Biscotti senza zucchero: ha senso preferirli a quelli tradizionali?

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Il marketing del “senza” è sempre più attivo nella ricerca di formule che attraggano i consumatori e tra un “senza lattosio” e un “senza glutine”, passando per un “senza olio di palma” troviamo ovviamente il classico “senza zucchero”. Tutte queste dichiarazioni che troviamo in etichetta sono regolate per legge e non sono mendaci, ma nascono e crescono sulla base della richiesta del consumatore finale che a sua volta è indotto a preferire alimenti in cui manchi qualcosa perchè crede siano più sani. Ovviamente qualcuno glielo deve pure aver fatto credere, ma qui il discorso si allargherebbe troppo perchè dovremmo parlare di educazione, informazione, media, professionisti della salute, ognuno coi propri interessi e mancanze, per cui sorvoliamo.

Oggi mi basta fare due conti.

Ha davvero un senso nutrizionale mangiare dolci, per esempio biscotti, senza zucchero? Biscotti cioè a cui siano stati aggiunti edulcoranti tipo polialcoli o aspartame o Stevia? Ne possiamo mangiare di più? Sono più sani?

Sgombriamo subito il campo dai dubbi e diciamo che la sicurezza dei prodotti usati per dolcificare al posto dello zucchero è fuori di dubbio. Quindi concentriamoci sul discorso nutrizionale e analizziamo due biscotti merceologicamente simili, uno con edulcoranti e uno con zucchero, per vedere che differenze ci sono.

Biscotto con lo zucchero (http://www.galbusera.it/prodotti/i-classici/valtellina)

Biscotto con edulcoranti (http://www.galbusera.it/prodotti/buonicosi/buonicosi-biscotto-al-latte)

Come è facile vedere, a parte una leggera differenza qualitativa nella componente lipidica (i grassi) i valori nutrizionali sono comparabili. Calorie, carboidrati totali, grassi, proteine, fibre, sale sono praticamente gli stessi. Fra l’altro noi non mangiamo 100g di biscotti alla volta (si spera) e quindi su una porzione media (30-40g) le differenze assolute si riducono ancora.

E’ vero, nel primo biscotto ci sono più zuccheri semplici rispetto al secondo (23g contro 3g), nel quale il potere dolcificante è rappresentato dagli edulcoranti, ma dato che in questo biscotto i carboidrati totali sono identici significa semplicemente che al posto dello zucchero c’è più amido! Più farina insomma, che ai fini dell’impatto sulla glicemia si comporta esattamente nella stessa maniera!

Perciò l’indice glicemico dei due biscotti sarà lo stesso (per quanto possa valere basare la nostra alimentazione solo su quel parametro: ne ho scritto qui).

Insomma, un biscotto vale l’altro e in media sul mercato i biscotti hanno grosso modo le stesse caratteristiche, quindi possiamo anche generalizzare dicendo che i richiami del “senza zucchero” sono ingannevoli e inutili ai fini salutistici. Quello che conta è mangiare pochi dolci, ma buoni.

Anche la moda casalinga di sostituire lo zucchero da tavola con alimenti come uvetta, albicocche essiccate, fichi secchi o anche semplicemente banane fresche, crea solo l’illusione di non aggiungere zucchero bianco. Il temibile zucchero bianco. Peccato che anche l’uva sultanina sia molto ricca di zuccheri (zuccheri bianchissimi!): ben 72g di zucchero su 100g di uva!! I fichi secchi 58g su 100g!! Le albicocche 84,6g su 100!!! La banana 12,8g. Cosa cambia quindi? solo la nostra illusione che quel dolce sia più genuino e più sano.

Lo zucchero della banana è IDENTICO a quello bianco! E’ “più sano” solo se mangiato sotto forma di banana, perchè attorno a quello zucchero ci sta la banana con la sua fibra e la enorme quantità di micronutrienti. Perciò è uno zucchero “buono” in questo senso. Appartiene ad un cibo denso di nutrienti e benefico.
Se però trasformo la banana in dolcificante e ci metto intorno farina, grassi, calorie e scarsa sazietà, quello zucchero è, nè più nè meno, lo zucchero bianco che tutti dovremmo limitare, ma non perchè lo zucchero in sè faccia male, ma perchè attorno ci sta un dolce, che fornisce poca sazietà, che è povero di nutrienti ed è un “in più” inutile alla nostra salute che toglie spazio ad alimenti che apportano nutrienti fondamentali e aggiunge calorie vuote o quasi, ma rimane comunque importante e positivo per il nostro piacere SE mangiato con accortezza e nelle corrette porzioni.

Insomma molto meglio mangiare poco dolce con lo zucchero bianco da tavola che mezza torta con lo zucchero della banana o delle uvette. 

Perchè è la somma che fa il totale.

 

 

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One thought on “Biscotti senza zucchero: ha senso preferirli a quelli tradizionali?

  1. Grazie come sempre per il tempo e lo sforzo che dedica a informare in maniera equilibrata in un settore in cui molto pochi, in buona fede o meno, lo fanno. Detto questo vorrei sapere se ho capito bene il succo, quando compro dei biscotti è meglio concentrarsi sulla quantità totale di carboidrati rispetto alla percentuale di zucchero, giusto? Sempre all’interno di una dieta normocalorica e quantonpiu possibile equilibrata, non certo per cercare alibi ad un consumo esagerato di dolci.
    Sono dell’idea che le rinunce assolute a i piaceri della tavola non siano necessarie ne giustificate in una persona sana per cui, se rientra nel mio tdee, perché non permettermi dei biscotti a colazione, magari facendone un tiramisù con caffè, yogurt greco e noci?!

    Grazie ancora e a presto rileggerla!

    1. Grazie mille per i complimenti 🙂

      Il concetto da tenere a mente è che i dolci son dolci, sia che abbiano zucchero o dolcificanti. Le calorie e gli altri parametri sono grosso modo gli stessi del gruppo dei dolci e siccome sono molto palatabili si fa presto a esagerare e mangiarne in eccesso. Con quasi nessun guadagno nutrizionale a parte il piacere che si ricava che non è cosa da poco ovviamente. Ma se si esagera diventa vizio.
      Quindi per i biscotti la porzione è 30 40 g e se partecipano a una colazione come quella da te proposta vanno benissimo. Poi basta dolci nella giornata 🙂

  2. Volendo essere ancora più approssimativi si potrebbe dire che il concetto chiave è che è molto importante, per una alimentazione corretta, rispettare innanzitutto l’introito calorico adeguato, poi i macronutrienti nel giusto rapporto; mentre concentrarsi su micronutrienti crea più danno che benefici?

    Mi perdoni se tendo a essere semplicistico ma non essendo ancora in grado di comprendere i concetti a fondo devo digerirli in qualche modo. 🙂

    1. no va benissimo ciò che dici, solo che i micronutrienti sono fondamentali.

      Perciò:

      1. mangiare in modo adeguato al fabbisogno
      2. equilibrare i macro (il modello mediterraneo dice circa 55%carboidrati; 30% grassi e 15% proteine
      3. Assumere in modo adeguato tutti i micronutrienti, vitamina, sali, e fitocomposti in modo da non avere carenze

      qui http://www.sapermangiare.mobi c’è scritto tutto per be

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