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L’informazione, il coronavirus e le superfici

Dice: “alla luce di questo nuovo studio, come possiamo proteggerci di fronte alla possibilità che il virus si annidi sulle superfici? nelle scarpe, dentro gli armadi, nascosto nel mio portafogli?”

Lo studio sarebbe questo: tinyurl.com/v97x8x7 e l’articolo che ne parla, questo: tinyurl.com/t76s45f.

Risposta: Alla luce del nuovo studio…non c’è nessun nuovo studio.

Singolare come su medicalfacts venga presentato un lavoro in prestampa, quindi non ancora soggetto a revisioni dei pari (altri scienziati esperti in questo campo devono analizzare il lavoro e dare un loro giudizio sulle metodologie usate, sulla robustezza dei risultati, ecc prima di “approvarlo”).

Se andiamo a vedere l’articolo originale è scritto chiaramente che: “Questo articolo è una prestampa e non è stato sottoposto a revisione paritaria. Riporta nuove ricerche mediche che devono ancora essere valutate e quindi non dovrebbero essere utilizzate per guidare la pratica clinica.”

Per cui perchè dovrebbe apparire su un sito di divulgazione e dare l’idea di qualcosa che abbia un valore pratico? Non se ne sente il bisogno in questo momento e la cosa mi stupisce.

Se andiamo a vedere il sito del governo è scritto chiaramente che:

“Quanto tempo sopravvive il nuovo Coronavirus sulle superfici?

Le informazioni preliminari suggeriscono che il virus possa sopravvivere alcune ore, anche se è ancora in fase di studio.
L’utilizzo di semplici disinfettanti è in grado di uccidere il virus annullando la sua capacità di infettare le persone, per esempio disinfettanti contenenti alcol (etanolo) al 75% o a base di cloro all’1% (candeggina).
Ricorda di disinfettare sempre gli oggetti che usi frequentemente (il tuo telefono cellulare, gli auricolari o un microfono) con un panno inumidito con prodotti a base di alcol o candeggina (tenendo conto delle indicazioni fornite dal produttore). (Fonte: ISS)” (tinyurl.com/wyb4yef)

L’Istituto Superiore di Sanità nella persona del suo Presidente Brusaferro dice che la trasmissione della malattia attraverso le superfici è “altamente improbabile” per quanto possibile, perchè il rischio zero non esiste. Ma una normale pulizia degli oggetti e delle superfici è in grado di minimizzare il rischio da “improbabile” a quasi nullo. (tinyurl.com/yx7dyxau)

Lo stesso dicasi con gli alimenti: si lavano frutta e verdura sotto acqua corrente, senza bisogno di amuchine varie e si sta tranquilli.

Interessante notare come lo stesso Burioni affermi che il fatto che il virus persista sulle superfici “significa solo che c’è il virus, perché dati sulla trasmissibilità attraverso il contatto con una superficie contaminata non sono disponibili per il coronavirus. La notizia buona è che i coronavirus sono molto facili da inattivare. Basta la candeggina diluita, l’alcool e i gel disinfettanti a base di alcool”!

Perciò perchè poi pubblica un lavoro preliminare???

La via principale di trasmissione del contagio è INTERPERSONALE è si riassume nell’espressione che ho usato spesso: schifatevi! siate asociali e evitate i vostri simili!

Prima di pensare alla cose improbabili, soffermatevi su quelle più probabili. Invece no, oggi vediamo assembramenti di persone con guanti e mascherine! invece di stare reciprocamente lontani SENZA questi presidi (che servono al personale sanitario!!!). Facciamo i gruppetti bardati di tutto punto, mettendoci a rischio notevole dato che non sappiamo usare nel modo opportuno le “bardature”!

Il virus si trasmette attraverso le goccioline (droplets) che noi buttiamo fuori parlando, starnutendo, tossendo. Nelle goccioline ci sono cellule che possono contenere il virus, ma queste cellule sono vitali finchè stanno nell’ambiente acquoso delle gocce. Una volta cadute sulle superfici, l’acqua evapora e la cellula muore lasciando il virus “nudo” e alla mercè dei raggi solari, delle temperature, dei tassi di umidità, ecc.
A seconda delle condizioni ambientali e del materiale su cui il virus alloggia ci possono essere differenze di persistenza

L’alta improbabilità della trasmissione riguarda anche ciò che viene chiamato “carica infettante” (e di cui poco ho sentito parlare): il virus per provocare la malattia deve colpire in quantità tale da superare le barriere fisiche e immunitarie dell’organismo. Pochi virus che magari si trovano su una superficie, anche ammettendo che possano venire a contatto con le nostre mucose non sono in grado di superare le barriere dell’ospite e quindi non sono dannosi.

In sostanza lo scenario più pericoloso sarebbe questo: mi arriva un pacco da Amazon (o compro delle mele dal fruttarolo). Il corriere (o il bottegaio) ci starnutisce sopra e poi mi porge il pacco (o le mele). Io lesto e fulmineo, prima di fare asciugare, lo starnuto mi getto sul cartone (o sulla mela) o comincio a leccarlo (addentarla) come se non ci fosse un domani e con le mani sporche mi massaggio il viso, mi metto le dita negli occhi e nel naso.

Può accadere eh 🙂

Un solo lavoro scientifico non fa la scienza! Se poi è un lavoro neppure pubblicato, lasciamolo perdere! Seguite le fonti ufficiali e i divulgatori seri, state il più possibile in casa, lavatevi spesso le mani e lavate alimenti e superfici come avete sempre fatto (se avete un malato in casa siate molto più attenti e pignoli) e….schifatevi.

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

3 risposte su “L’informazione, il coronavirus e le superfici”

Io mi schifo a tal punto del prossimo che QUANDO USCIVO riuscivo a stare fuori casa anche 12 ore senza andare in bagno.😂😂😂😂😂😂😂

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