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La farina della minchia ®

Odio fare pubblicità a certe fanfaronate e quindi userò degli pseudonimi per raccontarvi di un marchio registrato, una farina “bianca, ma integrale” (sic!), che noi per comodità chiameremo

FARINA DELLA MINCHIA®

Tale farina viene prodotta con un particolare tipo di lavorazione (anch’esso marchio registrato) da ora in poi denominato come

LAVORAZIONE DEL PIFFERO ®

che promette mirabolanti effetti nutrizionali, indici glicemici bassissimi, impatti minori sulla glicemia e altre simpatiche caratteristiche di questo tipo.

Nella pratica:

1 Prendi una farina integrale.

2 Togli crusca e germe.

3 Dalla crusca separa le fibre solubili da quelle insolubili.

4 Butta le insolubili (ma perché?)

5 Rimetti le solubili (arabinoxilani in particolare) nel mucchio assieme al germe

Otterrai una farina meno ricca di fibre totali rispetto a una integrale vera, ma più ricca di fibre solubili.

Tutto questo dispendioso processo per cosa? Per potersi fregiare di un claim, una dichiarazione approvata per legge, che dice che gli arabinoxilani in una certa percentuale contribuiscono ad abbassare la risposta glicemica rallentando l’assorbimento dello zucchero nel sangue….

Come fare per ottenere la stessa cosa senza spendere un patrimonio (non so quanto costi questa farina ma sono certo che costi tanto)?

Mangiare normale pane integrale. E condurre una alimentazione banale, quella che ripetiamo spesso qui. Cioè adeguata al fabbisogno (così da non ingrassare) ricca di frutta e verdura e legumi e cereali integrali (le fibre solubili stanno anche lì in maniera naturalissima e sopratutto economica).

Prodotti di questo tipo sono la norma sul mercato e inducono il consumatore a credere che sia il singolo componente a poter risolvere una condizione di salute o a far perdere peso, laddove è lo stile di vita complessivo a fare la differenza. Sempre.

Conclusione? La vogliamo dare al sorcio la magica farina della minchia®?

Si.

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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