La dieta alcalina

Oscilliamo. Ma di poco.

Come un metronomo che “batte” con una data frequenza, tutti i tessuti del nostro corpo, sangue compreso, mantengono un grado di “acidità” (in questo caso il termine corretto è “alcalinità”) fissato in un intorno.

La nostra acidità oscilla al massimo tra 7,3 e 7,5, ma in media è 7,4. Questi numeri misurano il cosiddetto pH: sopra il 7 il pH è alcalino, sotto il 7 è acido.

Quindi noi siamo leggermente “basici” (sinonimo di alcalino).

Tik-Tok, Tik-Tok.

Perchè oscilliamo? perchè fattori esogeni possono agire sulla bacchetta del metronomo, ma in maniera ridottissima.
Dentro al metronomo infatti ci sono un paio di ingranaggi che combattono e si oppongono ad eventuali perturbazioni esterne: insomma se qualcuno prova a toccare l’asta oscillante per farla andare fuori scala, questa ci andrà solo per pochissimo tempo e poi riprenderà a scandire il ritmo con la solita frequenza (molto bassa). Niente può fare andare più veloce la bacchetta a meno di rompere tutto con una forza violenta.

Fuori metafora gli alimenti che mangiamo (che sono tutti più o meno acidi con l’eccezione dell’albume dell’uovo) non riusciranno mai a modificare il pH del sangue e dei tessuti perchè noi respiriamo e facciamo la pipì (i due ingranaggi): buttiamo cioè fuori da noi “l’acido” (la CO2 volatile con l’espirazione e alcuni composti organici con le urine) che potrebbe smuovere l’equilibrio e il tutto rimane sempre più o meno costante.

Continuiamo a oscillare, ma di poco. Se oscillassimo di più moriremmo entro breve tempo (alcune patologie infatti provocano acidosi o alcalosi metabolica che non può durare per molto perchè si rischia la vita).

Ma c’è di più: gli alimenti sono un pochino acidi, ma mai come il pH del nostro stomaco (che ha valore prossimo a 1, laddove gli alimenti molto acidi come il limone stanno attorno a 2,2). Perciò quando mangiamo tutta l’acidità si livella e gli alimenti che abbandonano lo stomaco sono ormai una pappetta molto acida che non ha più memoria della varie singole acidità dei singoli alimenti iniziali.
Arrivata nell’intestino la pappetta viene poi neutralizzata dai succhi pancreatici (che sono basici) e il tutto infine verrà assorbito con un pH all’incirca costante.

E’ qui che il pH del sangue potrà “muoversi” un pochino, ma entreranno in gioco gli ingranaggi che lo riporteranno nell’ambito fisiologico.

Quindi:

  1. è inutile parlare di acidità o alcalinità dei singoli alimenti perchè a livello gastrico e intestinale il tutto si annulla in un brodo cosmico primordiale e le anime dei cibi si uniscono al creatore.
  2. nulla potrà mai fare smuovere il Grande Pendolo del pH, che rimane impassibile come Budda ad ogni nostra sollecitazione culinaria.
  3. se qualcuno vi dice che mangiando “cibi alcalini” la sua salute è migliorata è semplicemente perchè prima la sua religione era quella di Mr Hamburger e Miss Patatina Fritta e poi è diventata quella di Santa Frutta e Verdura e dei Beati Legumi, ripudiando il demone Eccesso Calorico e Lipidico.

Insomma hanno mangiato meno e meglio e pensano sia stata la dieta alcalina che gli ha ripristinato un pH che invece è indifferente come il demiurgo platonico e se ne fotte totalmente del cibo originario.

Chiamasi “correlazione” che però viene scambiata con Nostra Signora “Causa ed Effetto”.

Non so perchè è venuto fuori questo finale vagamente spiritual-new age, ma spero che sia tutto abbastanza chiaro.

Torniamo ad oscillare. Ma di poco.

Riferimenti

https://asbmr.onlinelibrary.wiley.com/doi/full/10.1359/jbmr.090515

https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/07315724.2011.10719992

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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