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Dacci oggi il nostro potenziatore del sistema immunitario quotidiano

Tempo di influenza, tempo di transumanza verso i supermercati, le erboristerie e le farmacie alla ricerca di qualcosa, qualche integratore, qualche pastiglietta che POTENZI il nostro sistema immunitario. Ovviamente naturale, ovviamente con un bel nome esotico, ovviamente inutile.

Per chi acquista questi prodotti il desiderio è quello che riducano le possibilità o addirittura impediscano l’insorgenza delle malattie infettive, ma per la scienza il concetto di “potenziamento” ha poco senso ed è una semplificazione eccessiva. Sarebbe come desiderare che le forze di polizia e tutti i loro dipartimenti crescano di numero e comincino a “punire” tutti indiscriminatamente, anche gli innocenti.

Il sistema immunitario, essendo un “sistema”, non è una lampadina che possiamo rendere più luminosa girando una manopola, ma semmai un insieme di luci, interruttori, colori e fili elettrici che cooperano in maniera congiunta per ottimizzare le difese dell’organismo contro gli invasori esterni, senza per questo cominciare a rivolgere le armi verso sè stesso.

E’ quindi un sistema in equilibrio, che non ha senso “potenziare”, ma che, tuttavia, ha senso “mantenere in forma”.

Dal punto di vista fisico il sistema immunitario è formato da barriere (pelle, liquidi corporei), cellule e molecole. Dal punto di vista funzionale esiste un sistema immunitario innato ed uno acquisito.

L’immunità innata è veloce, ampia e totalmente aspecifica. Quando un virus o batterio entra nel corpo e provoca malattia, la parte innata del sistema immunitario reagisce con sintomi tutti uguali, sempre: febbre, produzione di muco (naso che cola, catarro), tosse oppure diarrea e vomito. Tutte armi pesanti ma poco efficaci, messe in atto per cercare di buttare fuori l’estraneo e/o “cuocerlo” ben bene. Tutti sintomi fastidiosi che non vorremmo certo “potenziare” in qualche maniera, no? E infatti prendiamo l’aspirina (a volte troppo facilmente) che sopprime l’azione immunitaria innata migliorando i sintomi.

Pensate inoltre alle allergie: il sistema immunitario “esagera” nei confronti di qualcosa che altri invece tollerano bene. Vorremmo potenziare ancor di più questa risposta? forse un pazzo scatenato….

Insomma, aumentare l’intensità di questa parte del sistema è una pessima idea alla fine della fiera. Ma forse potrebbe essere utile migliorare l’efficacia del nostro sistema di difesa acquisito: questa divisione del sistema lavora di fino, con la collaborazione di cellule specifiche, produce anticorpi in grado di riconoscere e legarsi a una moltitudine di patogeni e distruggerli in maniera estremamente precisa e mirata. Inoltre si “ricorda” del nemico ed è in grado di combattere più efficacemente la battaglia la volta successiva.

Allo stato attuale delle conoscenze, non ci sono prove solide e definitive che prodotti erboristici, supplementi vitaminici e formulazioni di questo tipo abbiano qualche valore nel migliorare la risposta immunitaria acquisita.  La difficoltà sta proprio nel capire quali parti del sistema vengano attivate o inattivate da questi prodotti.

Perciò, le uniche possibilità che abbiamo attualmente per mantenere in forma il nostro sistema di difesa riguardano lo stile di vita generale e sono:

  1. Non fumare, non bere alcolici o moderarsi molto.
  2. Mantenere un peso adeguato: ingrassare mette “in allarme” il sistema immunitario. Le cellule adipose attivano la risposta immunitaria e producono citochine che mantengono l’organismo in uno stato infiammatorio cronico, che sarebbe meglio evitare.
  3. Fornire al nostro corpo tutta l’energia (ma non troppa sennò si ingrassa) e i nutrienti necessari perchè il sistema abbia tutti i “mattoni” per costruire le sue componenti (cellule, anticorpi, ecc). La malnutrizione per difetto o la ipernutrizione con carenza di alimenti vegetali porta a mancanze di micronutrienti fondamentali per il corretto funzionamento dell’immunità (ad esempio, carenze di zinco, selenio, ferro, rame, acido folico e vitamine A, B6, C, D ed E). Dati preliminari mostrano, inoltre, che l’assunzione di probiotici potrebbe mantenere l’equilibrio della flora batterica intestinale contribuendo così al corretto assetto immunitario.
  4. Fare attività fisica costante e non pesante: mantenere il corpo in salute aiuta a non ingrassare e a migliorare l’efficienza cardiocircolatoria in modo che tutte le componenti immunitarie possano “viaggiare” al meglio nel torrente sanguigno. Per ora non ci sono prove che l’esercizio migliori direttamente l’efficienza del sistema immunitario, lo fa solo in maniera indiretta. L’attività fisica pesante però aumenta il rischio di infezioni.
  5. Dormire bene: la mancanza di sonno (meno di 7/8 ore per notte) riduce la risposta alle infezioni.
  6. Ridurre lo stress: lo stress è difficile da misurare e non ci sono molte evidenze in merito, ma è molto probabile che condurre una vita tranquilla migliori la nostra capacità di combattere gli agenti infettivi.
  7. Ovviamente vaccinarsi. Ciò che davvero aiuta il nostro sistema immunitario in maniera diretta è la vaccinazione perchè prepara il nostro corpo a combattere i patogeni in maniera sicura e completa.
  8. Infine la immunoterapia contro il cancro che libera le armi immunitarie che sono “frenate” dalla malattia (ma spesso le libera anche contro organi sani e va quindi usata quando il gioco vale la candela).

