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Se non sai che pesci prendere, non pescare

Le malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) sono patologie complesse, recidivanti, che impattano sensibilmente sulla vita del paziente.

Parliamo di morbo di Chron e rettocolite ulcerosa.

Il trattamento è prevalentemente farmacologico (cortisonici, antinfiammatori, ecc), ma la gestione nutrizionale va garantita per prevenire problemi di malnutrizione e complicanze a lungo termine.

Bisogna saper distinguere tra la fase di remissione e la fase attiva, va controllato il ferro, va vista la vitamina D, il bilancio idrico, il possibile uso di probiotici e varie altre cosette.

Ma dal punto di vista della dieta quotidiana, quando la malattia è quiescente, NON c’è una dieta particolare da fare, bensì sempre la solita, sempre il modello mediterraneo (durante la fase attiva è tutt’altra cosa, l’intestino va messo a riposo a volte anche con nutrizione parenterale e il fabbisogno proteico aumenta).

Se tu, nutrizionista di turno o dietista di passaggio, non sai neanche da dove cominciare…passi la palla. Non è un disonore, i migliori professionisti lo fanno. Ammetti la tua ignoranza e suggerisci la consulenza di un altro esperto.

Non ti metti a sfarfallare a casaccio togliendo (ma guarda un po’ che originale) gli zuccheri, il glutine e il latte e proibendo verdure e frutta random.

Voi ci scherzate, ma abbiamo un problema oggi. C’è pieno di nutrizionisti che potrebbero fare cose molto più utili. Invece tolgono il glutine alla gente. Minchia basta.

Linee guida ESPEN 2017: NUTRIZIONE CLINICA NELLA
MALATTIA INFIAMMATORIA CRONICA INTESTINALE (MICI)
“Non sono disponibili al momento dati da studi randomizzati controllati relativi agli effetti di diete sperimentali quali la dieta dei carboidrati specifici, quella paleolitica, quella priva glutine, quella a basso tenore di oligo-, di-, mono-saccaridi e polioli fermentabili (FODMAP) o di diete arricchite con acidi grassi della serie omega-3 sull’infiammazione intestinale o sull’induzione della remissione.
Uno studio randomizzato controllato con numerosità adeguata sull’effetto dei frutto-oligosaccaridi non ha
dimostrato alcun beneficio clinico nei pazienti con M. di Crohn in fase attiva. Pertanto, nessuna “dieta orale per MICI” può essere generalmente raccomandata per promuovere la remissione nei pazienti con MICI in fase di attività. Questa raccomandazione non preclude la necessità per tutti i pazienti con MICI di ricevere un counseling dietetico individuale basato sulla specifica situazione individuale, preferibilmente con il contributo attivo di un/una dietista dedicata come parte dell’approccio multidisciplinare”.

https://www.sinpe.org/documenti/ESPEN-SINPEXLGXMICI.pdf

https://www.espen.org/files/ESPEN-Guidelines/ESPEN_practical_guideline_Clinical_Nutrition_in_inflammatory_bowel_disease.pdf

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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