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Carne e clima: cosa accadrebbe se…

“Accade sovente così, Sam, quando le cose sono in pericolo: qualcuno deve rinunciare, perderle, affinché altri possano conservarle”.

(Il Signore degli Anelli III.9 “I Porti Grigi”)

Di tutta la CO2-equivalente che l’uomo produce attualmente, più di un terzo è legato all’industria del cibo (circa il 34%) e più della metà di questa CO2 (il 15,4%, ma probabilmente di più) viene prodotta dagli animali da allevamento e da quello che gira attorno alla loro “gestione”.

Sono numeri enormi.

Cosa succederebbe se smettessimo ORA di produrre cibo di derivazione animale (o più realisticamente, se questa transizione avvenisse nell’arco di 15 anni) e contemporaneamente facessimo ricrescere piante (che potrebbero riprendere CO2 dalla atmosfera) anche solo in un 30% dei terreni dove ora ci sono solo allevamenti?

Un lavoro di modellazione da poco uscito cerca di rispondere a questa domanda.

Sono stati presi in esame alcuni scenari possibili:

1. Eliminare immediatamente tutta la produzione animale

2. Farlo nell’arco di 15 anni (phaseout)

3. Ridurre solo settori parziali (solo manzo, solo bovini, solo ruminanti, solo latte)

Ovviamente lo scenario 1 è il più utopistico, ma già eliminare la produzione nell’arco di 15 anni significherebbe abbattere le emissioni globali del 68% da qui al 2100 ANCHE SE tutto il resto (cioè le emissioni non-food) restasse invariato.

Questo vorrebbe dire dare un taglio maggiore di quello auspicato (52%) per mantenere l’aumento delle temperature sotto i 2°C rispetto a quelle dell’era preindustriale, cioè alla soglia di sicurezza per evitare effetti potenzialmente disastrosi per l’umanità e la biodiversità.

In pratica ci darebbe 30 anni di “respiro” per riconvertire i nostri sistemi e adeguarli alla nuova realtà.

Un dato notevole è che più del 90% di questo taglio deriverebbe solo dalla abolizione della produzione di carne da ruminanti (manzo soprattutto).

Inoltre se il 30% della superficie ora utilizzato come pascolo fosse rinconvertita, 800 GigaTonnellate di CO2 verrebbero fissate dalla fotosintesi.

Il timore che una dieta senza (o quasi) alimenti animali sia nutrizionalmente insostenibile è sufficientemente infondato, perlomeno nel nostro occidente agiato (più problematica invece in altre parti del pianeta).

Ci sono alcuni nutrienti critici, ma piccole modifiche alla dieta e l’aiuto delle biotecnologie possono certamente aiutare la transizione.

D’altra parte ben altri problemi si affacciano all’orizzonte e il mantenimento dello status quo è solo espressione di poca lungimiranza.

Nota: i due firmatari dello studio sono rispettivamente fondatore e consulente di Impossible Food, azienda che si occupa di “carne vegetale”, che ovviamente avrebbe molto da guadagnare con questa transizione.

Ciò non toglie che non ci siano dubbi sul fatto che la carne (di manzo in particolare) vada praticamente abolita dalle nostre diete perchè i dati sono chiari e ci sono altri lavori che convergono su questi risultati (vedi questo che parla di fertilizzanti e riduzione del consumo di carne al 50%: tinyurl.com/24aae7hw).

Quando le cose sono in pericolo le scelte diventano praticamente obbligate.

https://journals.plos.org/climate/article?id=10.1371/journal.pclm.0000010

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

4 risposte su “Carne e clima: cosa accadrebbe se…”

Una volta mi dicesti di mangiare un po’ di carne bianca (consumavo legumi, pesce, uova e latticini)… Se tornassi a non farlo? Mi pesano emotivamente le due volte al mese che lo faccio… In realtà mi dispiace anche consumare il latte…

“perlomeno nel nostro occidente agiato (più problematica invece in altre parti del pianeta)” non sarebbe interessante soffermarsi maggiormente su questo punto ?
Dal punto di vista della produzione globale sarebbe davvero possibile alimentarci tutti senza carne evitando un aumento drastico dello sfruttamento di chi lavorerebbe nei campi per produrre la quantità enorme di legumi e altre proteine vegetali che ci servirebbe a sostituire la carne ?
Purtroppo anche noi ricchi dobbiamo tener conto che di persone al mondo ce ne sono quasi 8 miliardi

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