Il fruttosio non fa i picchi. Il fruttosio non picca.
Ha anche un potere dolcificante più elevato dello zucchero (saccarosio).
Ah che bello, abbiamo risolto. Abbiamo trovato la soluzione a tutti i mali.
Ci facciamo tanti dolci pianeggianti e l’insulina muta.
Siamo salvi.
No.
Il fruttosio ha effetti negativi sul metabolismo dei grassi.
Ma non quello della frutta che è troppo poco per far danno e soprattutto ha la frutta intorno, ma quello delle bevande zuccherate, quello usato come dolcificante in generale e quello preso con integratori.
Quando in eccesso e usato in maniera cronica aumenta i trigliceridi nel sangue ed è un fattore di rischio per il fegato perché induce l’accumulo di grasso nel tessuto epatico (steatosi epatica o fegato grasso volgarmente detto). Esiste anche una associazione col tumore al pancreas.
https://www.bmj.com/content/381/bmj-2022-071609
I nostri LARN ci suggeriscono questo: “Limitare l’uso del fruttosio come dolcificante. Limitare l’uso di alimenti e bevande formulati con fruttosio e sciroppi di mais ad alto contenuto di fruttosio.”
Il fruttosio non farà i picchi, ma potenzialmente fa altri danni.
Non di soli picchi vive l’uomo.
C’è altro a cui pensare. Tipo avere una alimentazione equilibrata NEL SUO COMPLESSO.
E le dee del glucosio? Le Wanne Marchi del low carb?

In nome del fruttosio
In nome del fruttosio non abbiamo bisogno che si demonizzi anche la frutta.
In nome del fruttosio non dovremmo permettere che si faccia disinformazione in questo senso. La frutta VA MANGIATA.
Il fruttosio è un monosaccaride, uno zucchero semplice, che si trova naturalmente in molti alimenti.
Insieme al glucosio e al galattosio, costituisce i componenti base da cui si originano oligosaccaridi e polisaccaridi.
• È classificato come uno “zucchero intrinseco” quando è incluso nelle pareti cellulari degli alimenti non processati, come la frutta e i vegetali.
• È considerato uno “zucchero estrinseco” quando è presente allo stato libero, come nei succhi di frutta, o aggiunto ad alimenti trasformati.
Fonti alimentari
• La frutta fresca è una delle principali fonti di fruttosio (0,1-7,4 g/100 g). Anche la frutta disidratata è fonte di fruttosio.
• Il miele è composto prevalentemente da zuccheri semplici, con una leggera eccedenza di fruttosio (40%) rispetto al glucosio (30%).
• Lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio è utilizzato come ingrediente nell’industria dolciaria e nelle bevande.
• I succhi di frutta 100% contengono zuccheri liberi tra cui il fruttosio.
• Ovviamente anche lo zucchero (saccarosio) è fonte di fruttosio essendo una molecola composta dal 50% di glucosio e 50% di fruttosio.
Metabolismo e Effetti Fisiologici
• Il fruttosio viene assorbito più lentamente del glucosio ma utilizzato più rapidamente a livello dei tessuti.
• Il suo metabolismo è insulino-indipendente (non produce “picchi” glicemici).
• A differenza del glucosio, il fruttosio è utilizzato quasi esclusivamente a livello epatico (fegato), ma oggi sappiamo che in piccole quantità anche intestino e reni lo metabolizzano “alleggerendo” il carico del fegato.
- Nel fegato, il fruttosio aumenta rapidamente il consumo di ATP
- Questo genera AMP in eccesso.
- L’AMP viene degradato a acido urico.
In dettaglio
- La prima reazione chiave è la fosforilazione da parte della fruttochinasi (KHK).
- La KHK usa ATP per trasformare il fruttosio in fruttosio-1-fosfato.
- Questa reazione è molto veloce e non ha un freno fisiologico.
- La fosfofruttochinasi (PFK), che controlla il glucosio, qui non interviene.
- Nella glicolisi del glucosio la PFK regola il flusso secondo il fabbisogno energetico.
- Il fruttosio la salta completamente, quindi non esiste un meccanismo che rallenti l’ingresso del fruttosio nel metabolismo quando l’ATP scende.
- Risultato: consumo rapido di ATP.
- Più fruttosio arriva al fegato, più ATP viene bruciato immediatamente per fosforilarlo.
- L’ATP ↓ → ADP → AMP → acido urico.
- È un effetto dose-dipendente. Dosi piccole sono gestite senza stress energetico; dosi elevate saturano il sistema e provocano il calo rapido di ATP.
In breve:
Il fruttosio brucia ATP velocemente perché entra in una via metabolica non regolata e richiede fosforilazione immediata e massiva da parte della fruttochinasi.
