Ciò che è vero in teoria non sempre lo è nella pratica.
Non è automatico applicare i principi teorici generali della chimica, della fisica o della biologia alla vita di tutti i giorni.
L’affermazione che in inverno possiamo mangiare di più, dato che bruciamo più calorie a causa del freddo è un esempio classico.
La verità
L’esposizione al freddo induce negli animali omeotermi quella che si chiama termogenesi indotta dal freddo o TIF.
Esistono due tipi di tif:
- Tif non da brivido
- Tif da brivido
Della prima abbiamo parlato qui. È coinvolto il grasso bruno e vari meccanismi regolatori che comportano un aumento della produzione di calore. È il modo principale con cui gli animali si difendono dal freddo.
Per quanto riguarda la tif da brivido, l’aumento della produzione di calore e della spesa energetica sono indotti dalla contrazione muscolare ritmica del muscolo scheletrico. Questo meccanismo subentra in seguito alla tif non da brivido, ma può indurre un aumento della produzione di calore anche di 6-8 volte rispetto al muscolo a riposo.
Il buon senso
Gli esseri umani mettono in atto la termoregolazione comportamentale o volontaria, cioè….cambiano i vestiti e modificano il loro ambiente in maniera tale da non esporsi al freddo.
In pratica si coprono e accendono i termosifoni.
Ergo, non c’è nessuna tif significativa, né “da brivido” né “non da brivido”.
Pertanto, no, non possiamo mangiare di più in inverno perché il nostro organismo incrementa solo minimamente il dispendio energetico col freddo. Soprattutto con quello moderato delle nostre latitudini.