La 44 magnum multifunzione

Se uno che maneggia armi per mestiere (che quindi DEVE sapere che sono pericolose) vi dicesse che una 44 magnum (carica e senza sicura, ma fatta rigorosamente in modo artigianale) ha anche dei lati positivi perchè il calcio può essere comodamente usato come martello per battere i chiodi, che la canna lunga offre un comodo aiuto per grattarsi la schiena e che il cane può diventare un pratico schiaccianoci, voi probabilmente pensereste che questo omino sia pazzo furioso.

Uno che consiglia di maneggiare un’arma da fuoco carica per utilizzi che si possono molto più efficacemente compiere con ben altri mezzi, in modo estremamente più sicuro…ha qualche rotella fuori posto.

Se poi, il signore esperto di armi concedesse una intervista a un giornale in cui lavorano giornalisti ignoranti o compiacenti o fuori di testa anch’essi e la notizia della pistola multifunzione si spargesse ai quattro venti tanto da diventare virale e da fare in modo di ridurre le vendite di martelli, grattini per la schiena e schiaccianoci perchè con un solo strumento si possono fare più cose (ma male) e contemporaneamente ammazzarsi o ammazzare qualcuno anche solo accidentalmente….voi pensereste: “ma in che cazzo di mondo sto vivendo???”

O forse no, forse, indotti dal fatto che a parlare sia stato un “esperto”, vi convincereste che, si, in effetti la cosa si può fare, perchè no? Tanto in fondo, ci sto attento, se sparo ogni tanto non è mica così pericoloso, io sparo in sicurezza, vado al poligono di tiro e quando sono in casa la pistola la tengo al sicuro come adess…..aspè….dove l’ho messa? ah! la sta usando mio figlio per rompere qualche mandorla (che fa bene alla salute!)…

PierGiorgino stai attento eh..stai attento, frena, ciao (cit.)

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Adesso fatemi il piacere, sostituite la parola “pistola” con “birra” (o altra bevanda alcolica) e chiedetevi se sia possibile che medici, associazioni culturali, giornalisti, nel 2019 possano ancora scrivere puttanate del genere senza pagarne MAI le conseguenze.

Affermare che la birra contenga vitamine, antiossidanti, sali minerali e che funga da ottimo integratore è una roba aberrante.

Non condividete MAI notizie del genere, non date visibilità a questa gente. Non c’è altro da fare purtroppo. Non spammate in giro questa robaccia.

Dite che la birra è buona, esaltate il vostro luppolo, parlate del flavour del vino, discutete dell’aroma fruttato e di incenso oro e mirra del liquore dei frati, ma evitate di accostare considerazioni salutistiche a queste “pistole”.

Ma cosa cazzo vi costa farlo?

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Alcol, cosa dovremmo sapere. Un Bignami (parte 2: valutare il rischio)

Appurato (https://goo.gl/yG3TTg) che non esistono quantità sicure di alcol e che l’unica maniera per azzerare il rischio legato al suo consumo è non bere alcolici, dobbiamo porci la domanda di come “stratificare” il rischio.

In Italia si definisce Unità Alcolica una certa quantità di bevanda che contenga 10-12g di alcol.

1 unità alcolica equivalente
  • 330ml di birra (4,5 gradi)
  • 125ml di vino (12 gradi)
  • 80ml di aperitivo (18 gradi)
  • 40ml di superacolico (36 gradi)

contengono tutti 10-12g di alcol. In base a questi valori, un consumo si definisce A RISCHIO se in maniera continuata un soggetto assume più di 20g (donne) o 40g (uomini) di alcol al giorno (OMS). Si deve comunque ribadire che qualsiasi livello di consumo è a rischio. Diciamo che il rischio diventa CONCRETO sopra quei valori.

Il consumo DANNOSO (che causa DANNO alla salute fisica o mentale) di alcol è definito quando su superano i 40g e i 60g rispettivamente per donne e uomini (OMS).

Poi c’è il Binge Drinking (molto comune tra i giovani) che corrisponde all’assunzione di almeno 60g di alcol in un’unica occasione (OMS). Scientificamente è definito come “Consumo eccessivo episodico”.

