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Alimentazione e salute Studi scientifici

Dolcificanti

Prima fase

Prendi 120 persone sane con glicemia normale e che non usano prodotti con edulcoranti non calorici nella loro dieta

Dividili in 6 gruppetti

A 4 gruppi fai consumare, ogni giorno per 14 giorni, 6 bustine di vari dolcificanti (aspartame, saccarina, sucralosio, stevia)

A 1 gruppo fornisci 6 bustine di glucosio (che andava valutato dato che era presente nelle bustine di dolcificanti come “veicolo”)

A 1 gruppo non dare nulla (controllo)

Controlla la glicemia (ed esegui anche un test di tolleranza al glucosio, quello usato per valutare se esiste insulinoresistenza) prima, durante e dopo la fase di studio

Raccogli anche campioni di feci per valutare i microrganismi presenti

Risultati

Il microbiota di chi ha usato glucosio e nulla non si è modificato

Quello di chi ha consumato i dolcificanti (soprattutto sucralosio e saccarina) è cambiato

Chi ha assunto sucralosio e saccarina poi, ha mostrato alterazioni nella gestione della glicemia, come se si fosse instaurata resistenza alla insulina

Per glucosio, aspartame e stevia questo non è accaduto

Seconda fase

Trapianta le feci “saccarina” e “sucralosio” in topi privi totalmente di flora batterica

Dopo qualche giorno analizza la risposta glicemica di questi topi e scopri che anche negli animali si è alterata

Questo dimostra un nesso causa-effetto e non solo una correlazione di eventi.

Conclusioni

Non è una sorpresa che alcuni dolcificanti possano alterare il microbiota e le risposte glicemiche, ma qui è stato dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio sebbene solo nel breve termine e non ci siano dimostrazioni a livello clinico

Altri lavori mostrano anche una associazione con le malattie cardiovascolari

Le bevande “zero” e i dolcificanti vanno ridotti (a maggior ragione nei bambini sotto i 3 anni e nelle donne in gravidanza) soprattutto per motivi di educazione al gusto e l’eventuale aumento di peso legato al loro utilizzo è principalmente indiretto a causa del fatto che il loro uso non riduce il desiderio di cibi dolci, ma anzi lo incentiva: assieme alla coca zero si mangeranno altre schifezze ipercaloriche e sarà questo fatto a produrre sovrappeso, resistenza alla insulina e rischio di diabete. Non i SOLI edulcoranti.

Che i dolcificanti acalorici possano aggravare la situazione è possibile, ma ci vogliono prove a lungo termine.

Riferimenti

https://tinyurl.com/dolcif

https://tinyurl.com/edulc

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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