Differenza tra indice e carico glicemico: la pizza.

La pizza non ha un alto indice glicemico, ma ha un alto carico glicemico.

Dopo una pizza infatti si avrà un elevato picco di glucosio nel sangue ma lo si raggiungerà lentamente.

Allo stesso modo la glicemia si abbasserà gradualmente perché l’insulina verrà prodotta piano piano dal pancreas.

Le proteine e il grasso della mozzarella e quello dell’olio, l’eventuale fibra delle verdure (quella della salsa di pomodoro è poca roba) e della farina quando si sceglie la versione integrale “smorzano” la velocità di ascesa della glicemia, ma c’è un prezzo da pagare : il maggior quantitativo calorico della preparazione.

Se si vuole un indice glicemico basso bisogna aggiungere calorie. L’unico modo per contenerle è aggiungere fibra, contenuta in cibi a bassa densità calorica e cioè frutta e verdura.

Perciò : la porzione di carboidrati in un pasto è giusto accompagnarla con un pochino di grassi e proteine e molta fibra.

Questo è il modello nutrizionale più corretto: porzione di cibi ricchi di carboidrati commisurata al fabbisogno, accompagnata da una PICCOLA porzione di cibi proteici, POCHI grassi da condimento e tanta verdura con frutta finale.

ESEMPIO: riso gamberetti e zucchine. Riso:dipende dal fabbisogno, dai 50g in su. Gamberetti 150, 200g, zucchine 200g, olio 1 cucchiaio. Frutta per finire. Questo è un pasto equilibrato e saziante. Se il riso è integrale meglio.

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Indice glicemico: riflessioni

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L’IG è una misura di velocità. La velocità di quanto si alza la glicemia in seguito alla assunzione di un cibo ricco in carboidrati. Va da sè che non tiene conto di QUANTO si alza ma solo di QUANTO VELOCEMENTE. Perciò se un cibo possiede pochissimi carboidrati ad alto IG la glicemia si alzerà velocemente ma di pochissimo. Si comprende quindi che è inutile demonizzare la carota perchè ha un alto IG, dato che ha pochissimi carboidrati ne dobbiamo mangiare chili per avere un effetto apprezzabile sulla glicemia.

Inoltre l’indice glicemico dipende da tanti fattori e riguarda l’intero pasto. Si può benissimo mangiare pasta bianca in un pasto. La condiremo no? l’ig si abbassa. Ci mettiamo le vongole insieme? l’ig si abbassa. La accompagnamo con verdura? L’ig si abbassa. Ne mangiamo una porzione adeguata a noi poveri esseri umani mediamente sedentari e non a Hulk Hogan? Dell’IG non ci interessa più nulla perchè se mangiamo in modo tale da non ingrassare tutto il castello si smonta. Non essendoci “materia” da trasformare in energia in eccesso che ci fa ingrassare c’è poco da fare. L’aumento della glicemia non ha poteri magici se non c’è nulla da stoccare sotto forma di tessuto adiposo.

Quindi l’indice glicemico ha un valore molto relativo per giudicare una alimentazione corretta. Spesso accade che ci si fissi su una caratteristica trascurandone altre forse più importanti tipo le calorie (che per qualcuno non esistono più).

Ricordiamoci che una dieta composta da cibi a basso IG, non è detto che sia a basso IG. Dipende dal carico glicemico e quindi dalle porzioni.

Fa più scalpore dire che il riso bianco o il pane raffinato fanno ingrassare che dire che ci faranno ingrassare SE NE MANGIAMO TROPPI

L’indice glicemico è una caratteristica di ogni cibo, ma quello che conta è l’insieme dei cibi, cioè il pasto, la giornata, la settimana alimentare.

Curiosità: lo zucchero ha un IG più basso del pane bianco perchè è formato dal 50% di glucosio e 50% di fruttosio, mentre il pane è solo glucosio. La conseguenza vorrebbe che noi preferissimo lo zucchero al pane. Vi pare logico?

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