Mangia ciò che vuoi

No, non nel senso di “ascolta il tuo corpo”, quella è una cavolata molto in voga oggi, portata avanti da una certa corrente di pensiero (orde di nutrizionisti scatenati) che mette in guardia dalle regole di una sana alimentazione, universalmente accettate, per rivendicare la libertà e la dieta non prescrittiva, cosa per certi versi giustissima (e che viene incontro a ciò che dirò dopo), ma non nel senso che sia CORRETTO basare la propria alimentazione sul tiramisù e la carne arrosto con le patate fritte ogni giorno. Che uno sia libero di farlo, non c’è dubbio. Che questo sia sano perchè *il semplice fatto* di essere liberi nella scelta lo rende tale, beh…no eh. E invece certuni la pensano così.

No, non è questo. Mi riferisco alla vecchia maniera di prescrivere diete e regimi alimentari in modo rigido e inamovibile, senza ascoltare le preferenze della persona che ci si trova di fronte, senza venirle incontro sulle sue abitudini (entro certi limiti sennò si ricade nella “libertà” di cui sopra) per adattare la dieta al suo stile di vita.

Mi ha scritto ieri una ragazza siciliana che mi chiedeva se fosse corretto essere “obbligata” a mangiare la platessa o il pangasio quando lei si trova di fronte a un mare (nel vero senso del termine) di possibilità per quanto riguarda la scelta del pesce nell’alimentazione, lei che non è propriamente di Bolzano.

Possibile che ancora aggi ci siano professionisti che impongono “alimenti esatti” e non scelte all’interno di gruppi nutrizionali omogenei? Si, possibile.
Ci portiamo dietro la concezione della ricetta medica, la prescrizione appunto. Tu devi mangiare il merluzzo e non hai scelta, se vuoi le alici vai contro la mia prescrizione.

Ovviamente tutto questo non ha senso. A meno di problemi di allergia (se sei allergico alle fragole è ovvio che quel preciso frutto non lo devi mangiare) non c’è motivo al mondo perché un professionista oggi ti debba imporre di mangiare mele anziché arance, pollo invece di tacchino o rucola e non pomodori. So che la tendenza è quella delle diete “funzionali” (termine senza senso) e delle combinazioni alimentari, ma tutto ciò, lo ripeto, non ha un senso scientifico e nutrizionale.

All’interno dello stesso gruppo alimentare si deve essere liberi di scegliere, con un’unica regola fissa: variare le scelte. Oltre ad essere buona cosa per rendere la dieta meno monotona dal punto di vista organolettico, è una scelta di salute perché minimizza l’assunzione di sostanze negative e massimizza quella di molecole positive.

Perciò, mangia ciò che vuoi e scegli professionisti che non ti mettano legacci in questo senso perchè se lo fanno non sono bravi professionisti.

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

11 commenti

  1. Noi a scuola veniamo obbligati ad assaggiare le cose che cuciniamo anche se non ci piacciono. A volte è disgustoso e a volte è utile ma non so se riuscirei a finire un intero piatto di funghi o di peperoni.

    1. Questo però è una buona abitudine che ci si deve sforzare di avere. Voi giovani siete abituati a mangiare cose poco sane. Se non ti piacciono i peperoni mangia una altra verdura ma sforzati di provarle tutte. Poi ovviamente bisogna vedere come le preparano (a volte capisco che facciano schifo ma perché sono fatte male)

      1. Io frequento la seconda classe e prepariamo le verdure alla griglia, al salto, bollite e fritte. Le peggiori sono quelle bollite.
        Lo dice anche mia madre di provare ad assaggiare tutto ma a casa non lo faccio mentre a scuola si.

          1. Ma se frulliamo le verdure è come quando frulliamo la frutta o si può fare? Il pesto di zucchine con la pasta non è cattivo e nemmeno quello di peperoni.

          2. Lo sapevo che era troppo bello. Le verdure sono difficili come i sistemi di equazioni!

  2. Volevo dire che sarebbe stato bellissimo se avessi potuto mangiare le verdure frullate. Masticarle intere è un problema difficilissimo. Grazie comunque perché mi risponde sempre.

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