Si fa sempre più pervasiva una narrazione fallace: un piccolo rischio non influirà sulla tua salute. E tutti invocano quel maledetto di Paracelso.
Ad esempio, i soliti chetini carnivori ora si divertono a dire che si dovrebbero mangiare tantissimi salumi per avere un rischio concreto di aumento del tumore al colon-retto.
D’altra parte son chetini.
Un piccolo aumento di rischio, preso da solo, può sembrare trascurabile.
Ma nella vita reale i rischi non si sommano, si accumulano e spesso si moltiplicano.
Esempio pratico: sovrappeso, sedentarietà, fumo, dieta ricca di ultraprocessati e carni lavorate.
Ognuno di questi fattori aumenta il rischio di poco (i salumi) o di tanto (fumo), ma insieme costruiscono un profilo di rischio nettamente più alto per tumori, malattie cardiovascolari e metaboliche.
I salumi sono classificati come cancerogeni certi (Gruppo 1 IARC)
L’aumento di rischio individuale è modesto, ma costante e dose-dipendente. Fatto accertato. Non esiste questo rischio per i legumi, per dire.
Se una persona fosse: normopeso, attiva, non fumatrice l’impatto dei salumi sarebbe relativamente più piccolo.
Ma se sei già sovrappeso, sedentario e fumi, quel “piccolo rischio” si innesta su un terreno già compromesso.
In quel contesto, ridurre i salumi conta eccome, perché: abbassi uno dei fattori evitabili, interrompi l’effetto cumulativo, migliori il profilo di rischio complessivo, anche senza cambiamenti drastici.
Siccome metà italia è sovrappeso, ancor di più sono i sedentari, molti bevono, tanti fumano, tantissimi non sanno cosa siano frutta e verdura…andare in giro a raccontare la solita fregnaccia che è la dose a fare il veleno, citando Paracelso, ti farà avere molti like, ti farà sentire ammirato, ma stai mettendo a rischio tante persone.
Il cancro del colonretto è l’unico che sta aumentando NEI GIOVANI (under 50) e i motivi sono il cocktail di rischi di cui sopra.*

Non esistono rischi piccoli quando se ne accumulano molti.
La prevenzione funziona per sottrazione progressiva, non per singole scelte eroiche.
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*Lo studio che mostro qui è americano e non riflette necessariamente la fotografia di tutti i paesi, ma è solo per far capire che chi mangia male, ha un rischio che si accumula, anche se piccolo.
Inoltre un piccolo rischio individuale significa comunque un numero elevato se riferito a una grande popolazione con conseguente impatto sui sistemi sanitari.
