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Emulsionanti: #nosafeyconcern

Attualmente non esistono prove che i mono- e digliceridi degli acidi grassi (E471) o gli esteri dei mono- e digliceridi (E472a-f) causino effetti avversi sulla salute alle dosi normalmente consumate.

EFSA (2017–2025) non identifica segnali di tossicità rilevante e conclude “no safety concern” ai livelli d’uso/esposizione stimati

Nessun problema di sicurezza

Gli E471 sono una miscela di mono- e digliceridi derivati da oli e grassi alimentari (soia, palma, girasole, colza, ecc.). Chimicamente sono molto simili ai mono- e digliceridi che si formano durante la digestione dei trigliceridi.

Cioè sono GRASSI e li troviamo “spontaneamente” anche nei cibi “naturali”.

Gli E472 sono gli stessi mono- e digliceridi ulteriormente esterificati con diversi acidi (acetico, lattico, citrico, tartarico, ecc.) per migliorarne le proprietà tecnologiche.

Durante la digestione vengono quasi completamente idrolizzati, liberando: glicerolo; acidi grassi; l’acido organico corrispondente (es. citrico, lattico).

Quindi l’organismo non “vede” l’additivo come tale: vede GRASSI.

Non esistono trial clinici randomizzati che abbiano mostrato che consumare E471 o E472 provochi danni alla salute.
La letteratura clinica è sorprendentemente povera proprio perché non esiste un forte razionale biologico per aspettarsi effetti specifici.

Studi osservazionali? Praticamente assenti.
Nelle grandi coorti gli E471/E472 raramente vengono studiati separatamente perché sono presenti in moltissimi alimenti; è difficile stimarne l’assunzione; sono fortemente correlati al consumo di alimenti ultraprocessati.
Quando un’associazione viene osservata, è impossibile attribuirla con sicurezza all’emulsionante piuttosto che all’intero alimento.

Studi sperimentali sugli animali?
Anche qui il quadro è abbastanza rassicurante.
Le dosi elevate utilizzate negli studi tossicologici non hanno mostrato particolari tossicità sistemiche.

Per questo motivo sia EFSA sia JECFA non hanno ritenuto necessario fissare una Dose Giornaliera Accettabile (ADI): l’esposizione alimentare è stata considerata sufficientemente sicura.

Microbiota: negli ultimi anni molta attenzione si è concentrata sugli emulsionanti, ma gli studi che hanno mostrato alterazioni del microbiota riguardano soprattutto: carbossimetilcellulosa (E466); polisorbato 80 (E433).
Questi due composti hanno proprietà molto diverse dai mono- e digliceridi.

Cancerogenicità
Nessuna evidenza.
Né IARC né EFSA né FDA considerano E471 o E472 cancerogeni.

Rischio cardiovascolare
Neppure qui esistono prove causali.
L’unico aspetto teoricamente rilevante riguarda la natura degli acidi grassi da cui derivano.
Se ottenuti da grassi ricchi di saturi, una parte degli acidi grassi liberati durante la digestione sarà costituita da saturi; se ottenuti da oli ricchi di insaturi, saranno prevalentemente insaturi.
Ma il contributo dell’additivo all’apporto totale di grassi è generalmente modesto rispetto ai grassi già presenti nell’alimento.

Grassi trans
Storicamente alcuni E471 potevano contenere piccole quantità di acidi grassi trans derivanti dalla produzione industriale.
Oggi, soprattutto in Europa, questo problema è sostanzialmente superato grazie alla drastica riduzione degli oli parzialmente idrogenati.

Il giudizio delle autorità

EFSA ha rivalutato gli E471 concludendo che: vengono metabolizzati come normali lipidi; non emergono segnali di genotossicità; non emergono segnali di cancerogenicità; non sono stati identificati effetti avversi tali da richiedere un’ADI numerica.
Per gli E472 il giudizio è analogo.

Perciò:

prove causali di danno nell’uomo:** no;
studi clinici che mostrino effetti avversi:** no;
evidenze tossicologiche solide di rischio:** no;
meccanismo biologico convincente:** non identificato;
consenso delle agenzie regolatorie:** gli E471 e gli E472 sono considerati sicuri ai livelli di impiego autorizzati.

Se un alimento contenente E471 o E472 è poco salutare, il motivo è quasi sempre il suo profilo nutrizionale complessivo (elevato contenuto di zuccheri, sale, grassi, bassa densità nutrizionale, ecc.), non la presenza di questi emulsionanti in sé.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32625340

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34765031

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32874250

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39816965

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41328585

Unico legame (che non prova causalità ma solo correalzione): studio epidemiologico mostra associazioni con CVD e cancro in una grande coorte (NutriNet-Santé): sì, ma non concludenti per causalità

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37673430

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38349899

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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