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Alimentazione e salute Studi scientifici

Due modi per valutare il grasso viscerale

  1. Il rapporto vita/altezza

Fate in modo che la vostra pancia (in cm) misuri meno della metà della vostra altezza (in cm).

In altre parole controllate che il rapporto tra la vostra vita e la vostra altezza sia inferiore a 0,5

Il rapporto vita/altezza (waist to height ratio) è un predittore migliore di complicanze per la salute future rispetto all’indice di massa corporea e anche alla sola circonferenza vita.

E’ semplice da misurare e vale anche nei bambini oltre i 6 anni.

E’ validato inoltre in diversi gruppi etnici e in entrambi i sessi.

Un aumento del rapporto vita altezza è collegato soprattutto ad un incremento del rischio cardiometabolico (dislipidemie, ipertensione, malattie cardiovascolari e diabete).

Se il risultato supera addirittura 0,6 il rischio aumenta significativamente.

Eccezione importante: nelle donne over 65 anni, un aumento del rapporto, e quindi della adiposità addominale, potrebbe non essere così dannoso (se non protettivo entro certi limiti).

Buttate le bilance (o quasi) perchè quel che conta non è il peso in assoluto, ma la sua distribuzione.

E la pancia riflette il grasso che si deposita attorno ai visceri, grasso che è infiammatorio e incrementa il rischio per la salute.

Smettete di fissarvi sui kg e concentratevi sui cm.

Questo è tanto più valido se l’indice di massa corporea (peso in kg/altezza al quadrato in metri) sta tra 25 e 30.

Oltre 30 si entra nell’obesità e il rischio aumenta a prescindere.

Nota operativa: la misura della circonferenza vita si prende con un metro a nastro, individuando la via di mezzo tra la punta inferiore delle costole e la punta superiore del bacino (cresta iliaca), senza trattenere il fiato, dopo una espirazione rilassata.

“Conosco la metà di voi soltanto a metà; e nutro, per meno della metà di voi, metà dell’affetto che meritate”

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5118501

https://www.nature.com/articles/s41591-024-03095-3#Tab1

https://academic.oup.com/pmj/article/97/1147/306/6969564

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1111/j.1467-0789X.2011.00952.x

2. Stima del grasso viscerale senza TAC o DXA: un nuovo modello antropometrico

Il tessuto adiposo viscerale (VAT) è un fattore di rischio indipendente per malattie cardiovascolari e altre patologie come il diabete tipo2, ma la sua valutazione diretta richiede strumenti costosi e poco accessibili.

Uno studio ha validato un metodo pratico e affidabile per averne una stima, basato su semplici misurazioni corporee.

Utilizzando la circonferenza vita (Waist C), la circonferenza coscia prossimale (Proximal Thigh C), l’età e il BMI (indice di massa corporea), è possibile stimare il VAT con una precisione comparabile alle metodiche di imaging.

Le formule sviluppate sono:

Donne: VAT = 2,15 × Vita C − 3,63 × Coscia prossimale C + 1,46 × Età + 6,22 × BMI − 92,713

Uomini: VAT = 6 × Vita C − 4,41 × Coscia prossimale C + 1,19 × Età − 213,65

Queste equazioni spiegano fino all’84% della variabilità del VAT rispetto alla TAC. Il metodo è stato validato su un ampio campione di soggetti con diverse fasce di età e BMI.

In pratica, la circonferenza vita stima sia il grasso viscerale che quello sottocutaneo, mentre la circonferenza coscia è un buon indicatore di solo grasso sottocutaneo.

“Sottraendo” l’uno dall’altro, si ha una stima del VAT e il cut-off è stato valutato in 130 cm2

Risultato: una soluzione semplice, economica e replicabile per la stima del VAT, utile sia in ambito clinico sia per studi epidemiologici.

Qui trovate un calcolatore online così non impazzite con le formule:

https://tinyurl.com/2bhk2u5z

Comunque sia, prendete l’informazione sempre con buonsenso e usatela per avere un semplice “campanello di allarme” che può darvi la motivazione a fare piccoli cambiamenti nella dieta e nella attività fisica.

Questo indice dimostra anche che il solo peso (valutato come BMI) può non bastare.
Infatti se smanettate un po’ col calcolatore potrete vedere che, anche chi risulta sovrappeso, ma ha un VAT basso è meno a rischio.
E viceversa, come il sottoscritto che ha un BMI di 20,5, ma un VAT al limite potrebbe avere un rischio aumentato.

Studio: https://tinyurl.com/2dktbf96

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

5 risposte su “Due modi per valutare il grasso viscerale”

Buongiorno dottore,
sono alto 1.81 cm e la circonferenza vita misura 96 cm.
Sono sempre stato un po’ robustello di costituzione e da sempre pratico sport quasi regolarmente anche se in maniera leggera. Da diversi mesi mi sto impegnando a seguire una dieta piu’ equilibrata secondo le linee guida allo scopo di appiattire l’addome ma pare che quel po’ di pancetta che ho faccia proprio fatica ad andare via 🙁
Volevo chiederle se secondo lei e’ tutto nella norma o se forse dovrei sforzarmi maggiormente nella dieta o nell’attivita’ fisica.
Inoltre, preciso che non sto adottando misure drastiche “fai da te” nella dieta, cerco solo di variare di piu e di limitare ragionevolmente le razioni di cibo (sempre seguendo le linee guida), tuttavia ho notato che a volte alla sera questo mi provoca una lieve spossatezza unita a una specie di leggero formicolio agli arti. E’ una sensazione strana, non credo preoccupante (spero), che mi ricorda i sintomi percepiti per qualche giorno dopo aver deciso di abbandonare la caffeina.
Volevo chiederle e’ normale provare questa sensazione agli arti quando si riduce lievemente la misura dei pasti che si consumano? Oppure e’ indice che si sta sbagliando qualcosa?

Grazie di nuovo per i suoi preziosissimi contributi che leggo sempre con grande piacere.

Eh ma tu ne hai di strada da fare per riacquisire un livello di peso adeguato.
Se più vicino alla obesità che al normopeso e ti devi dare pazienza
Non fare diete drastiche
Devi cambiare abitudini per sempre non per il tempo di una dieta.

Non credo proprio tu abbia spossatezza per la dieta a meno che tu non stia tagliando troppe calorie ma non penso.

Potrebbe essere una sensazione psicologica

Grazie mille dottore per la cortese risposta.
Non avevo mai pensato alla mia condizione come ad uno stato piu’ prossimo all’obesita’ che al normopeso e questo mi fa riflettere.
Non sono mai stato da uno specialista in questo ambito perche’ forse ho sempre sopravvalutato la mia forma fisica e non me ne sono mai curato troppo.
Alla luce delle sue indicazioni suppongo mi convenga andare a consulto da un dietologo/nutrizionista e far valutare la mia situazione, lei che ne pensa? In questo modo eviterei allarmismi ed errori.

la mia valutazione riguarda esclsivamente il peso e quindi non so tutto. MAgari tu sei molto muscoloso e allora va già molto meglio, però la pancetta c’è e va ridotta. Non credo tu debba per forza andare da un nutrizionista se ti studi un po’ le linee guida

Perfetto grazie mille per il suggerimento!
Non sono particolarmente muscoloso ma ho sempre avuto una corporatura robusta (quasi) da rugbista. O come diceva il mio allenatore di calcio “fisico da scaricatore di porto” 🙂

Cercherò di prestare maggiore attenzione alla dieta in maniera permanente per ridurre la pancetta.
Grazie di nuovo per l’attenzione e per la sua opera di divulgazione.
Cordialità

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