Antibiotici, ormoni e carne

La resistenza dei batteri agli antibiotici è un grave problema che mette sempre più a repentaglio la salute degli animali, compreso l’essere umano. L’EFSA stima che ogni anno muoiano 25mila persone a causa di malattie provocate da batteri resistenti.

Il problema è complesso e coinvolge ceppi batterici differenti (Salmonella, Campylobacter, E.Coli) e varie modalità di trasmissione e contagio: tra esseri umani, tra animale e uomo, tramite l’ambiente e in parte tramite gli alimenti.

Un uso smodato e spesso mal pianificato, sia nella pratica veterinaria legata agli allevamenti che in ambito sanitario umano, sta alla base del problema.

Le politiche comunitarie da mettere in atto per ridurre il rischio di farmacoresistenza negli allevamenti riguardano la riduzione dei farmaci usati, la loro sostituzione con trattamenti alternativi e anche la presa di coscienza di un nuovo modo di allevare i capi di bestiame destinati al consumo umano.

Il compito del nutrizionista è quello di suggerire consigli per un consumo adeguato di prodotti animali che deve essere RIDOTTO rispetto alle nostre abitudini. Questo semplice atto, se messo in pratica da tutti, attraverso una educazione corretta fin dalla prima infanzia, porterebbe a ridurre il numero di animali allevati e indirettamente il problema della resistenza agli antibiotici per un minore affollamento negli allevamenti.

Un ulteriore consiglio riguarda l’igiene nel trattamento casalingo dei prodotti di origine animale che deve essere messa in atto ponendo attenzione nella manipolazione dei prodotti crudi evitando contaminazioni crociate con cibi pronti al consumo e cuocendo adeguatamente i cibi per non rischiare l’introduzione di batteri potenzialmente resistenti (ma anche “semplicemente” pericolosi per la salute).

Infine una rassicurazione che riguarda un mito duro a morire.

Perché non c’è solo la paura dei pesticidi. C’è pure chi ancora pensa che i prodotti animali siano pieni di residui di antibiotici o trasudino ormoni (ci metto anche questo aspetto perchè fa parte della bufala).

Nell’immagine riporto i risultati del piano residui nei prodotti animali per l’anno 2015 in italia.

(che trovate qui: http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=2632)

La categoria A sono gli ormoni, la B sono i farmaci.

Risultati secondo il regolamento UE 37/2010:

Per la categoria A, su più di 16000 campioni analizzati “ben” 37 sono risultati non conformi. Lo 0,06%.

Per la categoria B, su più di 25000 campioni “ben” 38 sono risultati non conformi. Lo 0,09%.

Insomma gli ormoni e gli antibiotici nei cibi NON ci sono!

Se siete grandi carnivori (e lo so che lo siete) preoccupati per le sostanze estranee nelle carni, spostate la vostra preoccupazione verso QUANTA carne mangiate. Che è sempre e comunque troppa.

Alla prossima

GB

__
 
Riferimenti
 
http://www.efsa.europa.eu/en/interactive_pages/Antimicrobial_Resistance
 
http://www.efsa.europa.eu/en/interactive_pages/AMR_Report_2015
 
https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/antimicrobial-resistance
 
Condividi...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *