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Arda Marred: il Male nel mondo

Nella concezione teologica elfica, Arda Marred è il mondo come è oggi, a seguito della corruzione introdotta da Melkor/Morgoth all’inizio dei tempi. 

Sebbene l’Errore, la contaminazione da parte di Melkor fosse presente ancor prima della creazione del mondo, quando egli si ribellò al creatore Eru nell’Ainulindalë, la musica degli Ainur (e in questo la storia differisce rispetto alla tradizione giudaico-cristiana per la quale il mondo fu creato perfetto e solo in seguito si manifestò il “peccato originale”), la ferita maggiore che Arda subisce è successiva e Morgoth aggiunge ulteriori danni alla creazione che ne determinarono la Caduta e il dramma delle epoche future. 

Queste ferite che contaminarono il mondo, sono sia di tipo fisico che morale e persistono lungo tutta la sua Storia anche dopo l’allontanamento del Signore Oscuro oltre le Porte della Notte, nel Vuoto atemporale ove risiede attualmente. 

Ed è per questo che il Mondo per gli elfi e gli uomini è l’Anello di Morgoth, perchè egli infuse nella realtà delle cose la sua malizia e la sua invidia nei confronti di Eru, così come Sauron fece con l’Unico Anello nella Terza Era, e la sua influenza nella Storia umana tutt’oggi permane, nonostante il suo spirito non soggiorni più nel mondo. 

Per inciso, nell’atto di trasferire la sua nequizia nelle cose create, Morgoth perde potere e per questo si dice che alla fine della Prima Era egli fosse più debole del Sauron durante la Terza Era, nonostante Sauron fosse solo un Maia e non un Vala come Melkor. 

Come premesso, tutta Eä (il creato, l’universo) fu guastata dalla ribellione di Melkor, ma Arda (il mondo fisico, che nella cosmologia elfica equivale grossomodo al sistema solare, non solo alla Terra) è quello che subì i danni maggiori.

In particolare tutta la Terra di Mezzo fu soggetta al marring, ma anche Aman (il paese beato dove risiedono le Potenze, i Valar e che ora, dopo la trasformazione del mondo da piatto a sferico, risiede fuori da esso, su un altro livello di realtà) ne subì le conseguenze.

All’inizio Melkor, dal suo rifugio di Utumno, nel nord della Terra di Mezzo, cominciò a corrompere alcune cose create, generando disordine (egli non ha potere di creare dal nulla perchè è egli stesso solo un pensiero e una creazione della mente di Eru) e facendo ammalare piante e animali. Fu in questo periodo che nacque la stirpe degli orchi, nacquero i draghi e altre creature abominevoli. 

A ciò seguì la distruzione delle due Grandi Lampade che illuminavano la terra durante la Primavera di Arda e questo portò sconvolgimenti fisici nel mondo: terremoti, eruzioni vulcaniche e perdita della simmetria originale. 

I Valar si rifugiarono così nel continente occidentale di Aman fondando Valinor e facendo nascere i due Grandi Alberi che sprigionano una luce pura e incorrotta. Aman fu così santificata e potè accogliere i priminati, cioè gli elfi, al loro risveglio. 

Ma gli elfi stessi nacquero nella Terra di Mezzo corrotta e quindi portarono parte della ferita del mondo in Aman e questo contribuì alle guerre successive, ai fratricidi e al dolore che le varie stirpi elfiche dovettero subire a causa del guasto primigenio. 

In più Morgoth distrusse gli Alberi con l’aiuto di Ungoliant, il grande ragno divoratore di luce. I  Silmarils, gioielli sacri creati da Fëanor, l’Elfo “caduto”, che racchiudevano in sé l’ultima luce degli alberi furono da lui rubati. 

Fu questo atto che provocò poi  tutti gli avvenimenti della Prima Era, le guerre e la distruzione finale del Beleriand durante la Guerra d’Ira e poi la trasformazione del mondo con la rimozione dalla realtà del continente di Aman e l’inabissamento di Numenor. 

Tutto ciò fu la conseguenza dell’atto ribelle iniziale e la corruzione che ne seguì provocò una diminuzione della Luce nel mondo (questa immagine può essere vista come metaforica, ma il Mito non si esprime con questa figura retorica: ciò che ora è metafora, nel mito è reale). 

Da quel momento, chiunque desiderasse portare avanti i progetti di Morgoth, trovò nel marring da lui generato terreno fertile e Sauron fu una di queste creature, l’ultima espressione del male ancora incarnata. 

La differenza che intercorre tra Morgoth e Sauron è però degna di nota: il primo è un potere distruttivo per definizione e la sua ossessione riguarda l’atto creativo che a lui manca. È quindi l’invidia primordiale che prova verso il creatore Iluvatar che fomenta la sua rabbia e lo spinge a desiderare l’annientamento del mondo in assenza della capacità di plasmarlo come lui desidererebbe. In definitiva “se non è mio, non deve essere”.

