C’è la paura dell’olio di colza. Non sapevo.
Strano perché è un olio niente male. A meno che non si faccia l’olio in casa con varietà selvatiche di colza o si mangi quintali di semi di senape, quest’olio non rappresenta alcun problema per il consumatore.
L’origine della paura riguarda la presenza di acido erucico nella colza che può dare problemi cardiaci, reversibili, per accumulo (lipidosi).
Ma nella colza selvatica, appunto. L’olio di colza in commercio (detto olio di Canola) per legge deve avere un contenuto di acido erucico sotto lo 0,5% ed è sicuro alle normali quantità di cui si può fare uso.
L’EFSA ha valutato il rischio definendolo molto basso
Può essere lievemente più alto per i bambini, se grandi consumatori di questo olio o di prodotti che lo contengono (si può ritrovare in alcuni casi anche nei latti di proseguimento). Ma insomma, direi che è un falso problema.
Ora, siccome lo troviamo in prodotti come i dolciumi o snack, un eccesso di questi può dar ben altri e più gravi problemi, non certo derivanti dall’acido erucico, ma dalle calorie, dallo zucchero, dal sale e altri grassi come quelli saturi.
Tra l’altro l’olio di colza (Canola) ha un’ottima composizione in acidi grassi, molto simile all’olio di oliva con un po’ di omega3 che questo non ha.
Nessuno dice di sostituirlo con l’olio evo, ma di certo non è pericoloso.
Non è indigeribile, nè tantomeno cancerogeno, né tanto meno qualsiasi cosa vi venga in mente.
E’ un grasso come un altro.
C’è chi ne ha paura perché l’olio di colza è usato pure come lubrificante e combustibile…ma deve essere un chetino.
Cos’è
È l’olio ottenuto dai semi di colza selezionata (canola).
Le varietà moderne hanno acido erucico quasi assente e bassi glucosinolati: sono sicure e regolamentate.
Profilo lipidico (punto chiave)
Grassi monoinsaturi (≈60–65%) → simile all’olio extravergine di oliva.
• Polinsaturi (≈30%):
• Omega-6 ≈ 18–20%
• Omega-3 (ALA) ≈ 8–11% → molto più alto rispetto all’olio d’oliva.
• Grassi saturi ≈7% → meno di oliva, mais, girasole.
Confronto rapido con olio d’oliva
• Entrambi: ricchi di monoinsaturi, favorevoli al profilo lipidico.
• Canola: più omega-3 ALA, meno saturi.
• Oliva EVO: più polifenoli e antiossidanti (se extravergine, a crudo).
Salute cardiovascolare
• Riduce LDL se sostituisce grassi saturi.
• Buon rapporto omega-6/omega-3.
• Evidenze coerenti con un effetto cardioprotettivo, come l’olio d’oliva.
Cottura
• Punto di fumo medio-alto (≈200–230 °C, dipende dalla raffinazione).
• Stabile per cotture moderate.
• A crudo è neutro; l’oliva EVO resta preferibile per apporto antiossidante.
Perché è considerato “poco sano” (mito)
• Confusione storica con vecchie varietà ad alto acido erucico (non più in commercio).
• Pregiudizio sugli oli di semi in blocco.
• Timori su OGM: non rilevanti per il profilo nutrizionale; esistono anche versioni non OGM.
In sintesi
• L’olio di canola non è poco sano.
• È nutrizionalmente simile all’olio d’oliva per i monoinsaturi, con più omega-3 e meno saturi.
• Scelta valida nell’alimentazione quotidiana; oliva EVO resta il riferimento a crudo per i polifenoli.
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Studi randomizzati e meta-analisi dimostrano che il consumo di olio di colza riduce significativamente i livelli di colesterolo totale e LDL rispetto ad altri oli vegetali e ai grassi saturi, senza effetti negativi su HDL o trigliceridi. Questi effetti sono più pronunciati con un consumo prolungato (>30 giorni) e in soggetti di età superiore ai 50 anni.
Non sono emerse evidenze di effetti negativi sull’infiammazione o sullo stress ossidativo con l’assunzione di olio di colza. Inoltre, recenti revisioni sistematiche suggeriscono che l’olio di colza può avere effetti favorevoli anche sul peso corporeo e su altri biomarcatori metabolici.


https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35866510