Il tempo della dimenticanza (2025 edition)
Arriva, infine, il tempo della dimenticanza. Nonostante tutto, nonostante l’Uomo.
Arriva il tempo magico in cui intere trecce di bufala, chili di besciamella, panna, creme gialle e panettoni farciti di gelato saranno perfettamente digeriti dagli intolleranti al lattosio, senza neppure una scoreggina.
Giunge puntuale il tempo dell’oblio.
Il periodo in cui tutte le menate sul gonfiore intestinale e sulla digeribilità delle farine saranno solo un vago pensiero che aleggia sopra vol-au-vent, pani gastronomici, pizze dolci e salate.
E le fregnacce sui grani antichi, moderni o solo un po’ vintage, saranno un lontano ricordo vagheggiato attorno a un tavolo, brindando al Senatore Cappelli, ebbri di limoncino e spumante da tre euro.
Si avvicina il periodo in cui la memoria vacilla.
I giorni in cui migliaia di “intolleranti” al glutine tollereranno comodamente vasche di cannelloni al forno, pinse, paste ripiene e pandori senza pensieri, chiacchierando di epitopi tossici come fossero roditori che fumano spinelli.
Ecco i giorni dell’amore per i lieviti: il tempo in cui l’intolleranza magicamente svanisce e ci si azzuffa per ingerire il lievitato più alto, al grido di “Saccaromicio, a me!”.
Arrivano le ore in cui non c’è allergia al nichel che tenga: “Alla larga, felloni! giù le mani dal cioccolato! bianco, nero, rosa, mandorlato, ripieno al rhum, se osate sottrarmelo, assaggerete la mia spada!”
Arrivano i momenti in cui “che cos’è l’istamina?” un dolce al cucchiaio?
Benvenuto il tempo in cui l’orgoglio gastronazionale sarà solo un ricordo lontano e nebbioso: “Da dove hai detto che arrivano quelle noci? Dal Cile? MA DAMMI QUA!”, “Scusa che origine hai detto che hanno quei meravigliosi datteri ripieni? Egiziana??? Minchia! A ME!”
Si appalesa quel periodo dell’anno in cui milioni di paleo-chetini-specie-specifici-carnivore-addicted, dopo il pranzo ufficiale a base di coratelle e burro ghee a morsi, si nasconderanno in stanzini e scantinati, in garage e sottoscala, divorando, non visti, pandori e torroni, quintali di cibi ultraprocessati dalle aziende più moderne e all’avanguardia e grano grano grano ovunque, cereali e lectine purificate, latte di ogni animale di cielo e di terra, brindando con oli raffinati delle peggiori industrie e cantando a squarciagola “ma che ce frega, ma che ce importa, butta il bovino, magnaa la torta!”
Giunge il tempo in cui l’indice glicemico si vergognerà di noi e l’insulina farà festa e ballerà per la casa e noi con lei, sbocconcellando biscotti a forma di omini ricoperti di zuccherini colorati e cantando carole natalizie come se il pancreas fosse uno strumento a percussione di origine sudamericana.
Giunge infine il tempo dello Zucchero Semplice, i giorni in cui i Carboidrati saranno perdonati, l’eritritolo dato al sorcio e il picco glicemico verrà festeggiato e sbadatamente confuso con un uccello della famiglia dei Picidae.
E l’Iperglicemia regnerà su tutto. A nostra totale insaputa e beatitudine.
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Verranno poi i giorni del detox, degli integratori purificanti, delle lavande intestinali, delle pere di vitamine e delle combinazioni alimentari.
Sarà poi il giorno in cui i solitari albumi torneranno a far capolino, i porridge di avena spappolata prenderanno di nuovo il triste sopravvento, i taglieri di bistecche e patate dolci e i glucometri conosceranno nuova vita.
Il tempo in cui tutte le intolleranze risorgeranno, i nutrizionisti faranno festa e le bilance fuggiranno inorridite con le lancette fuori scala come in un cartone della Pixar.
Ma non è questo il giorno.
Da oggi ingrassiamo. Nonostante tutto.
Nonostante il mondo, nonostante l’Uomo.
2 risposte su “Il tempo della dimenticanza”
Bellissima, sembra una fiaba! 😂 Con finale istruttivo 🍰
Buone Feste a tutti! 🎄🎅
Condivido pienamente, Dottore!
Da anni, la mia umile risposta a chi mi fa notare che sono giorni di festa è questa: il nostro corpo distingue un giorno da un altro o ha bisogno di nutrienti sani e veri ogni giorno?
Saluti e auguri per tutti!