I test per “l’equilibrio lipidico”

Come cercare di “spiegare” a sommi capi (no a sommissimi capi) almeno il concetto iniziale di uno degli argomenti in assoluto più complicati della fisiologia della nutrizione e (credo) fallire miseramente.

Il tentativo è farvi capire che i test che vi propongono molti miei colleghi sono bufale enormi.

Mangiare è semplice. Mangiare sano è facile. Nessun conto, nessun test, nessun integratore, nessuna polverina potrà mai sostituire una alimentazione basata su pochi concetti.

Non riponete troppe aspettative nel cibo. È uno strumento potente per ridurre il rischio di molte malattie ma non può essere usato col bilancino di precisione e i test che vorrebbero indurci a considerarlo in questo modo sono da rigettare.

Dunque: ci sono grassi che mangiamo e che ci costruiamo da soli.

Fra questi ci sono i grassi saturi e quelli insaturi. Ci sono poi gli insaturi Omega-3 e Omega-6 che hanno alcune importanti funzioni biologiche.

Omega-3 e Omega-6 sono in gara tra di loro perché usano gli stessi enzimi per diventare grassi più lunghi e per potere esplicare la loro azione fra cui c’è quella della produzione di piccole molecole molto importanti, le prostaglandine.

Ci sono varie “serie” di prostaglandine che entrano in gioco in molte situazioni fisiologiche come la vasocostrizione o la vasodilatazione, l’aggregazione delle piastrine, ecc.

Inoltre intervengono anche in situazioni patologiche regolando gli stati infiammatori. Alcune prostaglandine li migliorano, altre li peggiorano

Se avete seguito fino qui, avete capito che molto dipende dai grassi che mangiamo. Possiamo favorire una strada o l’altra assumendo più o meno Omega-3 e Omega-6.

Ma non in maniera “farmacologica” come voleva per esempio la dieta a zona. E’ importante assumere sIa Omega-3 che Omega-6 in certe quantità. Ma il loro rapporto non è mai stato stabilito con precisione perché sarebbe fuorviante.

Potremmo assumere il rapporto giusto ma con quantità assolute errate. Inoltre una cosa è vedere com’è questo rapporto nel sangue (cosa che fanno questi test) un’altra è poter usare questo dato come indicatore del rapporto nei tessuti (nel cervello per esempio). Valori ematici non rispecchiano i valori dei tessuti.

Per tenere un rapporto equilibrato dobbiamo (senza far conti): mangiare il pesce suggerito, ridurre la carne ai valori raccomandati, non abusare con oli di semi. E ovviamente mantenere il peso come prerequisito fondamentale.

Fine.

Questi sono test per vendere integratori e basta. Inutili e costosi. Smettiamo di ridurre l’alimentazione a dei numeri e a dei test

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Di Dott. Gabriele Bernardini

Biologo, nutrizionista, toscano

11 commenti

  1. Buonasera, Dottore.
    Leggere i Suoi articoli mi stupisce sempre più; sono contenta della provvidenziale scoperta di questo sito.
    Meno male esiste “La Somma e il Totale”!
    Meno male che … “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi”!
    Un saluto cordiale

      1. E’ poco, Dottore!
        Commentavo giorni fa con i miei fratelli che sarebbe opportuna una sua presenza al Ministero della Salute, per regolamentare un pò di cose, tra cui il posto giusto dell’alimentazione mediterranea …

  2. So che non è specificamente questo lo scopo di questa rubrica… ma…
    faccio un tentativo.

    Mi piace sempre il BUON SENSO che è il filo conduttore di tutti questi articoli… e provo a proporre anch’io un argomento di “buon senso” che mi pare stia mancando in questo periodo di Covid, vaccinazioni, e… MASCHERINE.

    Le mascherine funzionano e sono importanti … SE … usate bene!
    Con precisione, con i bordi che chiudono, senza lasciare nessun altro passaggio all’aria se non attraverso il FILTRANTE.

    Una cosa che sanno tutti, ed è evidente per tutti, è che piegare un filo di ferro è una manovra che comporta sia una certa quota di deformazione plastica, sia anche una certa quota di deformazione elastica. E tutti sanno che siccome in parte “tornerà indietro” se voglio ottenere alla fine una certa piega, devo flettere un po’ di più, per compensare il ritorno elastico che sarà inevitabile.

    E allora perchè
    (anche fior di medici specialisti, e funzionari delle Direzioni sanitarie, e perfino le linee guida ISS per la vestizione…) tutti per prima cosa si mettono la mascherina sulla faccia, e POI piegano il ferrino premendolo sul naso ?

    Inevitabilmente, l’unica cosa che potrà succedere, sarà che la mascherina sarà chiusa bene…per quei 3 secondi che le dita stringono…
    Come lasciamo le dita, la piega si allargherà !

    Mascherine inutili, coi bordi larghi, che non tengono, piene di spifferi.

    Respireremo aria non filtrata, che passa dalle fessure.
    Tutto inutile.

    Le mascherine vanno preparate IN MANO. Poi indossate.

