Prodotti di stagione e sicurezza

Perchè siamo portati a pensare che i prodotti di stagione siano più nutrienti e sicuri di quelli fuori stagione?

Ho avuto una lunga discussione su questo argomento qualche giorno fa, sopratutto sull’aspetto della sicurezza.

Dal punto di vista nutrizionale non c’è discussione: anche ammettendo che esistano differenze di qualche milli-niente tra le due categorie, questo non significa che si possano definire “meno nutrienti” la frutta e la verdura che crescono in periodi dell’anno a loro non idonei. Noi non abbiamo bisogno di così tanti minerali e vitamine e anche il frutto più controstagione che si possa trovare ne conterrà sempre e comunque buone quantità. Ovviamente se mangiamo pochi vegetali la colpa è nostra, ma mica penseremo che una fragola comprata a gennaio NON contenga vitamina C spero?

Aggiungiamo che non mangeremo SOLO prodotti fuori stagione ovviamente, che siamo impazziti! E nessuno si sogna di consigliarli, ma SE CAPITA non succede nulla.

L’aspetto relativo alla sicurezza è interessante. Il ragionamento è il seguente: piante che crescono in condizioni di insolazione e terreni non idonei perchè a loro non congeniali, non “naturali”, dovranno essere trattati con una quantità maggiore di agrofarmaci, perciò saranno più contaminati e quindi più pericolosi.

Credo che sia il ragionamento ad essere pericoloso. Stiamo dicendo che vengono messi in commercio prodotti che non seguono la stessa normativa e gli stessi controlli di sicurezza?

Stiamo affermando che sono meno controllate le produzioni non stagionali? Non lo so, se qualcuno qui può darmi evidenze di questo io cambio idea, ma fino ad allora leggo che nel 2014 (ultimi dati) in Italia sono stati controllati 8946 campioni tra ortaggi e frutta e 29 (ventinove!) sono risultati irregolari (lo 0,5%), cioè superavano i limiti previsti dalla normativa. Questo NON significa ovviamente che questi prodotti siano pericolosi per il consumatore. 

Come dice il rapporto: “C’è da sottolineare, ad ogni modo, come il superamento occasionale di un limite legale non comporti un pericolo per la salute, ma il superamento di una soglia legale tossicologicamente accettabile.”

Qui http://stradeonline.it/scienza-e-razionalita/2566-i-pesticidi-nel-cibo-tra-ansie-e-realta è ben descritto il metodo utilizzato per valutare la sicurezza dei vegetali che mangiamo e anche io avevo scritto qualcosa di analogo qui: http://www.gabrielebernardini.it/piccola-guida-alla-paura-dei-pesticidi/

Ovviamente nel controllo ufficiale sono compresi anche i prodotti non stagionali (non vedo perchè no) e non mi pare quindi di poter giustificare la paura per questa categoria di alimenti che possiamo consumare in tutta tranquillità senza timore di mangiare veleni.

Se poi vogliamo considerare “non stagionali” i prodotti che vengono da altri paesi e vogliamo dire che in media questi sono più contaminati, beh…può essere. Probabilmente perchè la nostra normativa è molto restrittiva, i prodotti esteri ci sembrano peggiori, ma mica vuol dire che sono pericolosi o che non seguono la nostra normativa!

Sempre secondo il rapporto ufficiale (a proposito, è questo: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2506_allegato.pdf) nel 2014 sono stati analizzati 978 campioni “extra italia” e 1 (uno!) superava i limiti normativi (funghi secchi dalla cina). Parliamo dello 0,1%.

Non so, forse dovrei aver paura, ma non riesco a spaventarmi. 🙂

p.s. i commenti degli esperti sono molto ben accetti perchè potrebbe essermi sfuggito qualcosa.

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