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Cozze e vongole, un’ottima idea 

Di certo è una fantastica idea nutrizionale: sono alimenti magri, versatili, con un buon contenuto proteico e pochissime calorie. 

Sono “pesce” anche se ogni volta tocca specificarlo (non so, cosa dovrebbero essere? Verdura?) e quindi la porzione è 150g, perfetta per creare un bel piatto unico assieme alla pasta o al pane abbrustolito e financo ai legumi come tradizione mediterranea suggerisce: pasta fagioli e cozze. 

Si, vanno benissimo anche quelle surgelate. 

Altro mito da accantonare: non sono un problema per il nostro colesterolo perché come dicevamo sono molto magre e quindi contengono pochi grassi saturi i quali sono il vero determinante dell’aumento del colesterolo ematico (assieme all’eccesso di zuccheri e calorie) non tanto il colesterolo presente nell’alimento, che si, in loro è un po’ più alto della media del gruppo pesce, ma non ci importa. Non è quello il problema. 

Vero anche che sono un po’ più ricche di sale, ma anche qui nulla di preoccupante perché basta non esagerare con quello aggiunto nella ricetta e/o nell’acqua della pasta. 

Messo da parte l’aspetto nutrizionale, il vero punto a favore pare essere quello ambientale:

1. Non hanno necessità di mangimi (si nutrono di fitoplancton e di altri materiali organici presenti nell’acqua)

2. Non subiscono trattamenti, vengono solo “seminate” e raccolte

3. Vengono allevate vicino alla costa con un basso impatto a livello di strumentazione e utilizzo di barche

4. Aiutano a non incrementare la crescita algale regolando i livelli di nutrienti nelle acque

5. Ultimo, ma non ultimo: sequestrano un po’ di anidride carbonica dall’aria per costruire il guscio. Il carbonio del guscio poi, non torna in atmosfera, ma si deposita come sedimento sul fondo marino. La sola fase dell’allevamento può avere addirittura un impatto negativo (cioè viene sequestrata più CO2 di quella prodotta). Poi ovviamente va considerato il resto del ciclo produttivo, ma a conti fatti vongole e cozze (ma anche le ostriche per esempio) possono essere una produzione molto, molto sostenibile

Aggiungo che lo sono anche a livello etico, per chi ha a cuore il benessere animale. Difficile considerare significativo lo stress e il dolore di una cozza, ma questo è un parere personale. 

In una dieta praticamente vegana, credo che si possa inserire tre o quattro volte a settimana una porzione di molluschi, aiutando contemporaneamente la nostra salute (difficile trovare omega tre “veri” nei vegetali), l’ambiente e gli animali

Cozze e vongole, un’ottima idea. 

https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0048969722019842

Appendice:

Obiezione vostro onore: ma sono organismi filtratori, quindi si ciucciano tutto il mare e le sue porcherie, sono inquinatissimi, fanno male. SI PUO’ MORIRE!

Domanda di buonsenso: possibile che non esista una normativa e linee guida per la produzione e la vendita di molluschi bivalvi come cozze e vongole, che normi la sicurezza della produzione?

Possibile che sia tutto lasciato al caso? e che ci vendano cibi a rischio?

Risposta: no. Infatti c’è il D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 530.

Attuazione della direttiva 91/492/CEE che stabilisce le norme sanitarie applicabili alla produzione e commercializzazione dei molluschi bivalvi vivi.

Incredibile ma vero, questo Decreto stabilisce precisi limiti e controlli per le zone produttive e il prodotto destinato al consumo.

Per esempio i molluschi non devono contenere sostanze tossiche (ma va’?) e non devono superare limiti microbiologici precisi (pazzesco).

Se li superano devono subire una fase di depurazione o stabulazione più o meno lunga finché non rientrano nei ranghi e possono essere venduti (chi lo avrebbe mai detto?)

Ci sono controlli, procedure igieniche da rispettare e tutto ciò che serve perchè a noi arrivino alimenti sicuri.

Se poi parliamo di cozze selvatiche pescate autonomamente, allora… di che parliamo?

Quindi no, non fanno male, ma vanno consumate previa cottura come qualsiasi cibo di origine animale, che non è sterile. Così come cuociamo il petto di pollo, cuoceremo le cozze.

Il problema alla fine siamo sempre noi, ma dare la colpa agli altri è più gratificante.

p.s. si le possono mangiare anche i bambini (cotte)

tinyurl.com/2czm9s8t

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

2 risposte su “Cozze e vongole, un’ottima idea ”

Ciao Gabriele, che piacere questo articolo. E chiedo: cannolicchi, telline (non mi viene il nome in italiano, sono quelle con una sola conchiglia attaccate agli scogli) e lumache stessi pregi?

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