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Alimentazione e salute

Il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo è il ritorno in esofago del contenuto acido gastrico.

In parte questo fenomeno è fisiologico, ma oltre certi limiti può produrre sintomatologia ed essere anche molto invalidante.

Questo insieme di sintomi (bruciore epigastrico, dolore retrosternale, rigurgito acido…) è molto frequente nelle popolazioni occidentali (si stima che un 30% degli americani ne soffrano) e in notevole parte è legato alle cattive abitudini alimentari, al sovrappeso e ad alcuni comportamenti in generale poco sani, tipici della nostra civiltà “progredita”.

Prima di arrivare ai farmaci, la prima linea di intervento è quindi legata alla correzione di queste cattive abitudini.

Due cose da tenere a mente per cercare di ridurre il problema:

1. Più il cibo permane nello stomaco, maggiore è la secrezione acida e maggiore sarà la probabilità che questo acido torni in esofago

2. Tutto quello che aumenta la pressione gastrica e addominale “sospinge” il contenuto acido verso l’alto, in esofago.

Ergo è opportuno che:

A) Si faccia in modo che lo stomaco si svuoti velocemente facendo pasti piccoli e leggeri in modo da non dare troppo tempo all’acido di risalire.
“Leggero” vuol dire con pochi grassi (che rallentano lo svuotamento gastrico). I grassi inoltre “allentano” la valvola tra stomaco ed esofago (cardias) e più questa valvola è beante più acido risale.

B. Si ponga attenzione a tutto quello che può aumentare la pressione gastrica e addominale: a partire dall’acqua o dalle bevande gassate, per passare a tutti quegli alimenti meteorogeni come i legumi, alcuni vegetali come la cipolla, i cavoli, le cicorie, i carciofi, ecc., ma anche stando attenti ad una eccessiva fermentazione intestinale legata ad una disbiosi per cattive abitudini alimenti in generale, troppi zuccheri e troppi carboidrati in una botta sola (vedi la pizza).
Chiaramente la cosa più importante (e con più basi scientifiche) è evitare il sovrappeso perchè anche il grasso addominale “preme” e peggiora notevolmente i sintomi.

Poi ci sono tutte le raccomandazioni classiche come quella di evitare il fumo, il caffè, gli agrumi, la menta e molte spezie e anche un eccesso di cibi proteici. Tutti fattori che incrementano la secrezione acida gastrica.

Dal punto di vista comportamentale sarebbe bene non coricarsi subito dopo aver mangiato e anche sollevare lo schienale del letto per non favorire il reflusso oltre ad indossare indumenti comodi che non facciano pressione sull’addome.

N.B. E’ opportuno sottolineare che tutti questi provvedimenti sono estremamente variabili da soggetto a soggetto e non sempre hanno passato chiaramente il vaglio della dimostrazione scientifica (a parte forse sovrappeso e buone abitudini notturne).
Non c’è una regola universale insomma e ogni persona è diversa. Anche per questo forse è così difficile trovare una “ricetta” per tutti e spesso ci si rifugia nei farmaci che però, va detto, a volte sono indispensabili.
Infatti non si riesce sempre a star meglio con le sole modifiche allo stile di vita. Credi comunque che sia opportuno provarci, dato che le brutte abitudini non sono solo causa di reflusso, ma di problemi ben peggiori se protratte a lungo.

Buon pro.


https://www.worldgastroenterology.org/guidelines/global-guidelines/gastroesophageal-reflux-disease/gastroesophageal-reflux-disease-englishtinyurl.com/y52davwr tinyurl.com/y33cdhv9
tinyurl.com/yyc8amdm
tinyurl.com/y6ssbb22

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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