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Rinnovabili

L’energia elettrica oggi viene prodotta in varie maniere:

Possiamo bruciare del carbone, possiamo bruciare gas oppure utilizzare l’energia nucleare. In ognuno di questi tre casi dobbiamo far bollire dell’acqua col calore prodotto dalla combustione, il cui vapore aziona una turbina che poi genera elettricità (figura 1).

Ma possiamo produrla anche con sole, acqua e vento.

Nel primo caso c’è un problema: quando in una centrale termoelettrica bruciamo “100 unità energetiche” di carbone, gas o nucleare, se ne vanno in calore rispettivamente 68, 56 e 67. Il resto viene convertito in elettricità utilizzabile (figura 2).

Insomma è più roba che si spreca che quella che si utilizza (figura 3).

Quando invece catturiamo l’energia solare con un pannello fotovoltaico, abbiamo, sì, una perdita notevole di questa energia (infatti solo il 18-25% della radiazione solare viene convertito in energia elettrica utilizzabile per esempio), MA la cosa buona è che non è “entrato” nessun carburante nel processo.

È entrata solo energia gratuita: quella solare, quella del vento che soffia oppure dell’acqua che scorre (quest’ultima ha una efficienza altissima, circa il 90%).

Questo è il bello delle rinnovabili: anche se l’efficienza di conversione è più o meno bassa, non si inquina nulla nel processo di conversione in elettricità.

Ciò che non viene convertito è “natura che rimane in natura”.

A questo punto dobbiamo solo concentrarci a livello della “uscita” e trovare maniere per utilizzarne il più possibile: se ci vogliono 1000 MegaWattora di carbone per fare 320 MegaWattora di elettricità, dobbiamo cercare di produrre questi 320 MW con rinnovabili sempre più moderne ed efficienti e ci possiamo scordate dei 1000 MW da bruciare in entrata (e delle porcherie che generano) perchè il sole, il vento e l’acqua non inquinano.

Una volta capito questo risulta anche chiaro un altro fatto fondamentale: una volta prodotta l’elettricità (in qualsiasi modo, dal carbone al sole), se questa successivamente “entra” in un’auto elettrica che spreca solo il 10% di energia rispetto a un motore termico (che invece ne spreca l’80%), ecco che ANCHE se questa elettricità è generata dal carbone questo sarà comunque meglio a livello di inquinamento e spreco di energia del bruciare benzina in un motore a scoppio (figura 4).

Ovviamente, se usiamo elettricità prodotta con l’acqua o il sole o il vento, questo sarà ancora meglio.

Quindi ciò che conta sono due cose:

1. Produrre e usare elettricità anziché usare combustibili fossili nei motori (auto elettriche), ma anche usarla per altri scopi (per esempio riscaldarci: pompe di calore anziché caldaie)

2. Fare in modo che una quota sempre maggiore di elettricità venga prodotta da fonti rinnovabili

È vero che le rinnovabili sono intermittenti, il sole non splende sempre, il vento non soffia di continuo, non in ogni luogo c’è acqua da usare, ma la sfida sta proprio in questo: inventarci cose per massimizzare questa produzione (e anche per stoccare l’energia elettrica in modo sempre più efficace).

Collaborando per esempio e interscambiando energia elettrica dove c’è produzione maggiore e quindi surplus con luoghi dove c’è produzione minore: il sole siciliano aiuta la Milano nuvolosa, ma ventosa e questa cede il vento alla Toscana che dona geotermico al Lazio…La rete esiste e va solo utilizzata.

https://www.accendilucegas.it/energia-termoelettrica/

https://yaleclimateconnections.org/2022/10/energy-loss-is-single-biggest-component-of-todays-electricity-system/

https://yaleclimateconnections.org/2022/08/electrifying-transportation-reduces-emissions-and-saves-massive-amounts-of-energy/

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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