Riso rosso ingannatore

Ci si arrivava anche col buon senso, ma la scienza verifica tutto (si sapeva già da tempo eh)!
Il riso rosso non abbassa la colesterolemia per intervento divino, ma perchè contiene una STATINA esattamente come i farmaci. E quindi può dare i medesimi effetti collaterali.

Inoltre, mentre la quantità di principio attivo presente nel farmaco è precisa e standardizzata, quello che si trova nell’integratore può variare e non fornire una risposta terapeutica costante.

Se il colesterolo non si abbassa con dieta e attività fisica (che sono i presidi principali da mettere in atto) si passa al farmaco. Il passaggio intermedio con l’integratore non ha molto senso e non l’ho mai capito. Ha probabilmente una funzione psicologica perchè viene percepito come “naturale”. Ma è naturale quanto il farmaco: entrambi infatti contengono la stessa molecola (o classe di molecole).

Perciò, prima di tutto per cercare di abbassare il colesterolo nel sangue:

1. dimagrire
2. fare movimento
3. ridurre i saturi sotto al 10% nella dieta (quindi ridurre carni grasse e trasformate)
4. regolare i carboidrati, sopratutto i dolci

Riso rosso fermentato e integratori: attenzione ai danni collaterali

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Tagli…opportuni

Il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) inglese scrive ai “medici di famiglia” facendo loro gentilmente notare che alcuni farmaci/integratori/prodotti erboristici non possiedono le evidenze necessarie (o addirittura possono essere dannosi in alcuni casi) per poter essere prescritti. Lo fa perchè deve risparmiare e comincia a tagliare dove è più logico, verso quei prodotti che non servono a niente.
 
E’ un documento importante perchè nell’elenco troviamo “cosine” come l’omeopatia, i trattamenti a base di erbe, gli integratori di omega-3 e c’è pure una proposta per i prodotti senza glutine.
 
In particolare gli omega-3 sono considerati molecole di bassa efficacia per la salute cardiovascolare e non devono essere prescritti (linee guida NICE) in prevenzione primaria e secondaria perchè non è dimostrata la loro efficacia nel ridurre la mortalità.
Addirittura non è chiaro neppure che gli omega-3 presenti negli ALIMENTI (quindi non solo nei supplementi) agiscano in tal senso.
Ovviamente questa conclusione non è da intendersi come “non mangiate più pesce perchè non serve a niente” perchè, lo ripetiamo ogni volta, il pesce non si prende per gli omega-3, ma perchè è pesce, perchè è parte di una dieta sana, perchè è la somma che fa il totale.
 
 
Vi allego anche un po’ di lavori sugli omega-3:
 
 
 
 
E le immagini del documento inglese relative a prodotti erboristici e omeopatia.

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Gli integratori

Sugli integratori. Lo dice la parola, integrano una mancanza. E la mancanza va dimostrata. Chi è in grado di farlo? Il medico. Non l’erborista, non il farmacista, non il biologo nutrizionista, non il personal trainer, non un pincopallo qualunque che passa per la strada e tantomeno noi stessi. Ma noi siamo i primi che ci auto-diagnostichiamo il bisogno della pillola magica. Probabilmente per un neppure tanto celato senso di colpa. Non riusciamo a seguire una alimentazione corretta e pensiamo di risolvere prendendo il supplemento senza neppure sapere se ne abbiamo realmente bisogno. E nel 99.9% dei casi il bisogno non c’è (neppure se la dieta non è così tanto corretta). Viviamo nell’abbondanza, non nella carenza. Le vitamine ci piovono addosso non è necessario buttare denaro per qualcosa di inutile. Esistono casi in cui l’utilità è dimostrata, vedi lo iodio per esempio e infatti per legge lo troviamo nel sale. Vedi i folati per le donne in gravidanza. La vitamina b12 per i vegani o a volte negli anziani. Ma a parte questi pochi casi un individuo IN SALUTE non ha alcun bisogno di integrazione. Neppure gli sportivi. C’è poi tutto il mercato degli integratori di antiossidanti che ci promettono di vivere di più:inutili e a volte dannosi. Che ci aiutano a dimagrire : inefficaci. A volte cadiamo in equivoci: l’effetto è dimostrato biochimicamente ma non clinicamente. Per esempio la carnitina, si sa che effettua il trasporto degli acidi grassi nel mitocondrio della cellula affinché vengano ossidati. Ma questo non significa che assumere carnitina in dosi massicce faccia dimagrire e infatti non lo fa. Mettere in commercio un integratore non richiede prove di efficacia e siccome possono essere presi senza ricetta medica il gioco è fatto. Diverso é ovviamente il caso delle patologie, ma rientriamo in un campo totalmente diverso che coinvolge direttamente la figura del medico. Nella maggior parte dei casi prendere un integratore non serve a nulla. La dieta basta e avanza. — https://goo.gl/6Uwpg1 http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_191_allegato.pdf https://goo.gl/Mwx6Tx

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