Infine l’alcol-dipendenza: “un insieme di fenomeni fisiologici, comportamentali e cognitivi in cui il consumo di alcol riveste per l’individuo una priorità crescente, rispetto ad abitudini che in precedenza erano più importanti. Caratteristica centrale è il desiderio (spesso molto forte, talvolta percepito come insopportabile) di bere ” (Classificazione Internazionale ICD-10 – Classification of Mental and Behavioural Disorders elaborata dall’OMS nel 1992).

Esiste poi una serie di definizioni ambigue di cui si sconsiglia l’uso:

  • Assunzione moderata. Non è una definizione chiara, può avere accezione positiva (mi modero, bevo poco). Una descrizione migliore potrebbe essere quella di assunzione a rischio minore.
  • Consumo sensibile, consumo responsabile e consumo sociale. Modalità impossibili da definire e che dipendono da valori sociali, culturali ed etici che possono differire enormemente da una nazione all’altra, da una cultura o da un’epoca all’altra.
  • Consumo eccessivo. Eccessivo rispetto a cosa? a un consumo leggero?
  • Alcolismo. Il termine da privilegiare è alcoldipendenza.
  • Abuso di alcol. Molto usato, ma di significato variabile. Meglio “consumo a rischio” o “dipendenza”.

Sulla base di queste definizioni ci si può fare un’idea del proprio consumo di alcolici, tendendo però ben presente che tutto quanto detto vale per persone SANE e che ci sono situazioni in cui è raccomandabile NON BERE:

  • Se si ha meno di 16 anni di età
  • Se è stata programmata una gravidanza
  • Se si è in gravidanza o si sta allattando
  • Se si assumono farmaci
  • Se si soffre di una patologia acuta o cronica
  • Se si è alcolisti
  • Se si hanno o si sono avuti altri tipi di dipendenza
  • Se si è a digiuno o lontano dai pasti
  • Se ci si deve recare al lavoro o durante l’attività lavorativa
  • Se si deve guidare un veicolo o usare un macchinario

Riferimenti

Alcol, sai cosa bevi?: https://goo.gl/rTDU2x

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Alcol, cosa dovremmo sapere. Un Bignami (parte 1: alcol e salute)

Bere alcolici è piacevole per molti e la convinzione che le bevande alcoliche facciano bene alla salute è molto radicata nelle persone. L’associazione tra alcolici e benessere soggettivo è anche un fatto culturale e dipende in parte dalle aspettative che uno ha. Alcuni lavori hanno evidenziato come le persone diventino più socievoli persino quando non bevono alcolici, ma sono convinte di farlo! (https://goo.gl/hzFZh8; https://goo.gl/LfxhUn). A parte questo, l’alcol produce davvero sensazioni di euforia e allegria e svolge un ruolo sociale innegabile (si beve ai matrimoni, ai funerali, per festeggiare le nascite…), benché oltre un certo livello i problemi che si sviluppano superino i benefici percepiti (https://goo.gl/eFZAGv).

Danni sociali

Più si beve è più aumentano i danni sociali che coinvolgono sè stessi (danneggiare la vita familiare, il lavoro, le amicizie, il matrimonio) e gli altri (violenza, violenza sessuale, abuso sui minori, danni sul lavoro e verso i nascituri, per le donne in gravidanza). Questa correlazione è lineare e senza che si evidenzi un effetto soglia (https://goo.gl/J3F4sy; https://goo.gl/bjD3nf).

In Italia ogni anno muoiono oltre 30000 persone sopra i 20 anni per cause legate al consumo di alcolici fra cui circa 5000 per incidenti stradali (più di 300000 persone subiscono danni di diversa gravità ). I ricoveri si aggirano intorno ai 100000 l’anno. Il 45% degli incidenti stradali e il 41% degli omicidi è in qualche modo legato al consumo di alcolici (https://goo.gl/rTDU2x; https://goo.gl/S7BJaA).

Rischio di malattie

L’alcol è un tossico ed è legato a più di 60 problematiche di salute per la maggior parte delle quali si evidenzia una progressione lineare tra quantità consumata e gravità dei sintomi e delle conseguenze. Per molte malattie non c’è un effetto soglia al di sotto del quale il rischio si azzera, ma qualsiasi quantità di alcolici è associata a un incremento del rischio per la salute.

