La dieta della fertilità

Per la serie “una dieta, non 1000”, già ampiamente presente nel palinsesto di questo canale, oggi (non) analizziamo la dieta che dovrebbe favorire il concepimento.

Essendo la puntata non particolarmente entusiasmante, possiamo già fare lo spoiler definitivo: così come non esistono diete specifiche “per il cuore”, “per prevenire i tumori”, “contro il diabete”, “per aumentare le difese immunitarie”, “per combattere l’osteoporosi”, “per la tiroide”, non esiste neppure la dieta della fertilità.

I lavori che hanno analizzato i legami tra dieta e fertilità (sia nell’uomo che nella donna) sono tanti, ma questa bella review del 2017 (v.gd/jwgnc1) riassume adeguatamente lo stato dell’arte e ci racconta come nessuna conclusione definitiva si possa trarre sui singoli alimenti e su alcuni integratori (a parte l’acido folico), mentre più certezze ci vengono come al solito dalla Somma.

Non sono utili i supplementi di antiossidanti e la vitamina D, per quanto sia importante non essere in carenza, non sembra fornire benefici supplementari.

Nessuna conclusione definitiva si può trarre sui latticini, sulla soia, sulla carne e sul pesce, sebbene un eccesso di carni rosse e conservate e un buon consumo di pesce siano legati rispettivamente ad un leggero decremento di fertilità e un aumento dei benefici.

Anche per quanto riguarda alcol e caffeina le conclusioni sono difficili da tirare, a differenza di quello che si sa sugli effetti di queste sostanze in gravidanza. Il fumo chiaramente fa male sempre.

Quello che invece appare banalmente chiaro è che l’aderenza a un pattern dietetico/comportamentale (che guarda un po’ si chiama Modello Mediterraneo) apporti benefici sostanziali.

La dieta mediterranea è anche (e forse sopratutto) attività fisica e peso nella norma, oltre a basarsi sul consumo di molti cibi vegetali e pochi animali (fra questi importante è il pesce). Ed è qui che casca l’asino: mantenere un peso adeguato (quindi evitare sia sovrappeso che sottopeso) e fare movimento sono i cardini per avere più probabilità di concepire…

Beh ovviamente appare condizione necessaria anche un buon impegno in quell’altra cosa…quella che non si fa a tavola, perlomeno di solito.

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

4 commenti

  1. Eppure credo di aver visto in rete professionisti incentrati proprio sull’accompagnamento alla fertilità. Probabilmente non sarà altro che una buona educazione alimentare che, nel totale appunto, non può che aiutare a ritrovare equilibri ormonali e quant’altro. Grazie per l’articolo!

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