    E’ l’unico modo per ipercorreggere le pieghe eseguendole “al lordo” del ritorno elastico.
    Non possiamo chiedere al nostro naso di essere per un attimo “più stretto di sè stesso” per fare la piega che serve…

    Dobbiamo farlo in mano. Per tentativi. Finche non otteniamo la forma giusta. Altrimenti non funziona.

    Saluto e Ringrazio per l’attenzione

    Mario Pagnanelli. Dentista. Allergico.
    Uso la mascherina tutta la giornata per lavoro da 30 anni,
    e anche tutte le primavere per giri in bicicletta in campagna (o ogni volta che faccio lavori “polverosi”).
    Se non la chiudo bene, me ne accorgo subito…
    smetto di stare bene !
    https://www.youtube.com/watch?v=mP33EaAEEL0
    https://www.estense.com/?p=844841

      1. Temo di non avere compreso lo spirito del commento…

        Le FFP2, (come tutte le altre mascherine…)
        “fermano il 95%” … SE … sono chiuse bene !

        Anzi: tanto maggiore è il potere filtrante, tanto maggiore sarà la resistenza al passaggio dell’aria, tanto maggiore sarà l’importanza del sigillo periferico…

        Quante FFP” (e perfino anche FFP3) si vedono in giro…
        “poco utili” in quanto chiuse male?

          1. E’ un errore molto diffuso…

            Sono un dentista.
            Lavoro con la mascherina ogni giorno, tutto il giorno, da 30 anni.
            E sono allergico.
            I sintomi danno immediatamente la loro risposta, quando mi faccio ad es. un giro in bicicletta in primavera, e NON voglio prendere farmaci…

            Per noi è “pane quotidiano” verificare che i bordi di protesi e ricostruzioni dirette CHIUDANO BENE.
            E parliamo di centesimi di millimetro…

            Se nelle mascherine che vediamo in giro fessure di un paio di mm, e perfino MEZZO CENTIMETRO a volte…

            A me sembra di dire una cosa di una evidenza lapalissiana…
            Quanta gente si lamenta degli occhiali appannati con la mascherina?
            Per forza ! L’aria passa dalle fessure !

            Quanti medici e infermieri si sono ammalati nonostante una bardatura scrupolosissima?? Per forza ! Basta guardare! Mille attenzioni… tranne la più importante ! Le FESSURE APERETE si vedono a vista d’occhio.

            Se è un “virus respiratorio”…significherà pur qualcosa?

            Una mascherina piena di fessure …funziona…
            come una bicicletta bucata !

            (“quante storie per un buchino da niente… !!!)

          2. Potevo rispondere diversamente…

            Invece di pensare a cosa fanno i “Medici”
            (che al momento non si accorgono di niente…)
            …vai a guardare gli addetti a lavorazioni come sabbiatura metalli,
            o smerigliature pesanti…o verniciature “occasionali”…
            …che “si proteggono” con semplici “mascherine antipolvere” da ferramenta (chiuse con la stessa “tecnica” usata dai medici…:
            due dita ai lati del naso a mascherina indossata…)

            A fine lavoro… il naso PIENO DI POLVERE (caccole nere……)

            Quello “si vede”… il Virus “non si vede”…

            Ma dalle fessure passa uguale

            Una volta ho fatto personalmente un “lavoro parecchio polveroso”
            con -appunto- una semplice mascherina antipolvere…

            A un certo punto… NON RESPIRAVO PIU’!
            MASCHERINA COMPLETAMENTE COPERTA E OSTRUITA DA UNO STRATO DI POLVERE di millimetri…

            Sentivo distintamente la “pressione sulla faccia” quando inspiravo.

            Però… niente polvere nel naso !

            I dettagli contano !

          3. Sì va bene….quale è la soluzione? Hai idea di come si possono portare oggi le mascherine fuori dall’ambiente controllato dell’ospedale o dell’ambulatorio? Non è immaginabile che non si muovano, basta parlare. Pensa a tutte le situazioni. Nonostante ciò portarle abbattute il rischio di centinaia di volte anche se sono portate male perché le droplets non fanno il giro, sono pesanti e vanno dritte e poi cadono giù. Diverso il discorso aerosol ma in quel caso si dovrebbe aerare cosa che hanno imparato a fare a scuola per esempio. Il rischio zero non esiste ma distanziamento mascherina e igiene rendono il rischio molto basso. Solo che in pochi stanno attenti a questo livello. Ma oggi ci stiamo abituando.

          4. La soluzione è semplicissima.

            Modellare il ferrino IN MANO e non in faccia
            (come spiegato erroneamente nelle linee guida ISS !!!)

            E’ una cosa evidentissima per tutti che esiste il “ritorno elastico”…
            Eppure…quando si tratta di mascherine…

            Prova tu stesso…

            La metti…stringi con due dita ai lati del naso… la togli…
            e guardi che forma è saltata fuori !

            https://www.estense.com/?p=844841

            Una mascherina chiusa male funziona… come una bici bucata !

            Piena di spifferi !

            Ti ripeto: sono allergico.

            Se la chiudo bene con cura in mano… sto bene.

            Altrimenti … basta un piccolo spiffero… me ne accorgo subito.

            E se passano i pollini… passano anche i virus
            (va ben… “le droplets”…) !

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