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Abbasso l’indice glicemico

Bassi indici glicemici

L’IG è una misura di velocità. La velocità di quanto si alza la glicemia in seguito alla assunzione di un cibo ricco in carboidrati. Va da sè che non tiene conto di QUANTO si alza ma solo di QUANTO VELOCEMENTE. Perciò se un cibo possiede pochissimi carboidrati ad ALTO IG la glicemia si alzerà velocemente ma di pochissimo. Si comprende quindi che è inutile demonizzare la carota perchè ha un alto IG, dato che ha pochissimi carboidrati ne dobbiamo mangiare chili per avere un effetto apprezzabile sulla glicemia.

Inoltre l’indice glicemico dipende da tanti fattori e riguarda l’intero pasto. La pasta “bianca” ha un IG abbastanza elevato (non troppo comunque) e spesso viene incolpata delle peggiori nefandezze. Ma noi di solito non mangiamo pasta bollita e basta. La condiremo, no? l’IG si abbassa. Ci vogliamo mettere le vongole insieme? l’IG si abbassa. La accompagniamo con verdura? L’IG si abbassa. Ne mangiamo una porzione adeguata a noi poveri esseri umani mediamente sedentari e non a Hulk Hogan? Dell’IG non ci interessa più nulla perchè se mangiamo in modo tale da non ingrassare tutto il castello si smonta. Non essendoci “materia” da trasformare in energia in eccesso che ci fa ingrassare c’è poco da fare. L’aumento della glicemia non ha poteri magici se non c’è nulla da stoccare sotto forma di tessuto adiposo.

Qualche generazione fa, quando la dieta mediterranea si faceva veramente, i nostri nonni erano magri, forti e sani. C’erano pochissimi infarti all’epoca e pochi tumori e in generale quelle malattie che oggi ci affliggono erano molto limitate. Eppure le persone mangiavano anche mezzo chilo di pane al giorno, più la pasta, più i legumi; cose che farebbero inorridire molti detrattori dei carboidrati oggi.

C’erano picchi di insulina meravigliosi e….totalmente innocui, perchè quell’energia che proveniva dal pane era convogliata ai muscoli che dovevano lavorare e i muscoli succhiavano glucosio come idrovore SENZA il bisogno insulina. Oggi si parla di resistenza insulina perchè le calorie non vengono più bruciate dal nostro organismo e la macchina si inceppa.

Quindi l’indice glicemico ha un valore molto relativo per giudicare una alimentazione corretta. Spesso accade che ci si fissi su una caratteristica trascurandone altre forse più importanti tipo le calorie (che per qualcuno non esistono più).

Ricordiamoci che una dieta composta da cibi a basso IG, non è detto che sia sempre una cosa positiva. Dipende anche da quanto è alto il CARICO glicemico (che si ottiene moltiplicando l’IG per i grammi di carboidrati mangiati) e quindi dalle PORZIONI.

Fa più scalpore dire che il riso bianco o il pane raffinato fanno !!ingrassare!! che dire che ci faranno ingrassare SE NE MANGIAMO TROPPI!!!!

L’indice glicemico è una caratteristica di ogni cibo, ma quello che conta è l’insieme dei cibi, cioè il pasto, la giornata, la settimana alimentare.

Curiosità: lo zucchero ha un IG più basso del pane bianco perchè è formato dal 50% di glucosio e 50% di fruttosio, mentre il pane è solo glucosio. La conseguenza vorrebbe che noi preferissimo lo zucchero al pane. Vi pare logico?

Altra curiosità: ci sono vari modi per abbassare l’indice glicemico e tutti (meno uno) prevedono che si debbano aumentare le calorie ingerite: il pane da solo ha un IG più alto del pane con un dito di Nutella, la pasta da sola ha un IG più elevato di un piatto di spaghetti con un litro di olio e un chilo di formaggio ma chiaramente aggiungere Nutella e palate di grassi alla nostra alimentazione non è una buona idea. Il metodo migliore quindi è mantenere le porzioni entro un livello tale che non ci faccia ingrassare e aggiungere fibra alla nostra dieta (frutta, verdura, legumi, usare cereali integrali) che quasi senza calorie riduce spontaneamente l’IG del pasto.

Insomma SE mangiamo bene, ALLORA mangiamo automaticamente a basso IG. Guardare tabelle non serve a nulla.

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

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