Quindi risparmiate i vostri soldi, evitate gli integratori, i booster immunitari, le pappe reali e le erbette chè non servono a niente. Lavatevi spesso le mani, vaccinatevi e non state, se possibile, in posti affollati e molto caldi.

Ultima curiosità: l’esposizione al freddo moderato non aumenta la suscettibilità alle infezioni anche se tutti crediamo sia così perchè ce lo diceva la nonna. D’inverno ci ammaliamo di più, non perchè fa freddo, ma perchè stiamo più tempo in ambienti chiusi a contatto con altre persone che ci trasmettono virus e batteri con maggior efficienza.

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Riferimenti

https://www.health.harvard.edu/staying-healthy/how-to-boost-your-immune-system

https://www.health.harvard.edu/healthy-eating/what-can-you-do-to-improve-your-immune-system

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24499072

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0022030295767844

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3049752/

https://www.bmj.com/content/356/bmj.i6583

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/3440773

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23775705

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1002/eji.201040667

“Il freddo non fa ammalare – Il Post” https://www.ilpost.it/2018/02/26/freddo-malattie/amp/

“L’echinacea è utile per il raffreddore? | Dottore, ma è vero che… ?” https://dottoremaeveroche.it/lechinacea-e-utile-per-il-raffreddore/

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

13 risposte su “Dacci oggi il nostro potenziatore del sistema immunitario quotidiano”

Ok, comincio a buttare gli integratori per l’osteoporosi con la MOC è da anni che non faccio progressi. Anche il polline che mangio con lo jogurt, tanto non mi piaceva! Ciao bravissimo.

Grazie dott. Bernardini, chiaro e preciso, come sempre. Non sapevo dei “sintomi tutto uguali” per attacchi da virus e batteri, non ci avevo mai fatto caso. Visto che ha citato le allergie, quanto (o quando) dobbiamo preoccuparci dei fenomeni allergici?

Grazie, l’articolo sull’allergia al nichel mi è stato molto utile. A me era stata diagnosticata nel 2010, in occasione di approfondimenti su un eczema disidrosico di cui soffrivo da circa un anno. Il medico mi aveva consigliato di limitare il consumo di alcuni alimenti, specificando comunque che non avrei potuto evitarne del tutto l’assunzione (anche lui aveva citato l’esempio dell’acqua). Sinceramente non me ne sono mai fatta un grosso problema, anche perchè nel frattempo le manifestazioni cutanee sono progressivamente regredite. Mi chiedevo solo se il mio non sia un atteggiamento “superficiale”, visto il proliferare di conoscenti con diagnosi di intolleranze varie (non allergie), spasmodicamente impegnati nell’evitare questo o quell’alimento.

Sono perplessa, posso solo dirle che l’unico test a cui fui sottoposta all’epoca (in ospedale) consistette nell’applicare dei cerotti sulla schiena che mi furono tolti dopo una settimana. In esito a quell’esame il medico mi consegnò un elenco (prestampato) con gli alimenti a più alto contenuto di nichel di cui avrei dovuto limitare l’assunzione…

Grazie dott. Bernardini, dopo la sua ultima risposta ho cercato di approfondire la questione. Qualche ricerca in rete mi ha rimandata ad alcuni suoi articoli e risposte contenuti in “Miti e bufale” (uno su tutti, “Recaller e Biomarker test”), che probabilmente avevo anche già letto ma che solo oggi hanno acquisito un senso compiuto (per me, s’intende!). È stato un po’ come “unire i puntini” e finalmente riuscire a vedere il quadro d’insieme. Ripensando alla mia lunga esperienza con la dermatite atopica (per anni i guanti di cotone sono stati i miei irrinunciabili compagni di viaggio) credo che i miglioramenti siano cominciati proprio nel momento in cui ho deciso di cambiare stile di vita, a partire dall’alimentazione. Superato un leggero (ma perdurante) sovrappeso, non ho più avuto fasi acute e ormai è più di due anni che ho chiuso i guanti nel cassetto. Ma sa qual è la vera notizia? Che nell’ultimo anno i suoi articoli e i suoi interventi sono stati una parte importante di questo cambiamento perchè hanno meglio indirizzato le mie scelte, soprattutto alimentari, per cui… GRAZIE, davvero!

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