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Studi scientifici

I vestiti nuovi dell’imperatore

Ci hanno raccontato tante cose e continuano a farlo.

Ci raccontano che dovremmo mangiare pane raffermo, raffreddare le patate (e mangiarle fredde), sciacquare la pasta e i cereali (e mangiarli freddi) prima di servirli. Che dovremmo bere la magica acqua e limone, la mattina. Dovremmo aggiungere aceto ad ogni pietanza e abbinare i cibi per avere salute. Che il vino fa bene e mangiare solo carne, abolendo i carboidrati ci salverà la vita. Che ci sono cibi buoni e cattivi, cibi che infiammano e cibi che sfiammano. Che lo zucchero è mortale e la caseina pure, che i peperoni e tutte le solanacee vanno evitate, il glutine poi non ne parliamo signora mia!

Sono tutti racconti appunto, storielle, belle favole a cui vogliono credere in molti, perchè è più facile così, perchè sperano di averne dei vantaggi con poca fatica e perchè non desiderano mettere in dubbio le parole *dell’autorità*, il guru di turno che è “contro il sistema”, che ci dà la ricetta pronta e semplice per tutto. E forse anche perchè non vogliono sentirsi degli stupidi davanti agli altri, che come loro, ci credono.

Come quei cortigiani che elogiano i vestiti nuovi dell’Imperatore, quei broccati fatti con seta che non c’è e con tessuti mai filati, ma che non trovano la forza e il modo di dire a tutti, che quegli abiti, semplicemente…non ci sono.

E poi arriva il bambino tra la folla, quella voce che si alza e spazza via le altre, che taglia via le parole elogianti e servili come un rasoio (di Occam) e dà la spiegazione più semplice: l’imperatore è soltanto nudo.

Nella fiaba è tutto molto bello: la voce del bambino (che è quella della scienza) risveglia le coscienze e smaschera la truffa, ma le fiabe son fiabe e nella realtà non avviene questo.

Spesso ci raccontano storie così e spesso ci cadiamo perchè siamo esseri umani e a noi piacciono le storie. E se qualcuno ci viene a spiegare e ci dimostra che la vita reale è differente, diventiamo reticenti e a volte aggressivi perchè cambiare vorrebbe dire mettere in dubbio la nostra visione del mondo.

Però, ogni tanto, potremmo provare a dare una chance al bambino in mezzo alla folla e mettere in dubbio ciò che ci viene raccontato, anche se chi chi parla sembra avere l’autorità per farlo.

Un pizzico di dubbio e un po’ di buonsenso non fanno mai male. Date sempre per scontato che i singoli “esperti” che vedete sui social o in tv non parlino in nome della comunità scientifica.

La scienza non è la depositaria della verità, ma quasi sempre gli esperti, i guru e gli influencer che parlano di salute, sono i depositari delle minchiate.

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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