Il punto non è chiedersi se sia sana/sostenibile.
Potrebbe esserlo, se fosse ben bilanciata.
Il punto è chiedersi perchè i paleo-cosi aborrino i cereali, i legumi, il latte e derivati, gli oli vegetali raffinati, gli zuccheri, il sale e i prodotti industriali.
Se possiamo considerare superflui gli ultimi due o tre (ma non dannosi, senza un abuso), non ci si spiega il perchè della abolizione degli altri.
La risposta è solo nella mente dei paleo-fissati ed è SBAJATA.
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La paleodieta è un modello alimentare che si ispira alle ipotetiche abitudini nutrizionali dei cacciatori-raccoglitori del Paleolitico. Si basa sull’idea che il nostro corpo sia geneticamente più adatto a quegli alimenti rispetto a quelli introdotti con l’agricoltura e l’allevamento. Non si sa come si possano mangiare oggi alimenti di quell’epoca, visto che non esistono più, ma lasciamo perdere.
In pratica prevede:
• Carni magre (ma non esclusivamente), pesce, uova
• Verdura, frutta, radici, tuberi
• Frutta secca e semi
Esclude o limita fortemente:
• Cereali e pseudocereali
• Legumi
• Latte e derivati
• Zuccheri, sale, prodotti industriali
• Oli vegetali raffinati
Obiettivo dichiarato: ridurre alimenti ritenuti “moderni” e potenzialmente pro-infiammatori, privilegiando cibi considerati più naturali e meno processati.
Potrebbe quindi essere una dieta equilibrata SE:
1. La base dell’alimentazione fosse vegetale
2. I cibi animali avessero un posto marginale (con buona presenza del pesce)
3. L’equilibrio dei macronutrienti si assestasse attorno al 45-55% di carboidrati, 25-30% grassi e 15-20% proteine.
Peccato che alla fine venga interpretata come: piattone di carne alla griglia, bacon, 12 uova, panetto di burro ghee e un contorno di qualche pezzetto di verdura e due patatine…
Se invece fosse: piattone di vegetali, buona porzione di patate e piccola quantità di cibi animali allora sarebbe diverso.
Inoltre: esistono motivi logico scientifici per evitare gli alimenti “proibiti”? Ma quando mai.
Nessuna prova contro.
Solo prove di gran lunga a favore per cereali e pseudocereali integrali, legumi e latte.
Gli oli “raffinati” non sono un problema se rientrano nell’equilibrio generale e zuccheri/alimenti molto trasformati vanno ridotti soprattutto per il loro contenuto energetico e la loro appetibilità che spinge a consumarne in eccesso, non perchè siano “infiammatori”.
Le evidenze scientifiche attuali indicano che non ci sono prove che la paleodieta sia superiore rispetto alla dieta mediterranea per la salute. Entrambi i modelli alimentari sono associati a una riduzione della mortalità totale e specifica per causa SE RAPPORTATI ALLA WESTERN DIET ricca di grassi saturi, zuccheri, sale e schifezze varie (grazie al caxxo), ma la dieta mediterranea mostra un effetto protettivo più forte e costante in ampi studi di coorte e meta-analisi.
La paleodieta (se ben fatta) può offrire miglioramenti a breve termine nei parametri cardiometabolici e nella composizione corporea, ma le evidenze sulla sua superiorità a lungo termine sono limitate e meno robuste; molti dei benefici osservati sono attribuibili soprattutto alla riduzione degli alimenti ultra-processati (e ri-grazie al caxxo)
La dieta mediterranea è sostenuta da decenni di studi di alta qualità, inclusi grandi trial randomizzati, per la prevenzione cardiovascolare, la riduzione del rischio di diabete e cancro, e la promozione dell’invecchiamento sano. È considerata sostenibile e adattabile a diverse popolazioni.
Manca attualmente una sperimentazione randomizzata di lunga durata che confronti direttamente i due regimi per endpoint clinici maggiori.
La dieta mediterranea rimane il modello alimentare con il maggior supporto scientifico per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie croniche.
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– https://doi.org/10.1111/joim.13333 — Journal of Internal Medicine (2021): panoramica completa su dieta mediterranea e salute.
– https://doi.org/10.1016/j.ajcnut.2025.04.036 — American Journal of Clinical Nutrition (2025): 30 anni della piramide mediterranea, evoluzione e avanzamenti.
– https://doi.org/10.1056/NEJMra2211889 — New England Journal of Medicine (2024): revisione sulle diete e implicazioni cliniche.
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– https://doi.org/10.1080/10408398.2025.2576815 — Critical Reviews in Food Science and Nutrition (2025): GRADE meta-analisi su paleodieta e rischio di malattie croniche.
– https://doi.org/10.3945/ajcn.115.113613 — American Journal of Clinical Nutrition (2015): paleodieta per sindrome metabolica, revisione sistematica e meta-analisi.
– https://doi.org/10.1093/advances/nmz007 — Advances in Nutrition (2019): paleodieta e fattori di rischio cardiovascolare, meta-analisi di RCT.
– https://doi.org/10.1093/cvr/cvaf218 — Cardiovascular Research (2025): dieta mediterranea e malattie cardiovascolari, sintesi delle evidenze.
– https://doi.org/10.1093/ajcn/nqz330 — American Journal of Clinical Nutrition (2020): trial pragmatico con scelta di dieta (IF, paleo, mediterranea) e esercizio, esiti nel mondo reale.