Sauron è invece l’ingannatore, colui che con la “politica” soggioga e controlla, istillando dubbi in elfi e uomini, facendo loro credere che il creatore non esiste e che la morte per gli uomini è una punizione che può essere evitata. 

E che lui, nella sua infinita misericordia, può portare questi “doni”. 

Sauron desidera il controllo delle menti e crea l’Anello per questo scopo. All’inizio pare fosse genuinamente desideroso di portare equilibrio e ordine, ma in seguito la sua volontà si trasforma in desiderio di dominio, che annulla il libero arbitrio dei suoi schiavi. Sauron non vuol distruzione assoluta, ma è l’epigono dei grandi dittatori, un atteggiamento che lo accomuna al Grande Inquisitore descritto da Dostoevskij nei Fratelli Karamazov. 

È la figura che in futuro verrà sostituita dagli imperialismi storici che hanno imposto il loro potere sulle popolazioni conquistate con la scusa di una supposta missione ordinatrice. 

Ma, come ha scritto Tacito: Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant, dove hanno creato il deserto dicono di aver portato la pace.

Il guasto di Arda provocò non solo devastazione materiale e danno alle cose naturali, ma ebbe conseguenze più sottili legate al declino morale e spirituale dei elfi uomini. Ciononostante, questo contribuì al disegno iniziale di Eru Ilúvatar così come previsto dalla Musica.

Una prima conseguenza è legata all’indebolimento degli elfi che, col passare delle ere, persero la capacità di mantenere bella e incontaminata la Terra di Mezzo a causa del marring. Gli elfi desideravano creare una Valinor a est del mare, preservando tutta la natura incorrotta, ma riuscirono solo (con l’aiuto degli anelli da loro creati) a conservare alcune piccole enclave in cui il mondo rimaneva immutato e il tempo bloccato. Al termine della Terza Era con la distruzione di Sauron e dell’Anello anche i loro poteri svanirono e lentamente il popolo elfico cominciò a “sbiadire”. Fu allora che la maggioranza prese la via del mare per tornare in Aman. Coloro che non scelsero questa strada videro consumarsi il loro corpo (il hröa) e restare come “ombre e ricordi” di un tempo, al di qua del mare.

Questo fu il destino degli elfi: scomparire dalle storie, divenire leggenda indicando però prima la via agli uomini. 

All’inizio della Quarta Era, infatti, la stirpe umana eredita il mondo corrotto. Essi stessi sono creature fragili perchè sedotti da Morgoth nei loro primi giorni. 

Di questo essi non parlano volentieri e le storie della Terra di Mezzo, elfo-centriche, non narrano ed esiste una oscurità che nasconde la Caduta degli uomini nei tempi antichi.

Come narrato altrove, questo periodo buio è probabilmente legato alla induzione della paura della morte da parte di Melkor nei confronti degli uomini. Per il creatore Eru, gli uomini sono una stirpe speciale, destinata ad andare oltre il mondo (nessuno sa dove, neanche i Valar). È per questo che la morte doveva inizialmente essere considerata il dono di Ilùvatar agli uomini, ma Morgoth nei tempi antichi perverte questa idea nell’animo umano e ne induce la paura della fine. Da quel momento, l’uomo ha timore di morire e considera la morte una punizione. Infatti il signore Oscuro instilla nella mente umana l’idea che originariamente essi non morissero e non fossero destinati a finire per sempre, esattamente come gli elfi a cui invidiano l’immortalità. Questa ansia e tensione continua dell’uomo verso un “oltre” sconosciuto è la caratteristica della specie umana, che rimane in perenne ricerca di una risposta che non trova nella sua esistenza.

Ma tutto ciò deriva dalla seduzione primigenia di Morgoth nei confronti degli uomini ed è particolarmente grave perchè mina il “progetto” che Eru stesso aveva nei loro confronti e cioè, probabilmente, quello di risanare Arda e guarirne le ferite proprio *grazie* agli esseri umani.

Gli elfi hanno sempre creduto che il mondo avrà fine con una grande battaglia, la Dagor Dagorath, in cui l’oscuro signore, tornato dal vuoto esterno, finalmente soccomberà, non prima di avere distrutto il Sole e la Luna. È questa la Seconda Profezia di Mandos che coinvolge elfi e uomini.

Alla fine dei tempi per gli elfi esiste la speranza che il mondo venga curato e Eru crei “una cosa nuova e più grande”, Arda Healed, che contenga la perfezione di Arda Unmarred, prima della ferita inflitta da Melkor, ma anche tutta la grande storia di Arda Marred, il mondo in cui viviamo Il mondo caduto. 

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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