Beorn il mutapelle, la panna e il miele

Shapeshifter Beorn from J.R.R. Tolkien’s The Hobbit

“Se volete saperne di più, si chiama Beorn. È molto forte ed è un mutatore di pelle.” […] “Vive in un querceto e ha una grande casa di legno; e come uomo alleva bestiame e cavalli, meravigliosi quasi quanto lui. Essi lavorano per lui e parlano con lui. Non li mangia; né caccia o mangia animali selvatici. Tiene alveari di api grandi e feroci, e per lo più vive di panna e miele”

Apparentemente la dieta di Beorn, il grande uomo/orso che appare ne “Lo hobbit” di Tolkien e che aiuta la compagnia di Thorin e Bilbo a raggiungere il limite di Bosco Atro, è alquanto sbilanciata. Ma Beorn è grosso e muscoloso e, a quanto ci è dato sapere, ha vissuto a lungo e in salute prima di lasciare la Terra di Mezzo.

Oggi definiremmo Beorn un vegetariano, ma probabilmente si nutriva saltuariamente anche di insetti. La sua dieta però era di certo a base di verdure e frutta selvatiche, nonché di semi e radici che andavano a completarla, perchè non avrebbe potuto vivere solo di miele e panna.

Essendo un mutapelle verosimilmente aveva un intestino simile a quello degli orsi (più lungo degli esseri umani), il che gli permetteva di estrarre molta energia dai vegetali e anche molte proteine. Ma era in fin dei conti pur sempre un essere umano e trasformava il suo cibo: allevava api e bestiame ricavando molte calorie dai prodotti di questi animali pur non mangiandone la carne. Probabilmente quindi non doveva “ruminare” piante tutto il giorno (come farebbe un erbivoro) perchè otteneva molta energia da miele, latte e panna.

Di certo si nutriva in modo molto vario e non aveva carenze di micronutrienti. Anche supponendo non mangiasse per nulla insetti, otteneva la vitamina B12 (l’unico nutriente davvero critico) dai batteri del terreno che introduceva assieme ai vegetali. Il calcio lo prendeva dai semi e dall’acqua, gli omega3 (ma anche gli omega6) sempre dalla frutta secca (il che bilanciava i grassi saturi che otteneva dalla panna). Nessun problema neppure per il ferro che otteneva da molti vegetali aumentandone la biodisponibilità con la vitamina C della frutta.

Le proteine derivavano sopratutto dai vegetali che di certo mangiava nell’ordine di molti chili al giorno. In questo modo ricavava gli aminoacidi necessari alla sintesi proteica. Inoltre, non lo sappiamo con certezza, ma forse mangiava anche cereali dato che Gandalf, suo ospite, descrive un pasto in cui si finisce “due enormi filoni di pane (con una montagna di burro, miele e fiocchi di crema di latte)”.

I muscoli di Beorn erano molto sviluppati, non perchè mangiasse tante proteine, ma perchè faceva molto sforzo fisico dato che doveva badare ai suoi animali e alla sua casa, spaccando legna, costruendo recinti e percorrendo decine di chilometri al giorno per sorvegliare i suoi possedimenti e tenere alla larga gli orchetti delle Montagne Nebbiose.

Mangiava molti zuccheri semplici, è vero, ma li bruciava tutti (e pure i grassi saturi della panna). Non aveva problemi di insulinoresistenza perchè l’attività muscolare “risucchiava” lo zucchero nei tessuti senza bisogno dell’intervento dell’insulina e analogamente i grassi saturi della panna non avevano modo di far danni perchè non rimanevano “in giro” nel sangue ma venivano totalmente ossidati.

Non mangiando quasi alimenti animali, non introduceva un eccesso di ferro (nel latte il ferro non abbonda) e non aveva quindi problemi ossidativi legati a questo nutriente e non introduceva sostanze pericolose derivanti dalla grigliatura della carne.

Beh, in fin dei conti Beorn aveva una dieta invidiabile perchè prima di tutto rispettava i due principi fondamentali per avere più chance di rimanere in salute a lungo: mangiare in modo adeguato al fabbisogno (introducendo tutti i micronutrienti necessari ed evitando sostanze dannose) e muoversi molto ma non in maniera troppo intensa.

Il tutto teneva a bada stress ossidativo e infiammazione, allungando la vita e lasciando molto tempo per far fuori un sacco di orchetti. Ditemi voi se è poco!

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