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Alimentazione e salute Studi scientifici

Il BASSO consumo di alcol (per chi non vuole cedere)

Se tutti sono d’accordo sul fatto che bere tanto faccia male, moltissimi persistono nella convinzione che “un pochetto così male non faccia, anzi fa pure un po’ bene…perchè mio nonno bla bla bla e il paradosso francese bla bla bla e i centenari sardi bla bla bla…”

Ebbene quello che è uscito in questi giorni è uno dei più grossi lavori sull’alcol e le malattie mai effettuato (vedi sotto).

E sfata definitivamente il mito del “bere poco” come fattore ininfluente o addirittura protettivo.

Cosa dice lo studio sull’argomento specifico “basso consumo”:

Il basso consumo di alcol è generalmente definito come meno di 20-30g di alcol puro al giorno, pari a circa 2-3 unità alcoliche cioè 2-3 piccoli bicchieri di vino da 125g o 2-3 birre medie.

1. Il rischio cancro inizia da zero. Anche a livelli molto bassi, l’alcol è associato a un aumento lineare del rischio per diversi tumori. Non esiste una soglia “sicura” per la carcinogenesi.

Ovviamente rimaniamo nell’ambito del RISCHIO, cioè delle probabilità. Ma è un rischio CERTO, vale a dire un aumento CERTO della probabilità di un evento avverso.

Per fare un paragone: nessuno ha mai dimostrato che mangiare anche solo una briciola di pane aumenti il rischio di qualcosa.

Già a 10g al giorno (circa 1 bicchiere di vino), il rischio relativo (cioè la differenza tra chi non beve niente e chi beve ai livelli bassi) aumenta per:

Tumore alla mammella (13%).

Tumore del colon-retto (17%).

Tumore dell’esofago (32%).

Tumore della laringe e cavità orale.

Perciò, ad esempio: una birra media al giorno incrementa il rischio di tumore al seno del 13%, due birre del 26%, tre birre del 39% e via dicendo.

Conclusione: Il danno cancerogeno è monotono; più bevi, più il rischio sale, ma il rischio è presente anche con piccole quantità.

2. I supposti effetti “protettivi” (curve a forma di J o U).

Lo studio conferma una curva a “J” o “U” per alcune patologie croniche (infarto, ictus, demenze, diabete tipo2) dove il rischio sembra scendere leggermente con basse dosi rispetto ai non bevitori, ma questo è fortemente contestato.

Il caveat fondamentale: lo studio avverte che questi benefici sono solo osservazionali. È probabile che siano distorti da fattori di confondimento residui (es. i “non bevitori” potrebbero essere ex-bevitori con pregresse malattie o persone con peggiori condizioni di salute, mentre i moderati bevitori hanno spesso stili di vita più sani).

Il Metodo Mendeliano spazza via i dubbi: gli studi di randomizzazione mendeliana (che eliminano i bias di stile di vita) non confermano questi effetti protettivi per diabete, cuore o demenza. Suggeriscono invece che l’alcol non abbia alcun beneficio.

3. Il verdetto finale dello studio

“Sebbene un’assunzione da bassa a moderata sia modestamente associata a un minor rischio di alcune malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2 e malattia di Alzheimer… queste associazioni sono osservazionali, incerte e potenzialmente influenzate da fattori confondenti residui.”

Conclusione

Il bilancio globale non giustifica il consumo di alcol per scopi di salute, poiché i rischi (specialmente oncologici) sono presenti a qualsiasi dose, mentre i presunti benefici sono fragili e non causali.

Lo studio infatti raccomanda di non usare i presunti benefici cardiovascolari come giustificazione per iniziare a bere o per mantenere un consumo moderato.

In parole poverissime: chi è lo stupido che si mette a rischio cancro per avere un fantomatico e non provato minor rischio di diabete o infarto? Ci sono ben altri comportamenti per abbattere questi rischi, senza metterci l’alcol in mezzo.

Basterebbe anche solo la logica alla fine.

Caratteristiche dello studio

1. Scala e Robustezza dei Dati (Gigantesco)

Analisi di 843 studi (coorte e caso-controllo) pubblicati dal 1961 al 2023.

Copertura: 16 revisioni sistematiche su 20 esiti di salute specifici.

Impatto: È la valutazione più completa finora condotta, superando i limiti delle meta-analisi precedenti che si concentravano su singole malattie.

2. Metodologia Avanzata (Burden of Proof Framework)

Approccio Conservativo: Utilizza la Burden of Proof Risk Function (BPRF). Invece di prendere la media di tutti i rischi (spesso gonfiata da bias), prende il 5° percentile (per i rischi) o il 95° percentile (per i benefici).

Significato: Se lo studio dice che c’è un rischio, è un rischio minimo ma statisticamente solido, anche considerando l’eterogeneità tra gli studi. È una “sicurezza” statistica: se il dato regge qui, è reale.

Correzione dei Bias: Usa un algoritmo (MR-BRT) per correggere attivamente i bias di studio (es. età, mortalità vs incidenza, confondenti non misurati) e include l’eterogeneità residua negli intervalli di incertezza.

3. Sistema di Valutazione Oggettivo (Stelle)

Assegna un punteggio da 0 a 5 stelle basato sulla forza dell’evidenza (ROS – Risk Outcome Score).

5 Stelle (Evidenza Fortissima): Tumori della faringe, cirrosi, pancreatite, tumori colorettali, laringe, bocca.

1 Stella (Evidenza Debole/Incoerente): Ictus, cardiopatia ischemica (qui il “beneficio” crolla).

Vantaggio: Ti permette di distinguere subito tra correlazioni solide e ipotesi deboli senza dover leggere ogni singolo RR.

Aggiornamento Linee Guida: fornisce dati aggiornati (fino al 2023) per smentire vecchie raccomandazioni che permettevano soglie di consumo “a basso rischio” basate su un’analisi parziale dei rischi.

È uno studio top-tier. È pubblicato su Nature Health, usa il framework GBD (Global Burden of Disease) che è lo standard aureo per le valutazioni di salute pubblica, e applica metodi statistici che penalizzano l’incertezza invece di nasconderla. È la fonte definitiva da citare per sconsigliare il consumo di alcol, anche moderato, basandosi su dati solidi e non su osservazioni aneddotiche.

https://www.nature.com/articles/s44360-026-00139-5.pdf

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

2 risposte su “Il BASSO consumo di alcol (per chi non vuole cedere)”

Sono passato dal bere un quarto di robusto vino rosso a pranzo a centellinarne meno di 200 ml al giorno. Dai… lasciami vivere, ho 80 anni, in fin dei conti!
Mi assumo le mie responsabilità, seguendo le linee guida di Carlo Petrini (cioè vino biologico) e che Dio me la mandi buona, perché meno di così non è vita (per un veneto)
Comunque, aldilà delle battute, grazie per questi tuoi preziosi e inoppugnabili articoli

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