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Il cetriolo “no-rutto”


Il cetriolo è poco più di acqua condensata.

Non contiene niente di significativo da qualunque parte lo si guardi.

Cento grammi di cetriolo apportano “addirittura” 14 calorie fornite per la metà da zuccheri (“ben” 2g) e per il resto da due ruttini di proteine (0,7g) e grassi (0,5g). Possiede anche pochissime fibre (0,8g).

Non è neppure particolarmente abbondante in micronutrienti. Anche il potassio (che è ben rappresentato nel gruppo verdure e ortaggi) è pochino.

Il cetriolo è quasi il nulla nutrizionale. Acqua al 97% e…aromi.

Le tipiche sostanze aromatiche del cetriolo sono alcune aldeidi (E, Z-2, 6-nonadienale e E-2-nonenale) e le cucurbitacine, dei terpenoidi dal sapore amaragnolo che la pianta produce per proteggersi dai parassiti.

Sono queste ultime le responsabili della cattiva fama di indigeribilità del cetriolo, che invece si digerisce benissimo essendo il nulla, poverino.

Si, perchè un alimento poco digeribile vuol dire che è così ricco di nutrienti (e soprattutto di grassi), che ci mette del tempo ad essere “smontato”, a lasciare lo stomaco e ad essere assorbito. Le parole sono importanti e la digestione è una cosa seria.

Perciò, un cetriolo che non è manco benestante, non ha alcun problema di digestione. Se ne va dallo stomaco come fosse acqua (cosa che in effetti è).

Ma alcuni, particolarmente sensibili a questo aroma, si lamentano del ruttino.

Spiegazione: le sostanze aromatiche amare come le cucurbitacine possono aleggiare per qualche tempo nello stomaco e provocare la sensazione di mancata digestione, ma è il cammello arrosto farcito di camembert che avete davanti che è difficile da digerire, non la rondellina di cetriolo massa a guarnire sulle gobbe. Così, tanto per saperlo.

Detto ciò, esistono da tempo varietà di cetriolo “burpless”, no-rutto, a basso contenuto di cucurbitacine su cui viene scritto “più digeribile”.

Si sono inventati questa cosa per venire incontro a una falsa convinzione.

Fate voi.

Burp!

Nota: stesso discorso vale per aglio e peperoni

https://ipm.missouri.edu/…/3/Cucumber-A-Brief-History/

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

Una risposta su “Il cetriolo “no-rutto””

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