Ecco una lista non esaustiva dei problemi legati al consumo di alcolici

  • Ansia e disturbi del sonno
  • Depressione
  • Alcol dipendenza
  • Danni al sistema nervoso
  • Demenza e deficit cognitivi
  • Cirrosi epatica
  • Pancreatite
  • Diabete Tipo2
  • Tumori del tratto gastrointestinale, del fegato, del seno, bocca, esofago, laringe….
  • Ipertensione
  • Ictus
  • Cardiopatie
  • Problemi ossei
  • Infertilità
  • Mortalità generale

Benefici

Piccole quantità di alcolici (sotto i 20g di alcol al giorno, cioè meno di due bicchieri di vino da 125ml) hanno evidenziato (https://goo.gl/nXdXVa) una riduzione del 20% del rischio cardiovascolare (infarti), ma lavori seguenti di più alta qualità hanno mostrato che la riduzione è minore e avviene a quantitativi più bassi ancora (https://goo.gl/q92adX). I possibili problemi al cuore però aumentano velocemente all’aumentare della dose.

L’alcol a piccole dosi aumenta effettivamente il colesterolo buono (HDL) e riduce il rischio di coagulazione del sangue. I tanto decantati polifenoli del vino rosso (resveratrolo) non sembrano avere alcun effetto: quando si assume vino dealcolizzato (o direttamente uva rossa) si perdono tutti i benefici (https://goo.gl/qswMhU). Perciò questi piccoli vantaggi paiono essere dati direttamente dall’alcol (quindi anche da birra e superalcolici: https://goo.gl/JS9GnH).

Conclusioni

Il rapporto “Global Burden of Disease” (GBD, l’impatto delle più importanti patologie sui sistemi sanitari in tutto il mondo) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in evidenza che, dopo il fumo e l’ipertensione, l’alcol è il terzo maggiore fattore di rischio di malattia e morte prematura nell’Unione Europea (https://goo.gl/UmD4Vr).

La riduzione o la cessazione del consumo di alcol produce sempre effetti benefici sulla salute. In assenza di alcol tutti i rischi acuti e parte di quelli cronici sono immediatamente reversibili.

Nel 2016 l’alcol ha causato quasi 3 milioni di morti nel mondo (https://goo.gl/L4ynir) ed è uno dei principali fattori di rischio per la mortalità prematura e l’invalidità.

Non esiste una quantità di consumo sicura. NON BERE è l’unico modo per non correre nessun rischio.

Seconda parte (la valutazione del rischio): https://goo.gl/sTmKdQ

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Con buona pace dell’alcol

Le feste son passate (quasi, lo so che c’è la befana) e quindi non potete accusarmi di sfrantumamento dei cabasisi se vi sfato qualche mito sull’alcol. Sono cose risapute, ma siccome l’alcol fa anche male alla memoria, io ve le ripeto.

1. L’alcol “riscalda”: FALSO. L’alcol è un potente vasodilatatore e la sensazione di calore che si avverte quando si beve è solo momentanea ed è indice di “calore che se ne va” dalla superficie corporea. In un ambiente riscaldato non succede niente, al freddo aumenta il rischio di assideramento. Con buona pace del San Bernardo e della sua botticella appesa al collo.
2. Le bevande alcoliche dissetano. FALSO. Le bevande alcoliche disidratano! L’alcol inibisce l’ormone antidiuretico e fa urinare di più aumentando la sensazione di sete. Con buona pace della birra ghiacciata.
3. L’alcol favorisce la digestione. FALSO. La digestione è rallentata dagli alcolici che alterano lo svuotamento gastrico. Con buona pace del grappino a fine pasto.
4. L’alcol (sotto forma di birra) “fa latte”. FALSO. L’acqua fa latte. Ma una soluzione di acqua e alcol fa soltanto in modo che quest’ultimo passi dritto dritto nel liquido amniotico e produca un feto sotto spirito con il rischio di una gravissima patologia: la sindrome feto-alcolica. Con buona pace (eterna) del bambino.
5. L’alcol (sotto forma di vino) fa buon sangue. FALSO. Buon sangue non mente ma in in questo caso si! Le bevande alcoliche possono provocare anemia e aumentano il rischio di ipertrigliceridemia. Alla faccia del buon sangue! Con buona pace dei nostri nonni.
6. L’alcol dà forza. FALSO. L’alcol è un sedativo. L’unica cosa che fa è ridurre la sensazione di affaticamento e la percezione del dolore. Con buona pace di Superciuk.

Buona pace a tutti.

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