Contare conta? (short version)

Mi sembra che il mondo si possa dividere in due grandi categorie: quella di coloro che non pensano minimamente nè alla quantità nè alla qualità di ciò che mangiano e coloro che ci pensano troppo.

Questi ultimi sono soprattutto giovani, una buona parte molto preoccupata di tenere sotto controllo calorie e quantità, tanto da sfiorare e in alcuni casi oltrepassare la soglia dei disturbi alimentari.

Se da un certo punto di vista, oggi, è “sano” avere un’idea di cosa e quanto si mangia, dall’altra parte è totalmente inutile valutare numericamente e troppo precisamente quello che introduciamo.

Perchè mangiare è e dovrebbe rimanere un atto semplice.

Se siamo normopeso vuol dire che le calorie che introduciamo sono le stesse che bruciamo vivendo e muovendoci.

A che ci serve perderci tra formule, stime, moltiplicazioni e sottrazioni? Siamo a posto così. E’ molto più importante avere un’idea della qualità di ciò che mangiamo per essere sicuri di introdurre tutti i nutrienti che ci servono.

Ogni tanto ci pesiamo (ogni tanto, non tutti i giorni) e teniamo d’occhio il peso affinché possiamo subito correggere il tiro se cambia qualcosa.

Se non siamo normopeso vuol dire che introduciamo troppe (o troppo poche) calorie rispetto a quante ne bruciamo.

Quindi dobbiamo cambiare abitudini, riducendo (o aumentando) le porzioni di cibo.

Ogni tanto ci pesiamo per vedere se le nostre variazioni sono state efficaci.

In alcuni casi (in particolare se ci sono comorbidità associate e se il sovrappeso/sottopeso è veramente importante) ovviamente è utile farsi seguire da uno specialista che farà i conti per noi, ma se riusciamo ad avere una dieta basata su verdura e frutta, legumi, cereali integrali, un po’ di pesce e uova, latte o yogurt, olio di oliva, pochissima carne, quasi niente salumi e alcolici/bevande zuccherate, beh siamo già sulla buona strada.

Chi deve perdere peso dovrà soprattutto ridurre le porzioni degli alimenti energetici (cereali e condimenti) e aggiustare quelle di alimenti ricchi in proteine e poi monitorare il peso per vedere come va. Quando dico ridurre intendo ridurre, non eliminare. Inutile abolire totalmente pane e pasta se si vuole dimagrire, è sufficiente abbassare un po’ le quantità in modo proporzionale al nostro sovrappeso.

Per tutti, poi, è importante l’attività fisica che deve essere soprattutto aerobica senza disdegnare un po’ di potenziamento muscolare. Senza attività fisica il peso si riprende e diete troppo veloci fanno solo ingrassare.

Un aiuto viene da documenti ufficiali come le linee guida, abbastanza disconosciute purtroppo, ma molto utili per “farsi una cultura” (https://www.crea.gov.it/web/alimenti-e-nutrizione/-/linee-guida-per-una-sana-alimentazione-2018).

Detto ciò, nella stragrande maggioranza dei casi è totalmente inutile recarsi da un nutrizionista.

Se dovete perdere 5Kg recatevi in un negozio di sport e comprate un paio di scarpe da ginnastica!

Una bella fetta di responsabilità purtroppo ce l’abbiamo anche noi (intesi come professionisti): non si può vedere prescrivere diete grammate, complesse, punitive, strambe e che durano mesi a chi deve solo rivedere alcuni piccoli aspetti della sua alimentazione.

Se viene da noi una persona così, gli si dà qualche consiglio per aggiustare il suo stile di vita, non gliela si complica la vita!

Lo so che questo va a scapito del fatturato signori, ma la notte poi si tende a dormire meglio…

p.s. qui trovate la long version: https://www.gabrielebernardini.it/contare-conta/

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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