La disinformazione nutrizionale uccide (anche più del Covid)

Dall’inizio della pandemia di Covid, in Italia sono morte 130.000 persone (al 12 settembre 2021).

In un anno, il peggiore, dal 21 febbraio 2020 al 21 febbraio 2021 (capirete perchè prendo questo intervallo di riferimento dopo) ci sono state quasi 96.000 vittime. (Fonte: https://ourworldindata.org/covid-deaths)

Nel 2019, sempre in Italia, sono morte (tralasciamo gli anni di salute persi) 114.000 persone a causa di infarti, ictus, tumori, malattie del tratto gastroenterico, respiratorie, renali, patologie neurodegenerative, ecc. UNICAMENTE legate a rischi dietetici (Questi dati e i seguenti sono presi da qui: https://vizhub.healthdata.org/gbd-compare/).

Più che per il Covid, a parità di periodo temporale, se consideriamo nei rischi dietetici anche l’uso di alcol che ha ucciso 26.000 persone nel 2019.

Per problemi legati all’uso di tabacco ne sono morte 93.000. I morti per alimentazione scorretta, messi tutti assieme, superano perciò quelli legati al tabacco.

Nello specifico:

Una dieta scarsa in cereali integrali è responsabile di 32.000 decessi

Una bassa in legumi di più di 11.000

Una bassa in frutta di 4000 e una bassa in latte di 3000

Singolare notare che ciò che mangiamo meno (e quindi ciò che ci piace meno o che ci dicono che ci deve piacere meno) uccide più di ciò che mangiamo in eccesso (cioè ciò che ci piace di più).

Infatti:

Una dieta con un contenuto eccessivo di carni rosse è responsabile di 14.400 morti

Una con troppe carni trasformate, di 8200

Una con troppe bevande zuccherate, di quasi 3000

Una troppo salata, di più di 11.000

Ma poco importa, conta che mangiar male uccide e ha ucciso più del Covid. La differenza sta solo nella velocità. Mangiar male uccide lentamente e non satura gli ospedali. Non c’è emergenza, non c’è allarme. Non c’è neppure nessuna corsa ai rimedi però, perchè la dieta non è presa in considerazione (se non dagli addetti ai lavori) come causa di morte e malattie.

Ora, se l’infodemia da Covid ha contribuito e contribuisce ancora alla morte di “soggetti culturalmente fragili” che si lasciano andare a comportamenti dannosi per sè e per gli altri a causa di cialtroni pericolosi, come dovremmo considerare coloro che, mutatis mutandis:

  1. Consigliano di seguire la dieta paleo, affermando che nel grano c’è il glutine che “infiamma”, che nei cereali integrali e nei legumi ci sono le lectine e altri “antinutrienti”, che la carne è il vero nutrimento dell’uomo,
  2. Suggeriscono di non consumare frutta o consumarne poca “per gli zuccheri” che alzano l’insulina,
  3. Affermano che “un po’ di vino fa bene al cuore”
  4. Proclamano che i salumi e le carni italiani sono sani e si possono mangiare senza pensarci, SOLO perchè italiani
  5. Dicono che gli estratti di frutta fatti in casa sono diversi dalle bevande zuccherate industriali?
  6. Ci vogliono convincere che il latte contiene ormoni e antibiotici e che fa venire l’osteoporosi o i tumori?

Io dico che questi soggetti provocano morti TANTO QUANTO coloro che fanno disinformazione sul virus (e numericamente di più se consideriamo che l’infodemia nutrizionale va avanti da anni e anni).

E ne sono moralmente responsabili. E questa responsabilità la DEVONO sentire! perchè non può andare sempre tutto liscio.

Ma i primi siamo noi che dobbiamo fargliela sentire questa responsabilità. Togliendo loro potere. Smettendo di prenderli in considerazione e affidandoci a fonti serie e verificate (governative e di grandi associazioni scientifiche internazionali, non del guru di turno).

Il singolo non ha MAI autorità. Può pure essere un premio Nobel, ma anche i premi Nobel sbarellano.

Smettiamo quindi di seguire i singoli e riprendiamoci quel senso critico che anni di cattiva informazione ci hanno privato. Facciamolo per noi e per tutti questi morti. Facciamogliela pagare.

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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