L’alimentazione non può tutto

L’alimentazione non può tutto.

Se qualcuno, oggi, pensa che mangiare bene (e ognuno oggi ha la SUA concezione del mangiare bene e sano) gli farà guadagnare il paradiso, si sbaglia di grosso.
Il pensiero del cibo-farmaco è totalmente da rigettare.

L’ossessiva ricerca della perfezione, il controllo delle fantomatiche”combinazioni alimentari”, l’utilizzo dei cibi come contenitori di molecole con funzioni farmacologiche o, peggio, con poteri di modificare l’espressione dei geni, sono attualmente falsi obiettivi che non devono essere ricercati.
Non sto negando che il cibo contenga sostanze che influiscono in qualche maniera sul genoma o sul metabolismo. Dico solo che ad oggi possiamo solo fare affidamento sulla efficacia di una alimentazione e non su quella del singolo alimento.

Alimentazione che è in grado di prevenire molte patologie (e “trattarne” altre, non curarle) e che assieme a genetica e fortuna può aiutarci, ma non garantirci, di invecchiare in salute (che è l’indicatore più idoneo nell’epoca attuale. Una volta era “invecchiare” e basta 😉).

Dobbiamo prendere atto di questi limiti e barcamenarci tra il piacere e il “dovere”. Perché il cibo oggi è soprattutto piacere, ed è giusto che sia così.

Ma mangiare non può essere solo piacere perché sennò si trasforma in vizio e malattie E non può essere neppure concepito solo come atto nutritivo per raggiungere obiettivi impossibili , altrimenti diventa patologia mentale.

Oggi il mondo (occidentale) è diviso in due. Da una parte coloro che se ne fregano totalmente di come mangiano e delle conseguenze sulla loro salute futura, dall’altra gli ossessionati del mangiare sano (una fetta dei quali è francamente ortoressia).

L’equilibrio, la giusta via di mezzo è l’obiettivo da perseguire. L’educazione il mezzo per raggiungerlo.

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