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Alimentazione e salute Studi scientifici

Bon ProLon vi faccia.

Sto leggendo “il peso della longevità” di Valter Longo.

L’impressione è grosso modo quella di un lungo spot promozionale alle sue “diete”.

Ciascun capitolo termina con l’invito a contattare le sue cliniche in caso di bisogno (vedi foto).

Le cliniche (Fondazione Valter Longo Onlus Italia e Create Cures Foundation USA sono non-profit, ma non è chiaro se le consulenze siano gratuite o no (qui variano in base all’ISEE familiare a quanto capisco).

Arrivato a un certo punto Longo comincia a descrivere i suoi lavori sugli animali e poi i pochi studi sugli esseri umani, ovviamente magnificandone i risultati.

Per curiosità, mi sono letto la versione originale (non quella raccontata nel libro) di uno studio sulla dieta “mima-digiuno”, cioè il suo protocollo da seguire ogni tot mesi (in genere 3) per 5 giorni di fila e di cui esistono kit a pagamento della società L-Nutra Inc., che non è parte della fondazione.

I kit vengono venduti a prezzo pieno (≈ €150-250 per 5 giorni).

La ProLon finanzia parte della ricerca della fondazione ma i kit sono sempre a pagamento.

Ciò che viene esaltato nel libro, diventa invece, leggendo l’originale, uno studio con molte limitazioni metodologiche e dal medio-basso interesse scientifico, con riduzioni di peso, grasso totale/tronco, circonferenza vita, IGF‑1 e pressione sistolica, generalmente piccoli-moderati.

Allora lo ho dato in pasto a chatGPT per vedere se alcuni miei “sospetti” fossero confermati e cioè se i piccoli-medi benefici di questa mima-digiuno potessero essere spiegati dal ***banale deficit calorico che produce*** (e non dalla particolarità della dieta in sè).

Per i pigri: si, eccome.

Cioè il peso scende in modo congruo al deficit calorico che questa dieta produce e così i miglioramenti metabolici (glicemia, pressione ecc), confermando così che se dimagriamo le cose migliorano, per il fatto di essere dimagriti, NON per presunte proprietà magiche della dieta Longhiana.

GRAZIE AL CAXXO

Ogni studio scientifico ha la sua dignità, ma quando si scrivono libri, si magnificano le proprietà di una dieta specifica, si creano kit commerciali non proprio economici per mangiare semplicemente un po’ meno, credo sia giusto farsi qualche domanda.

Di seguito metto i dettagli tecnici per i pazzi come il sottoscritto (scritti da chatGPT e da me verificati)

Struttura della mima-digiuno

Giorno 1 ≈ 1100 kcal

(macronutrienti ~11% proteine, 46% grassi, 43% carboidrati)

Giorni 2–5 ≈ 720 kcal al giorno

(macronutrienti ~9% proteine, 44% grassi, 47% carboidrati)

Deficit ≈ 5020 kcal per ciclo; su tre cicli ≈ 15 060 kcal, pari a ~2,0 kg teorici.

Assumendo un dispendio medio per partecipante di 1800 kcal/die (mia assunzione):

– Giorno 1: 1100 kcal → deficit 700 kcal.

– Giorni 2–5: 720 kcal/die → deficit 1080 kcal/die × 4 = 4320 kcal.

– Totale 5 giorni: 700 + 4320 = ≈ 5020 kcal di deficit per ciclo.

Tradotto in perdita di peso con il coefficiente energetico di riferimento 7700 kcal/kg:

– Per ciclo: 5020/7700 ≈ 0,65 kg.

– Per tre cicli: 15 060/7700 ≈ 1,96 kg.

Congruenza con i dati osservati:

– Lo studio riporta una perdita media di −2,6 ± 2,5 kg in 3 mesi. Il calcolo teorico (~2,0 kg) spiega gran parte dell’effetto ed è plausibile che la differenza residua derivi da:

▫ dispendio reale >1800 kcal/die in molti partecipanti (BMI medio ~26–27), aumentando il deficit;

▫ riduzioni di glicogeno e acqua extracellulare nelle fasi di restrizione;

▫ minori introiti nei giorni “liberi” post‑dieta o modifiche spontanee dello stile di vita;

▫ variazioni individuali nella termogenesi/NEAT e nella composizione corporea.

In sintesi, il deficit energetico dei 5 giorni è coerente con la perdita di peso osservata, con realistiche amplificazioni dovute a fattori comportamentali e fisiologici lungo i tre cicli.

Per concludere i difetti dello studio

▫ Conflitti d’interesse: mima-diguno proprietaria (USC/L‑Nutra; riferimento a ProLon), con equity di alcuni autori/licenza universitaria; rischio di bias di conferma e promozione del prodotto. ​⁠

▫ Non cecità e aderenza: regime impegnativo; alto tasso di abbandono (soprattutto donne) può introdurre bias di selezione.

▫ Analisi post hoc: risultati nei sottogruppi “a rischio” non preregistrati → maggiore chance di falsi positivi.

▫ Dimensione del campione/tempo: studio breve, campione piccolo per molte misure secondarie; generalizzabilità limitata a adulti generalmente sani.

Ho chiuso il libro senza neanche arrivare a metà e mi sono riletto un capitolo de Lo Hobbit.

Lo studio in questione

https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6816332/#S10

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

4 risposte su “Bon ProLon vi faccia.”

Leggevo un libro di Stefano Erzegovesi sull’argomento che mi ha fatto scattare diversi campanelli di allarme, anche ignorando il fatto che abbia flirtato con la medicina alternativa.

Purtroppo queste diete inducono persone fragili a rinunciare al cibo, si inzia pian piano ad eliminare i carboidrati in primis i cereali, poi si passa a eliminare il resto mangiando sempre meno, poi perdendo peso e sentendosi meglio, vedendosi meglio ci si dispera a pensare di dover reintrodurre cereali e carboidrati avendo il terrore di ingrassare nuovamente. In alcune persone fragili questo non imparare a mangiare nel modo corretto porta a situazioni che sfiorano l’anoresssia e problemi alimentari. Un caro saluto.

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