Crostata di mele e frutta secca[1] (Mince pies)

«E crostata di mele e frutta secca e formaggio!» disse Bofur

(Lo Hobbit – Una festa inattesa)

Tradotti inspiegabilmente con “pizza” in una primissima versione del racconto (forse per italianizzare i dialoghi, il che è ancora più inspiegabile), questi pasticcini che Bofur chiede a gran voce, hanno una duplice storia: in epoca precedente a quella vittoriana erano preparati con carne di agnello o vitello (epoca medievale e Tudor) e poi con carne di manzo macinata (lingua e talvolta trippa) e arricchiti con Brandy, canditi, uvetta, ribes e altri aromi come la cannella, ma dopo il 1900 la tendenza fu di eliminare la carne lasciando solo la frutta (mantenendo solo la sugna o lo strutto come grasso aggiunto[2]).

Come “contenitore” del ripieno tritato (“To mince” significa “tritare”) si utilizza pasta sfoglia non troppo sottile. Ne risultano dei piccoli “pacchetti” da cuocere in forno.Si presume che lo hobbit abbia preparato le torte di sola frutta per i suoi ospiti, preparazione più adatta a un tè. E comunque noi ci adeguiamo alla traduzione più recente.

La nota nutrizionale

Non sappiamo perché i mince-pies subirono un “taglio” legato al contenuto di carne, ma di certo questi dolci oggi (per quanto rimangano dolci e quindi da mangiare con molta parsimonia) contengono meno grassi saturi di un tempo.

Uno dei motivi per cui dovremmo limitare i dolci e i prodotti animali nella nostra dieta (a parte quelli ambientali e quelli legati al benessere animale) riguarda proprio la presenza significativa di grassi saturi (SFA) al loro interno. Ovviamente la categoria “prodotti di origine animale” è molto ampia e la variabilità nel contenuto in grassi (saturi compresi) lo è altrettanto. Inoltre i grassi saturi non sono una esclusiva del mondo animale, ma si ritrovano anche nei vegetali.La raccomandazione universalmente accettata per quanto riguarda i grassi saturi nella dieta è quella di contenere il loro introito al di sotto del 10% delle calorie totali giornaliere introdotte con la dieta. il che significa che per un fabbisogno di 2000 calorie, al massimo 200 possono essere rappresentate dai grassi saturi e siccome 1g di grasso apporta 9 calorie, questo significa che non dovremmo introdurre più di 22g di saturi ogni giorno. Ricordate, questo non è un numero fisso, va in base al nostro fabbisogno. Per uno di 3000 calorie i saturi ammessi diventano 33g!

Si fa comunque presto a raggiungere questa soglia se le nostre abitudini ci portano a esagerare ogni giorno coi formaggi (un pezzetto di formaggio a fine pranzo ci scappa sempre no?), coi dolci (un biscottino in più che vuoi che sia? e volete togliermi il mio cioccolato fondente serale, per caso?), coi salumi (caspita, col formaggio, ci sta così bene il prosciutto!), capite bene che siamo SEMPRE oltre.Per cui, solita raccomandazione di sempre: mangiate poco e soprattutto piante!

[1]Anche tradotto con “torte di frutta”

[2]La sugna è il grasso viscerale dell’animale, mentre lo strutto deriva da quello sottocutaneo

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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