integrano una mancanza. E la mancanza va dimostrata. Chi è in grado di farlo? Il medico. Non l’erborista, non il farmacista, non il biologo nutrizionista, non il personal trainer, non un pincopallo qualunque che passa per la strada e tantomeno noi stessi. Ma noi siamo i primi che ci auto-diagnostichiamo il bisogno della pillola magica. Probabilmente per un neppure tanto celato senso di colpa. Non riusciamo a seguire una alimentazione corretta e pensiamo di risolvere prendendo il supplemento senza neppure sapere se ne abbiamo realmente bisogno. E nel 99.9% dei casi il bisogno non c’è (neppure se la dieta non è così tanto corretta). Viviamo nell’abbondanza, non nella carenza. Le vitamine ci piovono addosso non è necessario buttare denaro per qualcosa di inutile. Esistono casi in cui l’utilità è dimostrata, vedi lo iodio per esempio e infatti per legge lo troviamo nel sale. Vedi i folati per le donne in gravidanza. La vitamina b12 per i vegani o a volte negli anziani. Ma a parte questi pochi casi un individuo IN SALUTE non ha alcun bisogno di integrazione. Neppure gli sportivi. C’è poi tutto il mercato degli integratori di antiossidanti che ci promettono di vivere di più:inutili e a volte dannosi. Che ci aiutano a dimagrire : inefficaci. A volte cadiamo in equivoci: l’effetto è dimostrato biochimicamente ma non clinicamente. Per esempio la carnitina, si sa che effettua il trasporto degli acidi grassi nel mitocondrio della cellula affinché vengano ossidati. Ma questo non significa che assumere carnitina in dosi massicce faccia dimagrire e infatti non lo fa. Mettere in commercio un integratore non richiede prove di efficacia e siccome possono essere presi senza ricetta medica il gioco è fatto. Diverso é ovviamente il caso delle patologie, ma rientriamo in un campo totalmente diverso che coinvolge direttamente la figura del medico. Nella maggior parte dei casi prendere un integratore non serve a nulla. La dieta basta e avanza. — https://goo.gl/6Uwpg1 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_191_allegato.pdf https://goo.gl/Mwx6Tx

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Non

Non pensiate di aver bisogno di così tante vitamine. Ne avete anche troppe.

Non esagerate con le proteine. Non ve ne servono così tante.

Non cercate l’equilibrio dei grassi. Vi complicate la vita.

Non abbiate paura dei carboidrati. Non mordono.

Non comprate gli integratori. Non ne avete bisogno.

Non mangiate perché nel cibo ci sono gli antiossidanti. Il cibo non è una medicina.

Non andate in cerca dei cibi “senza”. Nella maggior parte dei casi non serve a nulla.

Non cadete nell’inganno del “naturale” Non significa niente.

Non fatevi fregare . Il bio non è più sano.

Non abbiate strane nostalgie. La roba antica non è migliore.

Non fatevi spaventare dalle nuove biotecnologie. Nessuno vuole attentare alla vostra salute.

Non vi abbuffate dalla mattina alla sera! Non state per morire di inedia.

Non rimanete incollati alla poltrona. Muovete quel culo!

(mi son fatto prendere verso la fine 😀)

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