Cibo per tutti

L’astronave Terra viaggia nello spazio con un equipaggio di circa 7 miliardi e mezzo di umani affamati. Nel 2050 saranno quasi 10 miliardi. E vorranno mangiare.

Ma soffermiamoci sul presente. Oggi sulla Terra c’è cibo per tutti, ma non tutti hanno le stesse opportunità di accedervi, mentre altri ne hanno fin troppe e questo è legato a motivi prevalentemente economici e di scelta. La disuguaglianza sociale è il principale motivo per cui il cibo che produciamo non arriva a tutti, ma potrebbe.

Il cibo c’è e questo possiamo dimostrarlo raccogliendo e mettendo insieme i dati di tutta la filiera mondiale e seguendo il flusso del cibo nelle varie fasi.

In media un essere umano ha bisogno di 2350Kcal al giorno per rimanere in salute. Oggi nel mondo coltiviamo alimenti vegetali (che in parte vengono convertiti in alimenti animali) per 5940Kcal a testa, molti di più di quelli che ci servirebbero, ma perdiamo un sacco di energia per strada. Vediamo come.

Premessa: queste 5940Kcal sono calorie destinate A NOI, poi ci sono circa 3810Kcal di erba e foraggio che noi non potremmo mangiare che vanno nella alimentazione degli animali.

Partenza (non starò a ripetere l’unità di misura ogni volta. Parliamo di calorie): di queste 5940Kcal

  • 340 vengono lasciate nei campi, in parte per inefficienza nella raccolta, in parte perchè noi esseri umani evoluti non vogliamo la mela non perfettamente sferica o la foglia di insalata non perfettamente integra e simmetrica, in parte perchè in certe zone del mondo la domanda è minore dell’offerta e quindi il cibo viene buttato.
  • 330 vengono conservate male e bisogna eliminarle. Questo accade sopratutto nei paesi poveri e sarebbe evitabile abbastanza facilmente fornendo l’aiuto necessario.
  • 70 vengono perse negli spostamenti internazionali.
  • 130 vengono piantate nuovamente. Questo non è un fatto negativo, serviranno per l’anno successivo.
  • 810 vanno sopratutto in biocombustibile e per altri usi non alimentari.
  • 1740 sono date al bestiame che le converte in (molte meno) calorie per noi. Di queste 1740 infatti noi ne riceviamo solo 590 (il resto gli animali le dissipano in calore e emissioni di metano) e così ce ne rimangono 3110.
  • 320 sono perse nella lavorazione e distribuzione.
  • Ci rimangono così 2790 calorie tutte per noi (comprese quelle derivanti dagli animali: carne e latticini)
  • 260 se ne vanno poi nello spreco domestico, nella cattiva gestione delle nostre provviste.
  • Infine 180 sono assunte in eccesso rispetto ai nostri fabbisogni. Quindi anche queste sono calorie “perse” che potremmo gestire in modo più efficiente mangiando meglio.
Tratto da “No Planet B” di Mike Berners-Lee

Nonostante ciò, cioè pur avendo tutti le calorie per condurre una vita sana, molti esseri umani sono malnutriti: 800 milioni di persone non hanno abbastanza calorie e 2 miliardi hanno qualche deficit nutrizionale (di proteine, ferro, zinco, vitamina A in particolare) per motivi di ridistribuzione delle risorse. Allo stesso modo qualche miliardo di persone mangia troppo (alcuni veramente troppo).

Appare quindi chiaro che una migliore ridistribuzione di tutti i fattori che si sono persi per la strada potrebbe oggi garantire una miglior salute per tutti e in futuro un corretto apporto di cibo per coloro che arriveranno. Fra poco vedremo quali potrebbero essere i vari scenari per garantire cibo per tutti nel futuro della Terra, ma ora soffermiamoci un attimo sulla questione bestiame.

Abbiamo bisogno del cibo proveniente dagli animali?

Trasformare vegetali in cibo animale fa perdere calorie: di 1740Kcal che l’uomo potrebbe consumare per sé stesso mangiando piante, ne perde 1150 sotto forma di calore, eruttazioni e peti. Inoltre ci sono in giro 3810Kcal di erba e foraggio che l’uomo non può mangiare, è vero, ma il suolo su cui crescono questi vegetali potrebbe essere destinato in parte a nuova produzione per gli esseri umani e in parte…restituito alla natura e alla biodiversità.

Quindi la conversione da piante a cibo animale è molto poco efficiente (con una notevole variabilità a seconda di quale animale consideriamo e di quale produzione parliamo: produrre carne bovina è molto poco efficiente, produrre latte lo è un po’ di più).

Anche se andiamo considerare le proteine vediamo che gli animali le “consumano” perchè mangiando piante privano noi di quelle proteine vegetali che potremmo mangiare (eh no, poco conta il fatto che le proteine animali siano di maggior qualità, come ben dimostrano i vegani, magari anche atleti, che di muscolo ne hanno da vendere).

Stesso ragionamento si può fare per molti micronutrienti, ferro compreso. È vero però che in alcune parti del mondo, a causa di inefficienza nella distribuzione delle risorse, è necessario che le popolazioni abbiano accesso anche a carne e latticini per facilitare il raggiungimento di uno stato nutrizionale adeguato.

Il futuro

Come fare quindi a fornire cibo per tutti da qui al 2050 quando saremo 9,7 miliardi? Per sfamare più di 2 miliardi di esseri umani che si andranno ad aggiungere a quelli attuali, avremo bisogno di quelle calorie che oggi sprechiamo in vari modi e che oggi ci bastano, ma che saranno insufficienti in futuro se si continua così. Dove tagliamo quindi?

Abbiamo varie opportunità:

  1. Usare noi il cibo che oggi diamo al bestiame (e quindi ridurre il consumo di cibi animali)
  2. Sprecare meno
  3. Limitare o abolire gli usi non alimentari dei vegetali (il che principalmente vuol dire ridurre o abolire i biocarburanti)
  4. Inventarsi e usare (in modo etico) nuove tecnologie per incrementare l’efficienza produttiva

Ecco vari scenari che mostrano come potremmo “rimescolare le carte” per dare cibo agli esseri umani futuri partendo dalla situazione odierna. Nell’ultimo scenario salta all’occhio il fatto che il consumo di carne e latticini non possa essere mantenuto ai livelli attuali perchè risulterebbe in una incapacità di sfamare il mondo.

Tratto da “No Planet B” di Mike Berners-Lee

Siamo i Governatori di questo mondo, non i proprietari.

“Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare.”

J.R.R. Tolkien

Riferimenti

Tutti i dati di questo articolo sono ricavati da questo lavoro: https://tinyurl.com/n9fkmz67

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

5 commenti

  1. Pur non avendo controllato ogni singolo passaggio, credo che in generale le cose vadano così. Dopo di che mi sorprende che la limitazione finale più rilevante sia per gli alimenti di origine animale senza neppure tentare di capire quali siano i problemi di malnutrizione nei Paesi a basso reddito e legati a questa carenza (in concreto sta bene ridurli nei Paesi ricchi, ma servirà aumentarli negli altri). In certa misura mi sorprende anche la “facilità” con cui si risolvono le cose: “detto…fatto”. Comunque per alcune cose concordo.

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