La consapevolezza del problema

Nonostante l’argomento vaccini sia di estrema importanza e abbia un impatto emotivo fortissimo perchè coinvolge una popolazione particolarmente “delicata”, quella dei bambini, non è comunque paragonabile, a livello di morbilità e mortalità “all’epidemia” di obesità che coinvolge tutto il pianeta da decenni e che non fa altro che peggiorare di anno in anno.

Lo abbiamo ripetuto spesso, le malattie non trasmissibili (malattie cardiovascolari, tumori, diabete, osteoporosi, demenza senile ecc.) sono la principale causa di morte, ma sopratutto di vita NON in salute dei nostri tempi. Non a caso sono chiamate “malattie del benessere” e in maniera più o meno diretta coinvolgono il nostro stile di vita e il nostro modo di mangiare. Per fare un esempio il diabete tipo 2 è legato all’obesità in quasi il 90% dei casi, i tumori nel 30-40%, l’ipertensione nel 55%. Questo tipo di patologie spesso non uccide, ma riduce notevolmente la qualità di vita delle persone impedendole di invecchiare serenamente.
Nel mondo ci sono 2 miliardi di persone sovrappeso di cui 600 milioni francamente obesi. Sono numeri da capogiro e in continuo aumento. La cosa che desta preoccupazione è l’aumento dell’obesità anche nei paesi cosiddetti “in via di sviluppo” come l’Africa. Ecco perchè è stato coniato il termine Globesità. Nessun luogo del mondo è esente.

Allora perchè non c’è la stessa presa di coscienza, lo stesso sdegno (ricordo che anche i bambini sono coinvolti), gli stessi dibattiti che invece sono così frequenti e accalorati quando si parla di vaccini? (ho preso come esempio le vaccinazioni perchè sono argomento attuale, ma potrei anche parlare di pesticidi e ogm). Perchè la politica è così disinteressata?

Non ho la pretesa nè le tutte competenze per rispondere adeguatamente, ma mi do due tipi di spiegazioni:

1. Il problema coinvolge i nostri comportamenti, le nostre abitudini, la nostra vita di tutti i giorni. Tutti mangiamo e tutti (non) ci muoviamo. Se mangiamo troppo e non ci schiodiamo dalla sedia non possiamo dare la colpa a nessuno se non a noi stessi. Ma siccome non vogliamo prenderci la responsabilità delle nostre azioni incolpiamo le multinazionali, lo zucchero, la farina raffinata e le biotecnologia. I cattivi sono gli altri, il colpevole è altrove. E intanto ingrassiamo.

2. A differenza delle malattie infettive che bene o male il danno lo provocano a breve distanza temporale dal contagio, per cui siamo consci dell’effetto azione/reazione, le malattie non trasmissibili sono a lenta “incubazione”. Ci vogliono 20 o 30 anni prima che la placca aterosclerotica si faccia “sentire”; ci vogliono decine di anni prima che il nostro pancreas si stufi di iperprodurre insulina e molto molto tempo prima che la cellula cancerosa iniziale si trasformi in tumore conclamato.

E l’essere umano non è fatto per guardare così lontano nel tempo (caratteristica in certi casi positiva in effetti), come dimostra anche la nostra completa indifferenza verso il riscaldamento globale e i disastri ambientali che stiamo producendo.

Trovo molto miope questo atteggiamento, sopratutto da parte della politica e delle istituzioni e non credo esistano soluzioni a breve o medio termine. Nella mia esperienza vedo che la gente neppure SA che l’obesità può portare a malattie così importanti.
Comincerei almeno da questo: rendere consapevole la gente che ingrassare fa male QUALUNQUE cosa si mangi. Ci siamo riusciti col fumo perchè non col grasso?

Puntiamo sulla bilancia, non sul glutine, sul bio o sui grani antichi.
Puntiamo sulle passeggiate, non sugli ogm, i pesticidi o le intolleranze.
E il “consiglio” vale anche e sopratutto per i professionisti della salute e i comunicatori della scienza.

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Il rischio nutrizionale

Risultati immagini per botero obesità

Due semplici operazioni per valutare il rischio di patologie (cardiovascolari, tumorali, metaboliche, ecc) legate al sovrappeso o all’obesità.

1. dividere il proprio peso (espresso in Kg) per la propria altezza (espressa in m) e il risultato dividerlo ancora per l’altezza. Valutare a quale classe di BMI si appartiene (vedi tabella)
2. Prendere un metro da sarta non estensibile e misurare la circonferenza vita a livello dell’ombelico.

Inserire i due dati nella tabella seguente per valutare il proprio rischio relativo di patologie, cioè di quanto più elevata è la probabilità di ammalarsi rispetto a persone con peso e circonferenza vita nella norma.

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