Quelle raccomandazioni azzardate…

La ricetta è semplice: si prende uno studio scientifico qualunque e lo si “trasporta” tout court nella vita reale elevandolo a raccomandazione nutrizionale (perchè ovviamente questo scempio può avvenire solo in nutrizione, a nessuno verrebbe in mente di mettere in atto una tecnica chirurgica sperimentale da un giorno all’altro sui pazienti in ospedale, ma in nutrizione accade).


Si prende quindi una “verità” scientifica e la si generalizza, la si stiracchia, senza contestualizzarla. Sono spesso verità parziali, valide in una provetta o in un topo, ma la tentazione di farle diventare diete magiche è forte.


Chi fa questo? non una associazione scientifica o un ente governativo, ma il singolo medico, il nutrizionista di turno, l’influencer che passa di lì, al quale si accende una lampadina in testa (anzi un dollaro come Paperon de’ Paperoni) e pensa: “facciamoci un libro, tanto un editore lo troviamo”; “inventiamoci la dieta del piffero, tanto qualcuno che la compra c’è sempre”.


E così nascono le diete per l’artrosi, quelle del DNA, la dieta contro l’acne e la psoriasi. Tutte cose con basi scientifiche “in provetta” (quando va bene, perchè quando va male nasce Mozzi e la dieta dei gruppi sanguigni).
Oppure nascono le finte raccomandazioni che poi si tramandano nello spazio e nel tempo.


Si, perchè fare salti logici azzardati è semplice, smentirli è un po’ più difficile perchè poi gli esperti ti tirano fuori proprio quel lavoro su due topi e ti dicono “visto?”, oppure, cosa ancora più difficile da smontare, ti spiegano il razionale per cui una cosa dovrebbe funzionare.


Razionale che a volte esiste, ma che nella PRATICA spesso non ha nessun valore. Perchè di solito è sempre la somma che fa il totale e la dose che fa il veleno.


Esempio 1
La dieta per (anzi, contro) l’acne.


Razionale: una alimentazione ricca di grassi e zuccheri e alimenti ad alto indice glicemico può provocare resistenza all’insulina, aumentare la produzione di androgeni e IGF-1 che scatenano una serie di reazioni complesse che sfociano nel brufolo.
Peccato che tutto ciò sia solo una concausa. Perchè altrimenti tutti gli obesi dovrebbero essere pieni di brufoli e così non è.


Certamente una alimentazione errata può ESACERBARE (bel verbo) il problema, ma la causa è ormonale, generazionale o legata a patologie che nulla c’entrano con l’alimentazione. Ma una volta scovato il razionale questo diventa regola e diventa dieta e diventa privazioni.


E allora bum! ecco che compaiono le liste di alimenti SI e alimenti NO (vedi il latte o lo zucchero o il cioccolato proibiti del tutto) e si innesca una dieta e una vita di proibizioni (proibizioni totali non semplici attenzioni a non esagerare) che possono portare a riduzione della varietà di ciò che mangiamo con tutte le conseguenze del caso.


E invece la dieta è sempre quella, perché nessuno che segua una “normale” dieta sana è spinto a mangiarsi chili di cioccolato e litri di latte e un quadratino cioccolato o un bicchiere di latte non lo faranno riempire di brufoli se non c’è una causa sottostante.


Esempio 2
Le poliammine, le arance e i tumori.


Razionale: le poliammine sono dei composti che possono avere un ruolo (fra i tanti) nel processo di crescita cellulare e quindi anche nei tumori (soprattutto quelli epiteliali).

Siccome alcuni alimenti le contengono e le arance più di altri alimenti, c’è chi ha pensato di fare una equazione veloce e dire di eliminarle totalmente in soggetti già colpiti dalla malattia.


Peccato non ci sia alcuna prova sulle arance in sé, ma solo sulle poliammine. E le arance non sono solo poliammine ma molto di più e soprattutto rientrano a buon diritto in una alimentazione varia e a base vegetale come quella mediterranea che, questa si!, ha dimostrato protezione anche nei confronti della malattia tumorale!


Inoltre, dato che la nostra flora intestinale produce anch’essa poliammine, logica vorrebbe che dovremmo sterilizzarci internamente per abbattere il rischio. Ma la logica non basta.
Il codice europeo contro il cancro parla chiaro: in chi ha già sviluppato la malattia non esistono prove che cibi specifici possono migliorare o peggiorare la situazione, ma ci sono prove che mangiare complessivamente in certo modo (che è uguale per tutti e per tutti i rischi di malattie) protegga e sia adeguato anche nelle persone già malate. Arance comprese. (https://cancer-code-europe.iarc.fr/…/750-mi-e-stato…).


Esempi vari con link ad articoli già scritti (sennò diventa lunga)


Niente frutta a fine pasto: col piffero (tinyurl.com/y6whjhvu).
La soia (o i cavoli o altro) non vanno bene se sono ipotiroideo: ma col cacchio! (tinyurl.com/y9fonpbd).
La spremuta va bevuta entro 3 minuti e 53 secondi sennò si perde la vitamina C: si, statemi bene eh! (tinyurl.com/y8u8dhko)
In cottura si “perdono” i nutrienti: ma per piacere! (tinyurl.com/ya5x8hlr).
Dobbiamo alternare cereali con glutine a quelli senza glutine: no! (tinyurl.com/y8vl3mfk)
La dieta contro la psoriasi: addio! (tinyurl.com/y9ouytxr)
Il cioccolato fa bene al cuore: magari! (tinyurl.com/ydxqmcjs)



ad libitum.


La dieta è UNA e basta: dieta mediterranea.
Ricordate che la stragrande maggioranza dei problemi è legata al “semplice” sovrappeso e non ai singoli alimenti (con le dovute eccezioni che confermano la regola).

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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