Una chetogenica ci salverà? Questo non credo

Oppalallà! La Harvard Medical School, quella che sembra esista solo lei quando parliamo di nutrizione, quella a cui fanno sempre riferimento i vari guru per nutrire il loro pregiudizio di conferma, ha espresso una opinione sulle diete chetogeniche, tanto in voga oggi (se non sei in “cheto” oggi sei un barbone!).

Ebbene la direttrice del dipartimento di nutrizione della scuola, la Dottoressa McManus afferma che “Noi non sappiamo se la dieta chetogenica funzioni a lungo termine, né se è sicura”. (https://goo.gl/5uHE3i). E poi informa sui possibili rischi e anche le possibili applicazioni, perchè in alcuni casi può essere utile, ma non certo come moda per perdere peso velocemente!

Di seguito due paroline su cos’è la dieta chetogenica.

Il nostro corpicino va “a carboidrati” e precisamente a glucosio.

Finchè i carboidrati arrivano con gli alimenti la principale fonte di energia è rappresentata da questi nutrienti, ma nel momento in cui cominciano a scarseggiare e ad andare sotto una certa soglia (circa 50g al giorno), ecco che entrano in gioco le nostre riserve di grasso che sono una fonte di energia notevole e disponibile.

Accade quindi che quando stiamo a digiuno per un po’ di ore (una notte per esempio) oppure quando decidiamo volontariamente di eliminare i carboidrati dalla nostra dieta, l’organismo comincia ad attingere l’energia che gli serve dai grassi di riserva e fa fronte alle richieste dei nostri organi in questo modo (in effetti, perlomeno all’inizio vengono “smontati” un pochino anche i muscoli che contribuiscono all’apporto energetico con alcuni aminoacidi e questa non possiamo dire che sia una bella cosa) .

Perciò cominciamo a dimagrire (e a perdere un pochino di massa magra) e siamo contenti. Un po’ meno contenti sono il nostro cervello, il sistema nervoso centrale e i globuli rossi del sangue. Questi tre amici proprio non ne vogliono sapere di accettare acidi grassi come moneta energetica. Loro pretendono lo zucchero, ma se proprio non c’è, possono accontentarsi di alcune sostanze alternative dette corpi chetonici.

I corpi chetonici sono “sottoprodotti” del metabolismo dei grassi e fanno andare tutta la macchina mettendoci in qualche modo una pezza. Essendo sostanze acide cominciano ad abbassare il pH del sangue che deve essere tamponato. L’eccesso di “acidità” viene espulso da una parte con le urine, dall’altra con il fiato, che diventa mortifero. Nelle persone sane questo non comporta particolari problemi, ma ci sono un sacco di situazioni patologiche o “limitrofe” in cui questa condizione deve essere evitata. Il caso classico è quello del diabetico di tipo 1 che può andare incontro alla cheto-acidosi, situazione potenzialmente molto pericolosa che può portare a come e anche alla morte.

Ma, anche rimanendo nel mondo dei sani, la chetosi non è una situazione piacevole: dopo un po’ che si è instaurata si ha nausea, perdita di appetito che aiuta certamente a protrarre la dieta, ma non possiamo dire che sia un divertimento.

Non lo è anche perchè la dieta chetogenica è molto restrittiva. Si deve rinunciare a un sacco di alimenti (anche quelli che apparentemente non contengono zuccheri, ma che invece sono presenti sotto forma nascosta) e vengono chiaramente a mancare micronutrienti importanti (la vitamina C in primis) che devono spesso essere introdotti con integratori (che costano tanti bei soldini). Inoltre manca quasi del tutto la fibra nella dieta, il che provoca spesso stipsi.

Certo, dal punto di vista psicologico ci sono persone che pur di perdere peso velocemente si “adattano” e la seguono per qualche tempo. Sia chiaro però: questa modalità di alimentazione non può durare ad libitum! Un mese o due sono il massimo consentito.

I propugnatori di questo tipo di dieta stravincono in partenza perchè esaltano la caratteristica di poter mangiare senza limitazioni il che ovviamente è vero fino a un certo punto. Le diete chetogeniche, come qualunque altra dieta, funzionano perchè sono IPOCALORICHE (di solito si aggirano al di sotto delle 1000 calorie al giorno)., non perchè siano magiche!
Solo che la perdita di appetito e la nausea impediscono di mangiare troppo e anche la scarsa varietà alimentare non permette grandi banchetti!

Ricapitolando, per perdere qualche chilo in velocità si deve:

1. Puzzare
2. Avere nausea
3. Diventare stitici
4. Prendere integratori (e spendere soldi)
5. Perdere un pochino di massa muscolare
6. Mangiare sempre le stesse cose

e sopratutto…

7. Non avere la minima idea di come continuare a mangiare dopo. Le diete chetogeniche sono DISEDUCATIVE. Inducono nelle persone il pensiero che ci si possa strafogare, mangiare in modo schifoso, ingrassare e poi “porre rimedio” con uno sforzo breve e solo apparentemente risolutivo.
Sovrappeso e obesità si combattono con l’educazione, non in questo modo.

Eppure vedo un fiorire di proposte dietetiche cheto-qualcosa da parte di guru, ciarlatani e, mi rincresce, colleghi nutrizionisti. “Hai 3 Kg da perdere? Una bella chetosi e via!”.

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Nota obiettiva finale (per non cadere nel pregiudizio di conferma): esistono alcune situazioni in cui la dieta chetogenica può aiutare o addirittura salvare la vita.

1. Grandi obesi candidati a chirurgia bariatrica e con fattori di rischio importanti che devono perdere peso velocemente.
2. Soggetti che devono subire altri tipi di operazioni che sarebbero rischiose se effettuate con un sovrappeso importante
3. Alcuni soggetti con patologie come il Parkinson e l’Alzheimer potrebbero trarre giovamento da questo tipo di alimentazione (ma gli studi sono ancora in divenire)

4. Epilessia

Ma la ragazzina che si sposa a Giugno e che deve perdere 5Kg no. La signora che deve prepararsi alla prova costume, no.

Vi prego, no.

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