Prendi un migliaio di sessantenni e controlla i loro livelli di beta-carotene (un antiossidante) nel sangue per un certo numero di anni.
Alla fine controlla a che malattie e a quante morti sono andati incontro.
Trovi che chi aveva più beta-carotene nel sangue è morto significativamente meno degli altri.
Allora fai un esperimento: dividi in due gruppi randomizzati i soggetti rimanenti e fornisci un placebo a un gruppo e una pasticca di beta-carotene all’altro. Seguili per un altro tot di anni. Controlla nuovamente la mortalità.
Sorpresa!
Sia il gruppo che ha ricevuto il placebo sia quello che ha ricevuto l’integratore antiossidante presentano lo stesso livello di mortalità!
Significa che il beta-carotene non ha funzionato. Non era lui l’elisir di lunga vita.
Allora perchè chi aveva livelli più elevati di questa sostanza nel plasma moriva meno di chi li aveva più bassi?
La causa della minor mortalità non era il beta-carotene, il quale era solo un indicatore, una spia.
La causa semmai era la carota ovvero la dieta nella sua globalità.
Chi mangiava tanti vegetali aveva nel sangue ANCHE il beta-carotene, ma introduceva molto altro e sopratutto meno calorie perchè riempiva la pancia con alimenti a bassa densità calorica.
Ecco perchè nel secondo esperimento (controllato e randomizzato) gli effetti si sono pareggiati.
Sono stati fatti tanti altri lavori come questo e tutti hanno confermato le stesse cose: non è l’elemento, ma l’alimento. E ancora di più lo stile di vita.
Non ci sono prove che *nella vita reale* gli antiossidanti allunghino la vita e riducano le malattie. Quindi prenderli come integratori non serve a niente (in alcuni casi la mortalità addirittura aumenta).
Ci sono invece prove (e tante) che mangiare in un certo modo (dieta mediterranea), muoversi con costanza, non fumare, non bere alcolici, dormire bene e tenere basso lo stress lo faccia.
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