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Alimentazione e salute

Perché è così difficile mettere una parola definitiva su cosa significhi mangiar bene/sano?

Dieci motivi:

1. Per quanto evoluta, la scienza della nutrizione è una disciplina abbastanza giovane rispetto alle altre materie “pure” come chimica e fisica.

2. La ricerca e lo stanziamento di fondi (purtroppo o per fortuna decidete voi) sono indirizzati più verso l’individuazione di rimedi per curare le malattie che non per prevenirle

3. Una fetta notevole degli studi nutrizionali sono sovvenzionati da chi ha dei conflitti di interesse e questo non facilita l’obiettività del dato

4. Anche nel lavoro scientifico meglio pianificato e costruito, i fattori confondenti e le variabili da considerare sono tantissimi (genetica, epigenetica, microbiota, età, etnia, sesso, condizioni di salute, livello culturale, abitudini, ecc)

5. La maggior parte degli studi sono osservazionali e trovano solo associazioni statistiche non causali. Inoltre sono basati su interviste e l’essere umano fa molta fatica ad essere obiettivo riguardo i suoi ricordi

6. Gli strumenti di misurazione sono spesso imprecisi: i database delle calorie possono variare da paese a paese anche di molti punti percentuali su uno stesso alimento; ognuno di noi è unico e non assorbe in egual modo le calorie che introduce; stesso discorso riguarda la spesa energetica che non è identica per tutti; la storia dietetica di ciascuno di noi, inoltre, influisce su come reagiamo a livello metabolico

7. Ciò che mangiamo non influisce immediatamente sulla nostra salute e per fare le cose per bene dovremmo chiedere alle persone di stare 30 anni chiusi in una stanza sotto stretto controllo medico. Chi si candida?

8. Anche riuscendoci non avremo mai la certezza che ciò che troveremo possa applicarsi a tutti. Gli studi spesso prendono in considerazione gruppi di persone particolari (giovani adulti o soggetti malati o molto sportivi o semplicemente…altri animali)

9. Gli studi trovano risultati “medi” che vanno bene per una fetta di popolazione, ma la distribuzione statistica è sempre una gaussiana che possiede delle “code” in cui rientra comunque una porzione di persone per le quali i risultati medi non varranno

10. Se fare ricerca in campo nutrizionale è così complicato, figuriamoci tradurre il tutto al grande pubblico. I giornalisti spesso non sono esperti e tendono a

1. Fraintendere i risultati

2. Esagerarli

3. Non capire come singoli studi si inseriscono nel quadro generale. I singoli studi per quanto interessanti per lo scienziato, spessissimo non sono importanti ai fini pratici e sono solo la tessera di un puzzle (quando non sono proprio carta straccia) che è fatto di milioni di tasselli e la cui immagine (che non è mai completa) va saputa leggere “dall’alto”

E su tutto questo si installano i cialtroni, i megalomani, i truffatori che prendono magari i risultati (anche ben consolidati, ma per i motivi sopra esposti, mai definitivi) di uno studio e trovano l’eccezione costruendoci sopra la loro bella teoria, il loro “metodo innovativo”, la loro dieta miracolosa, valida per tutti.

Se già i risultati “solidi” sono incerti e non applicabili a tutti, figurarsi come quelli incerti possono farlo, ma dentro un palazzo precario è sempre possibile costruire una stanza ancora più precaria raccontando di aver trovato la Camera del Tesoro.

Ma quindi, non c’è proprio nulla di almeno un po’ certo?

Sembrerà semplicistico, ma le cose più ragionevolmente sicure sono sempre le stesse:

1. Mangiare in modo da non ingrassare (ed eventualmente dimagrire)

2. Muoversi in modo moderato e costante

3. Condurre una dieta a base vegetale, con pochissimi alimenti di origine animale

4. Dormire bene

5. Non fumare, non bere alcolici (o limitarsi moltissimo)

6. Evitare i rompic0gl1on1 (questo è un assioma divino che non necessita di dimostrazione)

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

2 risposte su “Perché è così difficile mettere una parola definitiva su cosa significhi mangiar bene/sano?”

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