Focaccine imburrate (Buttered Scones)

(Tratto da “L’Atlante Nutrizionale della Terra di Mezzo”)

Un gran bricco di caffè era stato appena posato a terra, i pan di spagna erano spariti, e i Nani cominciavano un giro di focaccine imburrate, quando si sentì bussare forte. Non uno squillo, ma un duro bum-bum sulla porta verde dello Hobbit. Qualcuno batteva violentemente con un bastone!

(Lo hobbit – Una festa inattesa)

Quando il Signor Bilbo Baggins di Casa Baggins invitò il mago Gandalf per un tè quel mercoledì pomeriggio, non si aspettava di dover accogliere (e sfamare) 13 nani (tra cui il nientemeno che il famoso Thorin Scudodiquercia) e lo stesso stregone.

Gli ci volle un bel da fare per accontentarli tutti.

Quello che Bilbo preparò (o tentò di preparare) per la compagnia era un cosiddetto “low tea” vittoriano (non dimentichiamoci che gli hobbit e la Contea sono modellati sulla Inghilterra rurale di fine ‘800.

Fu lo stesso Tolkien a dire che la Contea è “più o meno un villaggio del Warwickshire nel periodo del Giubileo di Diamante”).

Il low tea differisce dall’high tea sostanzialmente per due fattori:

1 la tipologia di alimenti proposti

2 l’orario di consumazione

Il low tea era una merenda pomeridiana (servita alle 16 in punto, come ribadito dallo stesso Bilbo) allestita su tavoli bassi e con porcellane di pregio. Era il tè preferito dalle classi più agiate che poi avrebbero fatto cena in un’altra sala, accomodandosi su sedie e tavoli più alti, molto più tardi.

L’high tea invece, era il tè/pasto del lavoratore delle miniere, molto più sostanzioso, che si prolungava e inglobava la cena (un “brunch serale” insomma) comprendente, oltre al tè e ai dolci, anche carni, salumi, formaggi serviti su un tavolo “alto” spesso quello della cucina.

Le intenzioni di Bilbo erano quelle di offrire per quanto possibile una merenda “elegante”. Le cose alla fine andarono diversamente, ma in fondo furono serviti i tipici prodotti inglesi del tè “basso”, fra cui le “buttered scones”. La traduzione italiana non rende l’idea di questa preparazione: a noi la “focaccina” evoca altre ricette tipiche della tradizione italiana. Inoltre le scones non sono “imburrate”, ma semmai “al burro”, benchè possano essere servite con burro o panna rappresa e marmellata.

L’origine è scozzese e all’inizio la pasta non era lievitata, ma piatta, a base di avena e cotta su una piastra (gli scones erano gli spicchi di questa preparazione). Esiste anche la versione salata e molte altre con ingredienti differenti (spesso si inseriscono uvetta, formaggio, cioccolato…).

Oggi (ma anche ai tempi di Bilbo), la caratteristica di questi piccoli “panini” è quella di essere molto alti (circa 6cm) e quindi assai lievitati (si usa cremor tartaro come agente lievitante), perché possano essere aperti in due e farciti.

La pasta è simile a quella della brioche, ma con meno zucchero[1].

Il galateo prevede che siano gli ospiti stessi ad aprire e farcire le scones. I nani rispettarono il galateo.

Nutrizionalmente che volete che vi dica: dolcetti. Dolcetti belli corposi. Per la Gente Grossa (oggi grossa in tutti i sensi) mezz…ehm uno a colazione ci sta (ma non sempre).


[1] E infatti nella prima traduzione de Lo Hobbit il termine fu proprio tradotto con “brioche” anziché focaccine.

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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