Il processo è specifico del fruttosio: il glucosio non provoca lo stesso rapido consumo di ATP. L’aumento di acido urico è acuto: avviene entro minuti dall’assunzione di fruttosio. Le fonti più impattanti sono: bevande zuccherate, sciroppo di mais ad alto fruttosio, succhi di frutta (anche 100%). Il fruttosio della frutta intera ha un effetto molto minore grazie a fibre, potassio e lenta velocità di assorbimento. In chi ha iperuricemia o gotta, o in chi assume molto fruttosio libero, questo meccanismo può contribuire a un aumento stabile dell’uricemia.
Basse dosi (< 10-15g/pasto) di fruttosio (incluso quello presente nel saccarosio) possono presentare un effetto catalitico benefico, migliorando il controllo glicemico a breve termine.
In questi casi il fegato riesce a fosforilarlo senza un consumo significativo di ATP. Quindi non si attiva la cascata che porta alla produzione di acido urico.
Assorbimento più lento Se il fruttosio arriva insieme a fibre, polifenoli o altri nutrienti (frutta intera, verdure, latticini), il carico epatico è diluito nel tempo.
Effetto tampone del pasto misto Assunto con proteine e amidi, il fruttosio entra nel metabolismo in modo più graduale.
Indicazioni pratiche:
- Frutta intera: generalmente sicura; 1–2 porzioni per volta non danno picchi di uricemia.
- Succhi, bevande zuccherate, dolcificanti ricchi di fruttosio: principali responsabili dell’aumento acuto di acido urico.
- Soglia pratica: fino a ~20–25 g di fruttosio al giorno da alimenti naturali è di solito ben tollerata nella maggior parte delle persone, anche con tendenza all’iperuricemia.
Il problema nasce soprattutto dal fruttosio libero ad alto carico e con assorbimento rapido, non dal fruttosio fisiologico della frutta.
Implicazioni per la Salute
• Potere dolcificante e calorico: Il fruttosio ha un potere dolcificante superiore a quello del saccarosio (circa una volta e mezzo più dolce). Il miele, contenendo fruttosio, ha un potere calorico inferiore e un potere edulcorante maggiore dello zucchero comune.
• Benefici:
◦ Ha un basso potere cariogeno.
◦ Fornisce un apporto energetico immediato senza richiedere un processo digestivo, rendendolo utile in situazioni di necessità energetica immediata, come nell’alimentazione degli sportivi, dei bambini e degli adolescenti.
◦ Gli studi non hanno evidenziato effetti negativi del consumo di frutta sul diabete, e la bassa densità calorica degli alimenti vegetali è un utile coadiuvante nel controllo del peso corporeo, importante per la prevenzione e la gestione del diabete.
• Rischi e Cautela:
◦ Il consumo cronico di fruttosio, sia aggiunto agli alimenti che in forma di sciroppi, ha effetti negativi sul metabolismo lipidico, causando un aumento dei trigliceridi nel sangue.
◦ È un fattore di rischio per danni al fegato, come l’accumulo di trigliceridi a livello epatico (steatosi epatica o “fegato grasso”).
◦ Un elevato consumo di zuccheri aggiunti, in particolare sotto forma di saccarosio o fruttosio aggiunto, può avere effetti negativi sul metabolismo dei trigliceridi e sulle concentrazioni plasmatiche delle HDL, soprattutto in soggetti con sindrome metabolica e ipertrigliceridemia.
◦ Il miele, che è ricco di fruttosio, non è una medicina e non ha potere di prevenire o curare malattie. È sconsigliato somministrare miele ai bambini di età inferiore ai 12 mesi a causa della possibile presenza di spore di botulino, che possono germinare nel colon immaturo dei neonati.
Raccomandazioni
• Si raccomanda di limitare l’uso del fruttosio come dolcificante e di limitare il consumo di alimenti e bevande formulati con fruttosio e sciroppi di mais ad alto contenuto di fruttosio, soprattutto considerando il fruttosio assunto naturalmente con la frutta.
• Per la frutta, NON c’è un limite superiore al consumo, ma si raccomanda di mangiarne almeno 400g al giorno (come obiettivo minimo di salute pubblica).
• I succhi di frutta 100% non sono sostituti del frutto intero, perché sono carenti di fibra e hanno un potere saziante inferiore. L’assenza di fibra e la ricchezza di zuccheri non consente di considerarli un sostituto della frutta intera. Lo stesso vale per centrifughe ed estratti.
Se articoli di giornale firmati da scienziati famosi vi hanno per caso instillato il dubbio che si debba ridurre la frutta, toglietevelo.
Dovete ridurre i dolci, i succhi e i beveroni vari, non la frutta.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33152951