Mangiare è semplice

Risultati immagini per quadro granoLe popolazioni rurali del primo dopoguerra non li conoscevano i semi di Chia, lo zenzero e la curcuma. Non lo sapevano che nel pomodoro c’è il licopene, nel tè verde l’epigallocatechingallato e nelle crucifere il sulforafano.

Vivevano di quel poco (quasi niente) che la terra e il sudore dava loro. Un poco di cereali, erbe dei campi, quasi niente carne, qualche pezzetto di formaggio ogni tanto, frutta.

Non sapevano​ il significato​ di antiossidante, antinfiammatorio, radicale libero.

Non facevano abbinamenti strani coi cibi e non cercavano di alcalinizzare la dieta. Condivano con l’olio di oliva perché quello c’era, non per i tocoferoli che possiede. Il limone con l’acqua calda la mattina se glielo proponevi, chiamavano l’ambulanza perché pensavano che  fossi impazzito e del glutine non si preoccupavano affatto.

Ma.

Nonostante ignorassero tutto questo morivano perlopiù di vecchiaia, pochi tumori, pochi infarti, poco diabete e…poca depressione.
Erano magri, forti e si accontentavano.
Forse è molto più semplice di quel che si pensi.

Forse la stiamo complicando un po’ troppo.

Forse.

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La vigilia di Natale

La vigilia di Natale (Julaftonen) (1904-05), acquerello del pittore svedese Carl Larsson (1853-1919)
La Vigilia di Natale nella tradizione cristiana e per la Chiesa Cattolica celebra la venuta di Dio e il suo ingresso nella Storia del Mondo. E’ (in teoria) una giornata di preghiera e di Veglia in cui i fedeli si riuniscono e aspettano la venuta di Cristo. Non è quindi una giornata di “festa” come invece è la celebrazione del Natale.
 
Sul fronte “alimentare”, nel 1966 Paolo VI con la Costituzione Apostolica Paenitemini limitò il precetto del digiuno al Mercoledì delle Ceneri e al Venerdì Santo, e quello dell’astinenza dalla carne a tutti i venerdì dell’anno.
Paolo VI abolì di fatto la norma riguardante le VIGILIE in vigore con il precedente Codex Iuris Canonici del 1917 che prescriveva astinenza dalla carne e digiuno nelle vigilie delle solennità di Pentecoste, dell’Assunta, di tutti i Santi e del Natale.
 
In seguito nel 1994 la Cei (Comunità episcopale Italiana) ha aggiunto che nei giorni di astinenza, non è proibito consumare pesce, uova e latticini, ma sono vietati, oltre alla carne, cibi e bevande che a “un prudente giudizio sono da considerarsi come particolarmente ricercati o costosi”.
 
Secondo queste fonti quindi pare che la Vigilia di Natale non sia proibito nulla. (a meno che non capiti di venerdì).
 
Rimane un invito alla moderazione.
Un tempo si faceva la fame tutto l’anno ed era quindi condivisibile e giustificato fare qualche pazzia ogni tanto.
Oggi siamo sovrastati dal cibo ogni giorno. Abbuffarsi non è più necessario, tanto meno per il fedele che vuole rispettare il vero significato della Vigilia.
 
Buon natale. 😉
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