Come funziona veramente la prevenzione in medicina
E perché non dovremmo ascoltare chi la banalizza (anche se è uno scienziato famoso).
Quando si parla di farmaci preventivi, come le statine, spesso salta fuori l’NNT, o perlomeno ultimamente c’è una campagna denigratoria nei confronti di questi farmaci, che ne tira fuori di cotte e di crude.
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L’NNT è un numero che ci indica quante persone devono prendere un farmaco per un certo tempo affinché UNA eviti un evento grave, come un infarto o un ictus.
Ed è qui che nasce l’equivoco.
Molti lo interpretano così:
“Se l’NNT è 40, allora 39 persone prendono la statina inutilmente. Perciò è un farmaco che non serve a niente”.
Ma questa è una lettura sbagliata.
La prevenzione non funziona come un antidolorifico, che o toglie il dolore oppure non fa nulla.
Funziona abbassando il rischio per tutti.
Tutti quelli che prendono la statina hanno una probabilità più bassa di avere un infarto. Solo che non possiamo sapere in anticipo in chi questa riduzione farà la differenza visibile.
Un paragone semplice è la cintura di sicurezza.
Tutti la indossano. Solo alcuni possono dire “mi ha salvato la vita”.
Questo non rende inutile la cintura per gli altri.
Quando si dice che l’NNT delle statine è, per esempio, 40, il significato corretto è questo:
40 persone che prendono il farmaco hanno TUTTE un rischio cardiovascolare più basso e, in una di loro, questo evita davvero un evento grave. Le altre non sono state “inermi”: semplicemente non hanno avuto modo di verificare cosa sarebbe successo senza.
C’è poi un altro punto fondamentale: il rischio di partenza.
Se una persona ha un rischio basso, anche il miglior farmaco del mondo avrà un NNT alto, perché gli eventi sono rari.
Se invece il rischio è alto, come in chi ha già avuto un infarto, l’NNT delle statine scende molto e il beneficio diventa evidente. Questo è normale, ed è matematica, non propaganda.
Quando si confrontano le statine con altri farmaci preventivi, il quadro diventa ancora più chiaro.
L’aspirina, che molti considerano “leggera”, ha NNT molto peggiori e rischi concreti, tanto che oggi non si usa più in prevenzione primaria.
Eppure solo per le statine l’NNT viene spesso usato come arma retorica per dire che “servono a poco”.
Dire che le statine “servono a poco” sulla base dell’NNT significa non aver capito come funziona la prevenzione cardiovascolare.
Se adottassimo lo stesso criterio per tutti i farmaci preventivi, dovremmo rinunciare a una larga parte della medicina moderna.
La domanda corretta non è “a quanti serve davvero questo farmaco”, ma “di quanto voglio ridurre il mio rischio di un evento grave nel tempo”.
Le statine non sono farmaci miracolosi e non vanno prescritte indiscriminatamente. Ma quando sono indicate, sulla base del rischio individuale, sono farmaci efficaci, ben studiati e con un rapporto beneficio/rischio favorevole.
L’NNT, letto correttamente, non le sminuisce: spiega semplicemente perché la prevenzione non può mai dare certezze individuali, ma solo probabilità migliori.
Dimostra che la prevenzione funziona esattamente come ci si deve aspettare che funzioni.