Demenza e prevenzione

Risultati immagini per demenza
Lancet pubblica un report di una commissione di esperti secondo il quale un terzo circa dei casi di demenza sarebbe prevenibile riuscendo a controllare e combattere nove fattori di rischio modificabili, legati allo stile di vita e/o a fattori sociali.
 
I fattori di rischio individuati sono:
 
1) la scarsa educazione scolastica
2) l’ipertensione
3) l’obesità
4) la perdita della funzione uditiva
5) la depressione
6) il diabete
7) l’inattività fisica
8) il fumo
9) l’isolamento sociale
 
Il paper è basato su studi osservazionali, ma fornisce comunque un indicazione connessa ai fattori di rischio sui quali si potrebbe agire per ridurre una patologia così grave e impattante sulla vita delle persone coinvolte e dei familiari.
 
Per quanto ci riguarda, l’incremento dell’esercizio fisico ed il controllo del peso e delle malattie legate ad un suo eccesso (ipertensione e diabete) mostrano di migliorare le performance cognitive dei soggetti osservati attraverso una riduzione dell’infiammazione e della resistenza insulinica.
 
Eliminare il fumo ha ovviamente un peso importante nel conto totale.
 
E’ stata anche messa in evidenza la capacità protettiva della dieta mediterranea rispetto ad una dieta di controllo.
 
Messaggio da portare a casa: mangiare bene, rimanere magri, fare esercizio fisico con costanza sono fattori protettivi che sono sempre più legati anche alla sfera cognitiva assieme alla eliminazione del fumo e ad altri fattori modificabili. Certo, la demenza senile è per lo più legata a fattori NON-modificabili, ma avere la possibilità di ridurre la comparsa dei sintomi o di prevenire la malattia in un terzo dei casi non è comunque un fattore da sottovalutare, sopratutto se in quel terzo dei casi ci siamo potenzialmente dentro noi…;)
 
Condividi...

2 risposte a “Demenza e prevenzione”

  1. Credo che un fattore non sia stato preso in considerazione: l’utilizzo del cervello!
    Leggere molto e, perché no, scrivere, sfide tipo cruciverba, sudoku o similari, film vari, utilizzo della tecnologia anche per aumentare il “rich social network” (ossia le relazioni sociali vere…non virtuali!), hobby impegnativi…
    Esattamente come il fare molto moto per i muscoli, il cervello dovrebbe “muoversi” ed essere attivo.
    Secondo me una vita sana e attiva non è sufficiente.
    Lei cosa ne pensa?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *