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Chiare, fresche et dolci acque

Ricapitolando: abbiamo visto che non c’è motivo per scegliere un’acqua minerale al posto di quella del rubinetto perchè quest’ultima è sicura, dato che è controllata migliaia di volte l’anno (perciò comprare “depuratori” casalinghi è inutile).

Se per qualche motivo non fosse sicura il vostro sindaco emanerebbe una ordinanza e bloccherebbe l’erogazione fino al ripristino delle condizioni di salubrità, dato che non vuole essere incolpato di strage (abbiamo sindaci scemi, ma non così scemi).

Abbiamo visto che il sindaco garantisce l’acqua fino al contatore e che da lì in avanti la responsabilità di ciò che esce dal rubinetto (se per esempio avete i tubi marci) è del padrone di casa e che l’amministratore (o voi stessi) può e deve verificare su richiesta dei condomini la qualità e la sicurezza dell’acqua che vi arriva in casa.

Abbiamo visto, poi, che non c’è motivo di scegliere un’acqua “leggera” rispetto ad una più mineralizzata, perchè non ci sono vantaggi salutistici nel preferire l’una all’altra.

Ci possono essere motivi di gusto: spesso il sapore di cloro scompare se l’acqua viene lasciata “respirare” in una brocca per qualche minuto, ma anche se sentite un odore che non vi piace, questo non significa che nell’acqua ci sia troppo cloro come spesso si teme.

Anche se in giro trovate discorsi sul fatto che un’acqua a basso residuo agisce sulla ritenzione idrica (che vi ricordo non esistere in condizioni fisiologiche: se avete costantemente ritenzione idrica fatevi vedere da un medico), questi sono discorsi al vento perchè quello che conta è *quanta* acqua bevete! di qualunque tipo sia.

Abbiamo visto che un’acqua “dura” è più ricca di magnesio e calcio, ma quest’ultimo non incide sul rischio di calcoli renali, anzi li previene.

Semmai troppo calcio aumenta il rischio che le serpentine della vostra lavatrice si incrostino, ma a noi fa solo bene perchè è un “integratore” naturale e altamente disponibile di questo minerale. 

Sono gli ossalati che aumentano il rischio di calcoli e siccome il calcio lega gli ossalati che poi vengono espulsi con le feci, ecco spiegato come il calcio riduce il rischio. Inoltre, in generale bere poca acqua aumenta il rischio (quindi bere tanto lo riduce). Una dieta ricca in sale e proteine aumenta il rischio. Il sovrappeso aumenta il rischio. La predisposizione genetica aumenta il rischio.

“Our findings provide no support for the belief that a diet low in calcium reduces the risk of kidney stones. In contrast, they suggest that a higher dietary calcium intake may decrease the incidence of symptomatic kidney stones. The general policy of calcium restriction for patients who have had kidney stones containing calcium should be reexamined” (https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJM199303253281203)

E per finire vediamo che un’acqua “povera di sodio” non ha alcun vantaggio effettivo sul controllo della pressione arteriosa. Prendiamo l’acqua più ricca di sodio in commercio, l’Uliveto.

Ha 103mg di sodio in un litro. Ammettendo che beviate 1,5litri di acqua Uliveto al giorno (perchè il resto viene dal cibo), introdurrete 155mg di sodio. La raccomandazione è non superare i 2g di sodio al giorno, cioè 2000mg. Il contributo dell’acqua è del 7,75%, che per carità non è zero, ma con una porzione di Grana (50g) ne introducete 350, se mangiate 50g di bresaola ne assumete 800, un etto di pane ve ne porta 300 circa e, non ci crederete, ma 50g di biscotti frollini ne apportano più di 100mg. Senza contare che poi il sale viene aggiunto di suo alle pietanze.

Quindi diciamo che forse il sodio si controlla di più con quello che mangiamo che con ciò che beviamo. E nessuno ci dice di bere acqua Uliveto peraltro. Se usiamo una banale acqua del rubinetto (come dovremmo fare), di sodio ne introduciamo circa 10mg per litro in media….Di che stiamo parlando?

Non dimentichiamo infine il costo ambientale della produzione di acque minerali e di tutte quelle bottiglie di plastica! Possiamo quindi agevolmente concludere con questi semplici consigli:

  1. Ciò che conta è bere! Almeno 1,5 litri di acqua al giorno (del rubinetto), qualunque essa sia. Il resto dell’acqua deve arrivare dall’alimentazione che deve essere ricca di vegetali e alimenti idratati (come la pasta o il riso o i legumi per esempio).
  2. Ciò che conta è bere!
  3. Ah! l’ho già detto?

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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